Sul piatto ci sono circa 493mila euro per una manutenzione straordinaria, finanziata tramite richiesta di mutuo, dopo lo stop e le polemiche dello scorso anno.
Il via libera del Consiglio: piscina nel Piano opere pubbliche 2026-2028
La svolta arriva con la Deliberazione n. 3 del 24 febbraio 2026: il Consiglio comunale ha approvato il primo aggiornamento del Programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028.
L’atto è stato illustrato in aula dall’assessore Umberto Verini, con la seduta presieduta da Mauro Testa e la partecipazione della sindaca Emanuela Colella.
Dentro l’elenco degli interventi compare la voce che interessa più da vicino famiglie e giovani: “Manutenzione straordinaria Piscina Comunale (richiesta mutuo)”. La cifra è chiara: 493.000 euro, cioè quasi “mezzo milione”.
Sul voto, i numeri raccontano un’approvazione ampia ma non unanime nel senso politico: 15 favorevoli, 0 contrari, 7 astenuti. Tra gli astenuti risulta anche la consigliera Anna Rita Contestabile.
Il provvedimento è stato dichiarato anche “immediatamente eseguibile”, quindi la macchina amministrativa può muoversi senza aspettare ulteriori passaggi tecnici.
Mezzo milione per rimettere in sesto l’impianto: cosa significa “manutenzione straordinaria”
Quando in un documento comunale si parla di “manutenzione straordinaria”, di solito non si intende la vernice o una sistemata di routine. Si parla di interventi più pesanti, quelli che servono per riportare un impianto a standard adeguati e farlo funzionare senza rischi.
In questo caso il Comune di Ciampino non entra nei dettagli tecnici dei lavori nel testo che accompagna la delibera. Però la scelta di inserire l’opera nel Piano triennale e legarla a una richiesta di mutuo indica una cosa semplice: la piscina non si rimette in marcia con spese minime, serve un investimento strutturale.
E non è l’unico intervento in agenda.
L’aggiornamento del Piano elenca molte opere: scuole, parchi, strade, parcheggi, efficientamenti energetici, fino a interventi molto più costosi su immobili pubblici.
La piscina, però, è una di quelle voci che hanno un impatto immediato sulla vita quotidiana, perché riguarda tempo libero, sport e socialità.
Il collegamento con il 2025: l’anno delle accuse e dell’incertezza
La notizia di oggi si aggancia direttamente alle polemiche esplose l’anno scorso.
A giugno 2025 la consigliera Anna Rita Contestabile scriveva senza giri di parole:
“Quest’anno la piscina comunale non aprirà”,
accusando l’amministrazione di rinviare e di non avere un piano chiaro. Nel suo intervento parlava di una gestione “improvvisata” e di cittadini lasciati ogni estate nell’incertezza.
Quel testo fotografava un clima che a Ciampino si ripete da tempo: ogni stagione diventa una domanda, “apre o non apre?”.
Nel 2024 l’impianto aveva riaperto solo a luglio, come ricordava la stessa Contestabile, e il 2025 si era trasformato nell’ennesima estate senza certezze.
Ora, con l’atto approvato a febbraio 2026, il Comune di Ciampino prova a cambiare passo: non più annunci generici, ma un investimento inserito nella programmazione ufficiale.
Resta però un dato politico che pesa: nel voto in aula non ci sono stati contrari, ma ci sono state astensioni. È il segnale che non tutte le perplessità sono rientrate, anche se la direzione – rimettere mano alla piscina – appare ormai tracciata.
I motivi dell’astensione della Contestabile
In merito all’astensione di Anna Rita Contestabile, la stessa consigliera ha scritto a Il Caffè motivando così il suo voto:
In merito alla delibera relativa al Piano Triennale delle Opere Pubbliche che prevede uno stanziamento di circa 500 mila euro per interventi sulla piscina comunale di Ciampino, ho espresso voto di astensione.
La mia posizione non rappresenta una contrarietà alla riqualificazione e alla riapertura dell’impianto sportivo, che considero un servizio importante per la città, per le famiglie e per le associazioni sportive e che cmq arriva dopo 2 anni di chiusura e di interventi tampone. Interventi in cui sono stati spesi soldi pubblici senza una strategia e senza un cronoprogramma. Tuttavia, il Piano delle Opere Pubbliche contiene anche altre situazioni e criticità che meritano attenzione e priorità, e che non possono essere valutate separatamente dal contesto complessivo della programmazione, cosi come ho evidenziato e sviluppato nel mio intervento in consiglio.
Inoltre, la vicenda della piscina comunale si trascina da anni tra annunci, interventi e nuovi stanziamenti che, ad oggi, non hanno prodotto risultati definitivi e duraturi. Ritengo quindi necessario un cambio di passo: serve una programmazione chiara, sostenibile e accompagnata da garanzie concrete sui tempi di realizzazione e di effettiva apertura dell’impianto.
L’astensione è dunque un atto di responsabilità e di coerenza: sostengo l’obiettivo di restituire alla città una piscina funzionante, ma chiedo maggiore trasparenza, visione strategica e certezza nell’utilizzo delle risorse pubbliche.
Continuerò a vigilare affinché gli investimenti previsti si traducano finalmente in risultati concreti per la comunità.
Non solo piscina: un Piano pieno di cantieri (e promesse da mantenere)
Il Piano triennale non parla solo di vasche e spogliatoi. Dentro ci sono manutenzioni per edifici comunali, lavori nei parchi, interventi per le scuole, opere di viabilità e anche progetti più ambiziosi.
È la “lista della spesa” con cui un Comune dice ai cittadini: queste sono le priorità dei prossimi tre anni.
Il punto, come sempre, è passare dalle delibere ai cantieri. Perché tra ciò che viene approvato e ciò che si realizza ci sono tempi tecnici, progettazioni, gare e imprevisti.
La differenza, stavolta, è che sulla piscina un importo e una cornice temporale sono stati indicati. E questo, per chi aspetta un’estate normale, conta.
Il rischio dei tagli: quando la manutenzione rimandata diventa emergenza
Guardando oltre Ciampino, “Il Caffè” ha raccontato più volte cosa succede quando le risorse per manutenzione e sicurezza si assottigliano: sulle strade provinciali, ad esempio, si è parlato di riduzioni consistenti dei fondi, con il timore di interventi rinviati e condizioni che peggiorano.
E quando i soldi pubblici non bastano, alcune amministrazioni iniziano perfino a inseguire soluzioni alternative, come l’idea di far intervenire sponsor privati per coprire pezzi di manutenzione stradale: un segnale che le necessità superano le disponibilità.
La lezione, per impianti come una piscina comunale, è piuttosto ‘semplice’: tagliare troppo o rinviare troppo può sembrare un risparmio nell’immediato, ma spesso produce l’effetto opposto.
Si accumulano problemi, i costi salgono, e alla fine si arriva ai “lavori straordinari” che pesano di più sulle casse pubbliche e sui tempi di riapertura.
In questo senso, la scelta di programmare oggi un intervento da 493mila euro può essere letta anche come un tentativo di evitare che la piscina diventi, ogni estate, un’emergenza annunciata.
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