Situata da decenni accanto al Comune, davanti il Palazzo Papale, il punto più riconoscibile del borgo, si trasferisce in una zona ritenuta più accessibile.
La nuova sede sorgerà tra via Cardinale Merry del Val e via Prati, con l’obiettivo dichiarato di rendere il servizio più comodo.
Per permettere la nascita delle nuova sede il Comune di Castel Gandolfo ha accordato alla società titolare della farmacia un cambio di destinazione d’uso più un permesso di costruire in deroga.
Dove aprirà la nuova farmacia: via Merry del Val e via Prati
La nuova collocazione è stata indicata con precisione: via Cardinale Merry del Val, ai civici 4 e 5, e via Prati, civico 1. In pratica sono i locali nel palazzo che fa angolo all’incrocio tra le due strade.

È qui che la farmacia dovrebbe trovare spazi più adatti a partire dalla prossima primavera e, soprattutto, una logistica migliore.
L’idea è spostare un servizio essenziale da un luogo centrale, ma spesso scomodo, a un’area ritenuta più “raggiungibile” con l’automobile, anche in caso di necessità urgenti.
Ma la domanda che ha attraversato il Consiglio comunale è stata una sola: la piazza resterà dunque senza un presidio?
Un trasloco che pesa più di una serranda
Nelle città piccole, i servizi non sono mai “solo servizi”, sono abitudini, riferimenti, sicurezza. In più, piazza Libertà con il ritorno di Papa Leone XIV rappresenta epicentro e ritrovo per migliaia di pellegrini.
Spostare una farmacia significa cambiare percorsi e tempi, soprattutto per chi si muove a piedi, per gli anziani e per chi ha bisogno di cure frequenti.
Nel dibattito politico la scelta è stata presentata come un passaggio necessario per migliorare l’efficienza.
In aula: “interesse pubblico, oltre che strategico”
La maggioranza ha difeso la decisione legandola a un concetto chiave: la farmacia non è un esercizio come gli altri. In Consiglio comunale si è insistito sul fatto che si tratta di un’attività “di interesse assolutamente pubblico, oltre che strategico”.
Il ragionamento è stato lineare: se il servizio deve funzionare davvero, deve essere fruibile. E fruibile significa anche accesso più semplice, possibilità di sostare, spazi adeguati e minori barriere quotidiane per chi è più fragile o ha difficoltà motorie.
L’opposizione: sì al trasferimento, ma la piazza non va svuotata
Nel dibattito non c’è stato uno scontro frontale. Anche l’opposizione ha riconosciuto i vantaggi del trasferimento, soprattutto pensando “alle persone più fragili” e alla necessità di rendere il servizio più pratico.
Però ha posto un tema politico chiaro: la piazza non può diventare un luogo svuotato di funzioni.
“Siamo anche un po’ affezionati che sulla piazza ci sia un punto di riferimento”, è stato detto in aula, sottolineando che Castel Gandolfo non è solo un paese residenziale, ma un centro turistico che vive anche di flussi, di emergenze improvvise, di bisogni quotidiani di chi arriva e di chi riparte.
L’ipotesi “parafarmacia, qualcosa di simile” in piazza
A pesare, più del trasloco in sé, è proprio l’eventuale “vuoto” nel centro storico. L’amministrazione ha risposto chiarendo che questa è stata una delle preoccupazioni principali del sindaco.
In aula è stato spiegato che il Comune di Castel Gandolfo ha chiesto rassicurazioni al soggetto privato perché il punto in piazza non venga chiuso del tutto: “parafarmacia, qualcosa di simile”, l’ipotesi evocata. Ma ancora non ci sarebbe nulla di certo, in merito.
Sul tavolo è emersa anche una possibilità che incrocia il tema sociale: la consegna extra, a domicilio, dei farmaci, soprattutto per chi è più in difficoltà, come misura concreta per evitare che lo spostamento diventi un ostacolo. Ma anche su questo punto ,l’amministrazione non avrebbe ottenuto nulla di concreto dalla stessa società.
Decisione unanime e iter lungo: ora conta la gestione del dopo
La delibera, che prevede il cambio di destinazione d’uso più permesso di costruire in deroga per la nuova farmacia, è passata all’unanimità e con immediata eseguibilità. Segno che, almeno in aula, la politica ha scelto di non trasformare la vicenda in uno scontro di bandiere.
Ma l’unanimità non cancella la partita più delicata, quella che inizia adesso: accompagnare il trasferimento senza lasciare scoperto il centro storico e senza trasformare una scelta organizzativa in un problema di percezione e di fiducia.
Perché in un borgo come Castel Gandolfo, la geografia dei servizi è anche geografia del senso di comunità. Specie da quando il Papa è tornato a frequentare il borgo storico.
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