Tradotto: l’amministrazione ha indicato l’intervento con una scritta colorata di rosso, che vuol dire che il progetto, almeno per ora, è congelato.
Non è una bocciatura definitiva “per legge di natura”, perché resta nel Piano, ma un arretramento politico-amministrativo. Come minimo, significa che la priorità cambia e i tempi si allungano.
La Macchiozza: un’ex area militare che attende una nuova identità
Il luogo è noto agli addetti ai lavori e a molti cittadini: l’area verde “La Macchiozza”, ex deposito dell’Aeronautica Militare, circa 10 ettari acquisiti dal Comune di Pomezia nel luglio 2021.

Un patrimonio grande, raro, delicato: infrastrutture in cemento armato lasciate all’abbandono, tracciati carrabili e ciclabili già presenti ma frammentati, e una vegetazione fitta di macchia mediterranea.
Un “polmone” che, proprio perché esiste, misura ogni giorno la distanza tra potenziale pubblico e uso reale: degrado e inutilizzo da una parte, promessa di rigenerazione dall’altra.
Il progetto: scuola nel verde e spazi per la comunità
Negli ultimi mesi l’idea era stata raccontata come un salto di qualità: non solo manutenzione del verde, ma riqualificazione e valorizzazione con un’impronta educativa e civica.
Nella stessa area era stato collocato un polo scolastico con un asilo nido da 60 posti, accanto a spazi di aggregazione e iniziative culturali e ricreative.
Recuperare le strutture esistenti per renderle utili alla città, rimettere ordine nel viale centrale, integrare piste ciclabili: una trasformazione pensata per “aprire” un’area chiusa e farne un pezzo di quotidiano urbano.
Il nodo vero: le risorse e la dipendenza dai bandi
La parte più ambiziosa del piano aveva un prezzo coerente con l’ambizione: 5 milioni di euro per la riqualificazione complessiva (al netto del polo scolastico). Per la scuola, infatti, veniva indicato un canale dedicato: 3,5 milioni dal PNRR.
Il resto si legava alla partecipazione a un bando nazionale per piani di sviluppo su aree dismesse o in disuso, collegato alla Presidenza del Consiglio.
È qui che spesso i progetti inciampano: se il finanziamento esterno non si materializza o non è “agganciabile” nei tempi di bilancio, l’opera scivola fuori dai documenti che contano.
Una scelta politica prima ancora che tecnica
Quando un intervento del genere rallenta, non è solo burocrazia: è politica delle priorità. La Giunta guidata dalla sindaca Veronica Felici ha adottato lo schema del piano triennale a fine 2025, e questo schema è già una mappa di scelte.
Cosa entra, cosa esce, cosa resta in stand-by. In una città che chiede servizi, scuole, manutenzione ordinaria e sicurezza urbana, un grande progetto “nel verde” può diventare terreno di confronto: simbolo di visione per alcuni, rischio di promessa incompiuta per altri.
Cosa succede ora: partita aperta in Consiglio e nel bilancio 2026
La storia non è chiusa, ma cambia tono.
Il Programma triennale e l’elenco annuale sono destinati a passare dal Consiglio comunale insieme al bilancio di previsione 2026. Lì si capirà se la cancellazione resta tale o se ci sono margini per reintrodurre l’intervento. Magari rimodulato.
Nel frattempo, La Macchiozza rimane ciò che è sempre stata: un’area con valore paesaggistico e potenzialità pubbliche, sospesa tra progetto e realtà.
E per Pomezia, la vera sfida sarà dimostrare che la rigenerazione non è uno slogan, ma una traiettoria sostenibile, anche quando i numeri, improvvisamente, si barrano in rosso.
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