L’amministrazione approva il certificato di regolare esecuzione delle opere a verde secondarie: un passaggio tecnico che, in sostanza, attesta che la lavorazione del progetto da 1,25 milioni di euro (avviato nel 2019 sotto la Giunta regionale Zingaretti bis) è stata eseguita correttamente e secondo il programma, dopo sette anni.
Non è un annuncio “politico”, ma un atto che chiude una partita concreta sul piano operativo.
Il progetto anti-erosione: cosa c’è dietro l’etichetta
Quando si parla di progetto anti-erosione, il riferimento è a un intervento più ampio di difesa e ricostruzione del litorale, inserito nella programmazione regionale per la protezione delle coste nel 2019.
L’obiettivo è duplice: ridurre l’impatto dell’erosione e rafforzare la resilienza del sistema dunale, che rappresenta una barriera naturale contro mareggiate e arretramento della linea di costa. I
n questo quadro, le dune non sono “arredo”, ma infrastruttura ambientale: se funzionano, proteggono spiaggia e retrospiaggia.
La “fase verde”: vivaio, impianto e stabilizzazione delle dune
Nel linguaggio degli appalti, la determinazione riguarda le opere vegetazionali: coltivazione in vivaio e messa a dimora di essenze coerenti con il ripristino dunale, secondo logiche di ingegneria naturalistica.
Significa intervenire con piante capaci di trattenere la sabbia, favorire la ricostruzione della duna e contrastare il degrado dovuto a calpestio e vento.
È una fase spesso sottovalutata nel dibattito pubblico, ma decisiva: senza attecchimento e gestione corretta della vegetazione, la duna perde stabilità e l’erosione riprende terreno.
Il progetto complessivo si colloca nell’ordine di 1,25 milioni di euro; la componente “verde” certificata con questo atto vale 149mila euro più IVA (totale 181.780 euro), affidata ad una nota società di Albano Laziale.
In concreto, il certificato di regolare esecuzione è lo snodo che consente di finalizzare pagamenti e chiusure contabili nel rispetto delle regole di trasparenza.
L’opera alla prova dei fatti
La domanda chiave, per residenti e operatori, ora, è: funzionerà?
Su interventi dunali e anti-erosione la risposta non è immediata, perché l’efficacia si valuta nel tempo: eventi meteo-marini, stagione turistica, pressione antropica e manutenzione possono fare la differenza.
I progetti più solidi prevedono monitoraggi e azioni correttive: ripristini localizzati, protezione degli accessi, eventuale sostituzione di specie non attecchite, gestione delle piante invasive. È qui che si passa da “lavoro finito” a “opera che tiene”.
Cosa succede adesso: manutenzione, controlli, prossime fasi
Con la fase vegetazionale certificata, il progetto entra in una fase che somiglia più alla gestione che al cantiere: manutenzione, controllo dei tratti più vulnerabili e verifica periodica dell’evoluzione della duna.
In parallelo, restano centrali gli altri segmenti della difesa costiera (programmazione, eventuali opere complementari, coordinamento con Regione e uffici tecnici).
Per una località come Torvaianica, il punto non è solo “fare un intervento”, ma costruire una continuità: perché la difesa del litorale, per definizione, non si esaurisce con una determina.
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