La variante viene classificata come “non sostanziale”, ma introduce una novità che incide sul profilo pubblico dell’intervento.
La predisposizione di un sistema per il recupero e la liquefazione della CO₂ (anidride carbonica), che non verrebbe più rilasciata in atmosfera.
Impianto in Via Colle San Clemente, area “Cinque Archi”, tra Velletri e Nettuno
La localizzazione indicata per l’impianto è nel Comune di Velletri, in Via Colle San Clemente, in un’area che ruota attorno alla denominazione locale dei Cinque Archi e alla direttrice che collega Velletri a Nettuno.

L’autorizzazione alla costruzione dell’impianto risale al 2021. Con tale autorizzazione è obbligatorio iniziare i lavori entro 5 anni, altrimenti si rischia di perderla.
E i lavori sono iniziati certamente nel 2025, quindi entro il termine prescritto, come vediamo dal confronto delle foto aeree, tratte entrambe da Google Earth.

Come si nota chiaramente dalle foto, il 7 aprile 2025 non risultava alcun impianto nell’area di competenza del progetto.
Nell’immagine aerea del 4 ottobre 2025, invece, si nota chiaramente la presenza di grandi serbatoi circolari, altre strutture più piccole e importanti sbancamenti di terreno, segno che le operazioni erano (allora) ancora in corso.
La richiesta di variante del progetto è arrivata, dunque, nella fase in cui il cantiere sembra essere in piena operatività. Un progetto che ha visto già una prima variante richiesta nel 2023, ed ora questa seconda variante.
Un iter che dura da anni e che ora registra l’ultimo aggiustamento prima della messa in funzione.
La materia prima che ‘digerirà’ l’impianto
Certo ci si può chiedere da dove arriverà la materia prima per alimentare i biodigestori.
Sicuramente il punto dove è stato pensato l’impianto ha il grosso vantaggio di avere vicino il passaggio del metanodotto.
Ma solitamente tali impianti vengono alimentati soprattutto dalle deiezioni animali, specie se vuoi produrre metano, e in seconda parte anche da organico prodotto dalla raccolta differenziata e da scarti agricoli.
Grazie a ciò rientrano in una economia ‘circolare’ che porta vantaggi economici e ambientali. Ora Velletri è una importante area agricola, ma non è certo l’allevamento la principale attività.
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Infatti la stessa società Retina, che c’è dietro questo impianto, ha altri 3 progetti biometano nell’agro pontino (a Borgo Carso, Pontinia e Terracina), dove invece gli allevamenti sono davvero consistenti.
Non avrebbe molto senso ecologico e forse nemmeno economico dover trasportare la materia prima dalla zona di Pontinia e Sabaudia, muovendo camion per centinaia di chilometri, fino a Velletri.
Una importante Holding dietro il progetto di Velletri
L’atto con cui l’Ente metropolitano accoglie la richiesta della società proponente risulta ufficialmente essere intestati alla Latina Biometano Srl.
Comunque la società che guida l’operazione è la Retina Holding srl di Roma. Si tratta di una società in grande espansione nel settore, sul cui sito internet l’impianto di Velletri è denominato “N 19“.
Una società che guida altre 7 aziende titolari di impianti Biogas/biometano in costruzione o in fase di approvazione.

La Retina Holding gestisce attraverso le sue controllate ben 18 impianti, 9 dei quali quasi ormai operativi nelle province di Latina e Caserta, oltre a quello di Velletri.
Ed gli altri 9 impianti, in attesa di completare l’iter amministrativo, sono stati progettati per essere installati nelle province di Latina, Frosinone, Caserta, Avelino, Campobasso, Foggia.

Come è ormai evidente dopo decine di anni di nostri articoli su gravissimi fatti di cronaca legati al mondo dei rifiuti, per le autorità sarà importantissimo controllare che siamo davanti a una serie realtà imprenditoriale, senza secondi fini.
Ancora nel recente passato, infatti, abbiamo dovuto riportare nelle nostre cronache troppi casi di aziende che operano nel settore dei materiali di scarto e del riciclaggio delle materie, usate come occasioni per speculare e fare incassi veloci, lasciando poi i problemi ambientali a carico dello Stato e quindi del cittadino.
La svolta più rilevante nella variante: CO₂ recuperata e liquefatta
Tornando all’operativià dell’impianto, nella variante richiesta e approvata per l’impianto di Velletri, la modifica che pesa di più è quella legata alla CO₂.
Secondo l’impostazione aggiornata, la CO₂ dell’off-gas verrebbe intercettata e gestita con un sistema di recupero e liquefazione, evitando l’immissione in atmosfera.
È una scelta che si colloca nel dibattito più ampio sulla sostenibilità complessiva della filiera. Non cambia solo un dettaglio impiantistico, ma sposta un elemento sensibile — quello delle emissioni climalteranti — in un’area di maggiore controllo e tracciabilità, mentre il resto delle componenti emissive previste resta sostanzialmente invariato.
Un progetto che attraversa gli anni: autorizzazioni, modifiche e proroghe
L’impianto dei Cinque Archi non è un’iniziativa nata ieri. L’autorizzazione originaria risale al 2021 e negli anni successivi sono arrivati aggiornamenti e adeguamenti.
In parallelo con l’evoluzione delle regole che governano il biometano e il suo inserimento nelle politiche energetiche.
Il quadro che emerge è quello tipico dei progetti energetici. Iter lunghi, passaggi successivi, e un equilibrio costante tra accelerazione amministrativa e richieste di conformità tecnica e ambientale.
Le altre correzioni: alimentazione, layout, sicurezza e gestione del digestato
Il pacchetto di modifiche descrive un riassetto che punta a rendere l’impianto più funzionale nella costruzione e nella gestione.
Cambia il piano di alimentazione e vengono riviste alcune soluzioni di stoccaggio e movimentazione delle biomasse, con un aggiornamento del layout interno e delle dotazioni di servizio.
La logica non è quella di aumentare la taglia dell’impianto, ma di ottimizzare i passaggi operativi e rispettare vincoli e distanze di sicurezza.
Tra i capitoli che vengono ritoccati ci sono anche la separazione e la gestione del digestato tra frazione solida e liquida, con una riorganizzazione degli spazi dedicati.
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