Un funzionario del Tribunale di Velletri è stato sospeso per dodici mesi e colpito dal divieto di dimora nel Comune con l’accusa di aver utilizzato denaro pubblico per retribuire in modo irregolare un collaboratore e per spese personali.
Ipotesi di peculato presso il Tribunale di Velletri
L’ordinanza è stata eseguita dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma. Il provvedimento riguarda un funzionario in servizio presso il Tribunale di Velletri.
Nei confronti del funzionario è stata applicata una misura interdittiva. È stato disposto il divieto di dimora nel comune di Velletri. È stata inoltre stabilita la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per dodici mesi.
Il reato ipotizzato è quello di peculato.
L’attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri. Le indagini sono state condotte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Velletri.
72mila euro sottratti alle entrate dell’UNEP presso il Tribunale di Velletri
Al centro dell’inchiesta c’è la gestione delle entrate dell’Ufficio Notifiche, Esecuzioni e Protesti. Si tratta del servizio noto come UNEP.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il dirigente avrebbe gestito in modo non conforme le somme versate dagli utenti.
In particolare avrebbe privilegiato i pagamenti in contanti. Avrebbe omesso l’utilizzo dei sistemi tracciabili previsti dalla normativa. Tra questi la piattaforma PagoPA. Questo comportamento avrebbe consentito di sottrarre le somme alle ordinarie procedure contabili.
L’accumulo complessivo contestato supera i 72 mila euro. Si tratta di denaro che, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbe stato registrato secondo i canali ufficiali.
Undici anni di compensi irregolari a un ex dirigente
Le indagini parlano di un arco temporale di circa undici anni. In questo periodo il denaro sarebbe stato utilizzato anche per retribuire in modo irregolare un ex dirigente dello stesso ufficio. L’uomo è oggi in pensione. Nonostante questo avrebbe continuato a prestare attività lavorativa occupandosi della contabilità.
Secondo quanto emerso, il collaboratore disponeva stabilmente di una postazione di lavoro all’interno dell’ufficio. Riceveva un compenso con cadenza regolare. I pagamenti sarebbero avvenuti anche in periodi di assenza dal servizio.
Le somme sarebbero state custodite in una cassaforte nella disponibilità dell’indagato. Da lì sarebbero poi state utilizzate per i compensi e per altre spese.
Spese personali e cena natalizia
Una parte del denaro, sempre secondo l’accusa, sarebbe stata impiegata per spese personali. Tra queste anche il pagamento di una cena natalizia per il personale dell’ufficio. L’importo indicato è di circa 800 euro.
Gli investigatori contestano quindi un utilizzo delle entrate pubbliche per finalità diverse da quelle previste. La gestione in contanti avrebbe reso più difficile la tracciabilità delle somme.
Il ruolo della Guardia di Finanza e le indagini preliminari
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo a tutela della legalità nella Pubblica Amministrazione. L’attività è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Roma.
Al momento il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, la persona sottoposta a indagine deve essere considerata innocente fino a eventuale sentenza definitiva.
L’inchiesta riporta l’attenzione sulla gestione delle risorse pubbliche negli uffici giudiziari del territorio. Nei prossimi mesi si capirà quale sarà l’evoluzione giudiziaria della vicenda che coinvolge il Tribunale di Velletri e l’UNEP locale.
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