Per i ragazzi di Latina lo scalo ad Abu Dhabi si è trasformato invece in una lunga attesa, tra voli cancellati, file in aeroporto e un rientro che resta incerto.
Il racconto dei ragazzi di Latina bloccati ad Abu Dhabi
Ecco cosa hanno raccontato i protagonisti di questa storia:
«Dopo una nottata terribile, alle 8:50 ci ha svegliato il telefono della camera: dieci minuti per fare le valigie perché ci avrebbero portato in aeroporto. Siamo arrivati, abbiamo fatto tutta la fila e alla fine ci hanno detto che non c’erano più biglietti per rientrare in Italia. Abbiamo chiesto qualsiasi volo per l’Europa, ma non ci è stata data alcuna soluzione».
Il gruppo è stato quindi riportato nell’hotel della capitale emiratina, dove resterà almeno fino all’alba successiva:
«Ci hanno detto di presentarci domani mattina alle 5 per garantirci un posto in aereo. Ora stiamo cercando di capire come muoverci».
Il racconto prosegue con un ringraziamento alle autorità locali:
«Vogliamo ringraziare gli Emirati Arabi Uniti per la gestione dell’emergenza e per averci permesso di riavere subito l’alloggio».
Da notare che il Department of Culture and Tourism di Abu Dhabi, ha stabilito che sarà direttamente il governo a sostenere i costi delle notti aggiuntive per gli ospiti bloccati, per cause indipendenti dalla loro volontà, determinate dall’attuale crisi internazionale.
La mancata assistenza da parte dell’Italia
Un appello è diretto soprattutto verso l’Italia:
«L’ambasciata e il consolato non rispondono, non abbiamo indicazioni concrete. Ci sentiamo lasciati soli in una situazione difficile. Ci aspettiamo assistenza concreta e immediata per permetterci di tornare a casa».
Un messaggio che si conclude con parole nette:
«Ci sentiamo abbandonati dalle autorità a cui competerebbe assisterci».
A leggere i racconti postati sui social da molti italiani che si trovano, per un motivo o per l’atro, ad Abu Dhabi o a Dubai, tutti lamentano la stessa mancanza di assistenza e informazioni da parte dell’Italia. Assistenza e informazioni che cittadini di altri paesi stanno invece ricevendo.
La tempesta sui social
Ma a fare rumore, oltre alla vicenda, sono state le reazioni sui social. Sotto il racconto dei ragazzi si è scatenata una valanga di commenti, tra solidarietà e attacchi durissimi.
C’è chi prova a rassicurare:
«Abbiate fiducia e pazienza, non sarete lasciati soli».
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E chi invita a non alimentare polemiche:
«Le autorità stanno facendo tutto il possibile. Se bloccano gli aerei è perché ci possono essere attacchi imminenti».
Altri utenti sottolineano la complessità della situazione:
«Gli aerei hanno una capienza che non si può modificare in base alle necessità e far spostare un aereo non è come far spostare un bus».
I commenti dei leoni da tastiera
Ma accanto a queste voci emergono anche toni più aggressivi, che trasformano la vicenda in un terreno di scontro politico o in un processo ai viaggiatori stessi:
«Ma chi vi dice di andare in Medio Oriente? È tanto bella la nostra patria», scrive qualcuno.
Nel caso specifico va fatto notare che i ragazzi di Latina si trovano ad Abu Dhabi non per scelta, ma per uno scalo, di ritorno dalla Thailandia.
Un altro commenta:
«Quando si fanno certi viaggi bisogna assicurarsi e sapere gestire le emergenze».
Ma Abu Dhabi o Dubai sono paesi che fino all’altro giorno non presentavano criticità. Non erano infatti nell’elenco delle mete sconsigliate dalla Farnesina. Nulla lasciava prevedere quanto poi accaduto.
C’è anche chi ironizza sulla richiesta di aiuto:
«Se avete un albergo e vi hanno detto di tornare in aeroporto alle 5, cosa state chiedendo esattamente alle autorità italiane?»
Tra i messaggi più duri, qualcuno insinua persino motivazioni dietro al viaggio:
«Avete preferito risparmiare sul volo per potervi permettere altri tipi di servizi. Ora aspettate in silenzio».
Insomma, invece della solidarietà, i soliti leoni da tastiera, dal divano di casa, scaricano così l’invidia per chi si è concesso una vacanza.
La solidarietà
Non mancano però i commenti indignati per il tono della discussione:
«Leggo commenti beceri e ignoranti. Ragazzi che potrebbero essere vostri figli e invece li criticate», scrive un utente.
Un altro osserva:
«Come fate a non capire che sono spaventati?».
Qualcuno ricorda anche l’imprevedibilità delle crisi internazionali:
«Chi è partito non immaginava che il giorno del rientro scoppiasse la guerra».
Intanto, tra i messaggi spunta anche la testimonianza di altri italiani nella stessa situazione:
«Siamo due italiani bloccati a Dubai anche noi. Consolato e ambasciata non rispondono. Siamo nelle mani di nessuno».
Il caso del Cisterna Volley a Dubai
In questo momento tra i nostri connazionali che si trovano negli Emirati Arabi c’è anche il Cisterna Volley. La squadra di Cisterna è infatti a Dubai per un torneo, il Nas Tournament.
Il direttore sportivo del Cisterna Volley, Candido Grande, ha fatto sapere che il Governo locale ha dato l’ok per proseguire il torneo, assicurando pieno supporto per garantire l’incolumità e la tutela di tutti i partecipanti.
Al momento lo spazio aereo è chiuso, dunque anche volendo rientrare, giocatori e staff non potrebbero farlo.
Ha comunque dichiarato Candido Grande:
“Noi attendiamo, se dovesse essere ripristinato il sistema dei voli, vedremo subito come comportarci ed agiremo di conseguenza”.
Nell’attesa di vedere come evolverà la situazione, gli atleti del Cisterna Volley hanno vinto la partita giocata contro il Calcit Volley.
Certamente, nel clima attuale, la soddisfazione per la vittoria passa in secondo piano.
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