Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha però annullato la bocciatura del Tenente Colonnello della Guardia di Finanza di Latina escluso dalla promozione a Colonnello nel 2025 e ha ordinato all’Amministrazione di rivalutare il suo profilo a confronto con quello di un collega promosso.
Per i giudici, la valutazione comparativa non è stata del tutto coerente con i criteri fissati dalla stessa Commissione.
Promozione negata, scatta il ricorso
La vicenda nasce dall’esito dello scrutinio per l’avanzamento al grado di Colonnello. L’ufficiale ricorrente si era classificato al 15° posto con 27,53 punti su 30, restando fuori dai 13 posti disponibili più uno aggiuntivo. Una esclusione per pochi centesimi.
Nel ricorso, l’ufficiale ha sostenuto che il proprio curriculum fosse stato sottovalutato rispetto a quello di un collega collocato appena sopra di lui in graduatoria e poi promosso.
Ha parlato di disparità di trattamento e di una lettura non corretta dei criteri di valutazione. Il cuore della contestazione riguarda il confronto diretto tra i due profili.
Il peso degli incarichi operativi
Uno dei punti centrali riguarda le esperienze di comando.
Il ricorrente ha guidato per anni reparti operativi di primo piano, tra cui il Gruppo Pronto Impiego di Palermo e diversi Nuclei di polizia economico-finanziaria di Latina.
In particolare, ha comandato strutture complesse con centinaia di militari, coordinando indagini delicate e servizi di sicurezza di alto livello, anche in occasione di eventi internazionali.
Il collega promosso, invece, negli ultimi anni prima dello scrutinio aveva ricoperto incarichi di staff al Comando Generale, in particolare nell’ambito della comunicazione istituzionale.
Secondo i giudici, la Commissione avrebbe dovuto spiegare meglio perché un incarico di staff dovesse essere considerato più significativo, ai fini dell’attitudine al grado superiore, rispetto a lunghi periodi di comando operativo.
Nella sentenza si legge che l’incarico di staff “non può essere considerato di per sé attributivo di capacità”, senza una motivazione concreta che dimostri una maggiore idoneità al comando.
Il Tribunale sottolinea che i criteri interni prevedono una particolare attenzione agli incarichi di comando nel grado rivestito e alle responsabilità effettivamente esercitate.
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In questo confronto, la motivazione dell’Amministrazione è stata ritenuta non del tutto convincente.
Quattro lauree non bastano
Altro tema delicato è quello dei titoli accademici. Il ricorrente possiede quattro lauree, tutte coerenti con le funzioni economico-finanziarie del Corpo, con votazioni elevate.
Il collega promosso ne ha tre, tra cui due in ambito psicologico.
I giudici osservano che i titoli devono essere valutati in relazione alla loro attinenza con le funzioni istituzionali. In questo caso, la maggiore coerenza dei titoli del ricorrente con la specializzazione del Corpo avrebbe richiesto una valutazione più attenta.
Anche la conoscenza della lingua inglese, posseduta dal collega, non è stata ritenuta sufficiente da sola a giustificare la differenza di punteggio, soprattutto in presenza di titoli accademici ritenuti più pertinenti.
Encomi, valutazioni e mobilità
Il ricorrente ha inoltre evidenziato un numero superiore di ricompense di ordine morale, tra cui diversi encomi solenni, distribuiti lungo tutta la carriera.
Anche su questo punto il Tribunale ha rilevato una “macroscopica divergenza quantitativa e qualitativa” tra i due profili.
Emergono poi differenze nelle valutazioni di carriera: il ricorrente ha ottenuto per un numero maggiore di mesi la qualifica apicale di “Eccellente con lode”.
Un dato che, secondo i giudici, avrebbe dovuto essere meglio ponderato nella comparazione complessiva.
Infine, è stato valorizzato il tema della mobilità territoriale. L’ufficiale escluso ha cambiato più volte sede su disposizione dell’Amministrazione, operando in contesti diversi e complessi.
Penalizzarlo per aver prestato servizio a lungo in una regione, osserva il Tribunale, sarebbe irragionevole se quelle assegnazioni erano d’ufficio.
La decisione del TAR Lazio
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha quindi accolto il ricorso nei limiti del confronto tra i due ufficiali.
Non ha attribuito direttamente la promozione, perché il giudice non può sostituirsi alla Commissione.
Ma ha annullato la graduatoria nella parte contestata e ha ordinato una nuova valutazione comparativa entro 90 giorni.
In sostanza, per i giudici non si tratta di stabilire chi sia il migliore in assoluto, ma di verificare che la scelta sia frutto di un percorso logico e coerente con i criteri fissati.
Ora la parola torna all’Amministrazione, che dovrà riesaminare le due posizioni alla luce delle indicazioni contenute nella sentenza.
I gradi di ufficiale nella Guardia di Finanza
La struttura gerarchica della Guardia di Finanza è articolata su più livelli e prevede una distinzione precisa tra ufficiali inferiori, superiori e generali. I gradi da ufficiale rappresentano non solo l’anzianità di servizio, ma anche le responsabilità operative e di comando all’interno del Corpo.
Di seguito l’elenco completo dei gradi previsti per gli ufficiali delle Fiamme Gialle:
Ufficiali inferiori
- Sottotenente
- Tenente
- Capitano
Ufficiali superiori
- Maggiore
- Tenente Colonnello
- Colonnello
Ufficiali generali
- Generale di Brigata
- Generale di Divisione
- Generale di Corpo d’Armata
- Generale di Corpo d’Armata con incarichi speciali
Come si avanza di grado nella Guardia di Finanza
Nella Guardia di Finanza l’avanzamento di grado degli ufficiali segue regole precise fissate dall’ordinamento militare e si basa su anzianità, merito e disponibilità dei posti.
Nei primi gradi la promozione avviene soprattutto per anzianità, dopo un determinato numero di anni di servizio e con valutazioni positive.
Salendo di livello, invece, diventa determinante il giudizio delle commissioni interne, che valutano incarichi ricoperti, risultati operativi, titoli e profilo disciplinare.
Per i gradi più elevati la selezione è particolarmente rigorosa, poiché i posti disponibili diminuiscono e la promozione avviene esclusivamente “a scelta”, premiando i profili ritenuti più meritevoli.























