I giudici non hanno deciso se quei soldi siano dovuti o meno. Hanno però stabilito che il Comune deve riesaminare tutto, perché nella sua risposta ha ignorato un passaggio chiave votato dal Consiglio comunale nel 2016.
Una storia iniziata più di trent’anni fa e mai davvero chiusa.
Il nodo dei terreni mai espropriati
Alla fine degli anni ’80 la Cooperativa edilizia Rinascita 72 costruì il complesso residenziale nell’ambito dell’edilizia economica e popolare. Le case sorsero su terreni di proprietà privata, concessi in diritto di superficie grazie a una convenzione con il Comune di Ariccia.
Il passaggio successivo avrebbe dovuto essere l’esproprio definitivo delle aree da parte del Comune, tramite un soggetto delegato. Ma quell’esproprio non fu completato.
I proprietari dei terreni agirono quindi in tribunale.
La cooperativa fu condannata a risarcire i danni per occupazione. La sentenza ricorda che
“i sig.ri <<omissis>> hanno agito in sede civile per occupazione abusiva nei confronti della Cooperativa Rinascita 72, la quale, nel 1993, con sentenza della Corte di appello di Roma, è stata condannata a risarcire il danno di lire 120.390.000,00 ed ha successivamente adempiuto a tale obbligo;
ulteriori somme sono state, poi, corrisposte dalla stessa Cooperativa ai proprietari degli altri due lotti, vale a dire alla sig.ra <<omissis>> (lire 41.700.000,00) e agli eredi del sig. <<omissis>> (lire 14.000.000,00), in esito alla conclusione con gli stessi di accordi transattivi ”.
Il tentativo del Comune di trovare una soluzione
Negli anni il Comune di Ariccia intervenne più volte con delibere consiliari. Già nel 1997 si parlò apertamente di una soluzione transattiva per rimediare ai danni subiti dai cittadini, coinvolti in una procedura mai chiusa.
Nel 2009 fu prevista la possibilità di trasformare il diritto di superficie in piena proprietà, dietro pagamento di un corrispettivo. Ma si parlò anche di detrazioni e di eventuali crediti vantati dalle cooperative verso il Comune.
Il passaggio più importante arriva nel 2016. Con una delibera del Consiglio comunale fu approvato un emendamento del sindaco che richiamava integralmente la delibera del 1997 e faceva riferimento a una “dichiarazione di non avere nulla a pretendere”.
In aula si parlò del rischio che i cittadini “avrebbero pagato due volte il terreno”. Un’espressione che oggi torna centrale nella sentenza.
La richiesta delle famiglie: evitare di pagare due volte
Nel dicembre 2023 la Cooperativa e il Condominio hanno chiesto formalmente al Comune di Ariccia di dare esecuzione alla delibera del 2016 e di chiudere la transazione.
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La loro posizione è chiara. Non chiedono una trasformazione gratuita. Chiedono che le somme già pagate in passato ai proprietari dei terreni vengano considerate come compensazione. In altre parole, che non venga chiesto di pagare di nuovo per lo stesso terreno.
Per i residenti, il conto è già stato saldato trent’anni fa, quando furono costretti a coprire i costi del mancato esproprio.
La risposta del Comune di Ariccia e la cifra richiesta
Il Comune di Ariccia ha risposto nel gennaio 2025. Nella nota ha escluso che si sia mai parlato di trasformazione gratuita. Ha quindi quantificato il corrispettivo in 7.352,54 euro per ogni alloggio.
Secondo l’amministrazione, le delibere approvate negli anni confermano il carattere oneroso dell’operazione.
Per la Cooperativa e il Condominio quella risposta è parziale. A loro avviso, il Comune ha ignorato il significato dell’emendamento del 2016 e la possibilità di una compensazione. Per questo si sono rivolti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per il Lazio.
La decisione del TAR del Lazio
Il TAR ha dato ragione ai condomini su un punto preciso. Il Comune di Ariccia, nella sua risposta, “ha del tutto omesso di considerare” l’emendamento approvato nel 2016.
I giudici parlano di “palese difetto di istruttoria”. Significa che la decisione è stata presa senza valutare un elemento fondamentale.
Per questo la nota con cui veniva chiesto il pagamento è stata annullata.
Il Comune dovrà ora riesaminare la richiesta del Condominio e motivare in modo completo la propria decisione, valutando gli effetti di quell’emendamento.
Cosa cambia ora per le 48 famiglie
Il TAR non ha stabilito che i 7.352 euro non siano dovuti. Non ha nemmeno imposto al Comune di riconoscere subito la compensazione.
Ha però chiarito che la questione non può essere liquidata con un semplice richiamo al pagamento. L’amministrazione dovrà affrontare il nodo politico e amministrativo aperto nel 2016.
Per le 48 famiglie di Rinascita 72 la richiesta di pagamento, così come formulata nel 2025, non è più valida. La partita però non è chiusa.
Ora la parola torna al Comune di Ariccia.
Dovrà decidere se e come applicare quella “forma transattiva” evocata anni fa e spiegare in modo chiaro se i residenti debbano ancora pagare o se parte di quel conto sia già stata saldata nel passato.
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