La vetrina è quella di Rai 3, dentro il racconto televisivo di Kilimangiaro: domenica 1 marzo, alle 16:45, il paese dei Castelli Romani è entrato ufficialmente nella competizione, presentandosi come un simbolo territoriale prima ancora che come destinazione turistica.
Un passaggio che, in chiave politica, vale quanto una campagna di reputazione per l’intera regione Lazio.
Un voto che pesa più di una classifica
La partita si gioca online e ha tempi precisi: si vota dalle 19:00 del 1° marzo fino alle 23:59 del 22 marzo 2026, con proclamazione del vincitore nella serata finale del 5 aprile su Rai 3.
Il meccanismo, pensato per sostenere la partecipazione senza trasformarla in una maratona infinita, consente un voto al giorno fino a un massimo di cinque voti complessivi, previa registrazione su RaiPlay.
In termini concreti: pochi minuti per incidere su una narrazione nazionale che, spesso, orienta curiosità e flussi turistici.
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Il messaggio del sindaco: identità, comunità, “peso” del territorio
L’amministrazione comunale di Nemi ha scelto una linea chiara: trasformare la gara in un esercizio di comunità, chiamando a raccolta cittadini, associazioni e attività economiche.
Il sindaco Alberto Bertucci parla di “orgoglio” e di occasione per portare “storia, tradizioni ed eccellenze” fuori dai confini locali, con un invito esplicito a sostenere Nemi attraverso il voto.
La politica, qui, non è propaganda: è la ricerca di un posizionamento, la costruzione di un’identità condivisa che può diventare leva di sviluppo.
Perché Nemi è un candidato credibile (non solo “da cartolina”)
Dietro l’immagine da belvedere c’è un patrimonio riconoscibile: il lago di origine vulcanica, i richiami al Tempio di Diana Nemorensis, il Castello Ruspoli, e una memoria archeologica che riemerge nelle storie delle navi romane legate a Caligola.
A questo si aggiunge la dimensione del “prodotto”: le celebri fragoline, che da tradizione popolare diventano identità economica. Non a caso Nemi viene raccontata anche come borgo capace di tenere insieme paesaggio, cultura e artigianato.
La “novità” che allarga la partita: Nemi e la rete del vino
C’è poi un dettaglio che rende la candidatura più politica e strategica: Nemi viene segnalata come unica “Città del Vino” in gara e Bertucci risulta coinvolto anche nei ruoli associativi legati a questa rete.
Tradotto: la campagna non parla solo ai residenti, ma può attivare circuiti e comunità più ampie, dall’enoturismo alle realtà territoriali che si riconoscono nei Castelli Romani.
In una competizione dove la mobilitazione fa la differenza, la capacità di “fare sistema” può valere quanto la bellezza.
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