La decisione arriva dopo un lungo iter amministrativo iniziato ben 40 anni fa con le richieste di condono presentate al Comune di Latina negli anni Ottanta e concluso con il rigetto delle sanatorie e con l’inottemperanza all’ordine di demolizione.
Ora l’edificio entrerà ufficialmente nella disponibilità dell’ente.
Immobili abusivi: condono richiesto negli anni Ottanta
La vicenda ha origine nel 1986, quando al Comune di Latina furono presentate due istanze di condono edilizio per regolarizzare alcune opere realizzate senza titolo.
La prima riguardava un fabbricato a uso residenziale composto da un piano interrato e un piano fuori terra. L’edificio ha una superficie utile di circa 133 metri quadrati e una volumetria complessiva superiore ai 600 metri cubi.
La seconda domanda di sanatoria riguardava invece un piccolo fabbricato non residenziale di circa 28 metri quadrati. Entrambe le costruzioni sorgono su un’area che il piano regolatore del Comune classifica come “Verde pubblico”.
Si tratta quindi di una zona nella quale, in linea generale, non è prevista l’edificazione privata.
Nel corso degli anni le proprietà degli immobili sono cambiate a seguito di una successione ereditaria.
L’amministrazione comunale di Latina ha quindi avviato nuove verifiche e ha chiesto ai proprietari la documentazione necessaria per completare l’istruttoria delle pratiche di condono.
Anni Duemila: il Comune chiede documenti integrativi per procedere con il condono
Nel 2018 il Comune di Latina ha inviato una prima comunicazione con la determinazione delle somme dovute e la richiesta di documenti integrativi per procedere con il condono.
Negli anni successivi sono seguite ulteriori note e solleciti. L’ultima comunicazione è stata inviata nel marzo del 2024 tramite posta elettronica certificata al tecnico incaricato dai proprietari.
In quell’occasione l’amministrazione ha concesso un termine di venti giorni per produrre la documentazione mancante.
Nella stessa comunicazione veniva specificato che, trascorso il termine senza risposta, sarebbe stato avviato il procedimento per il rigetto delle domande di condono.
Documentazione non prodotta: condono rigettato
Alla scadenza del termine, agli uffici comunali non è pervenuta la documentazione richiesta.
Di conseguenza, nel maggio del 2024, il Comune di Latina ha formalizzato il rigetto delle due istanze di condono presentate nel 1986.
2025, arriva l’ordine di demolizione, non eseguita
Dopo il rigetto del condono, il Comune di Latina ha emesso un ordine di demolizione nei confronti dei proprietari dell’immobile. Il provvedimento riguardava il fabbricato realizzato sull’area classificata come verde pubblico.
Secondo quanto accertato dagli uffici tecnici, per le opere realizzate non risulta rilasciato alcun titolo edilizio. Si tratta quindi di costruzioni abusive che avrebbero dovuto essere demolite dai proprietari entro i termini previsti.
L’ordinanza è stata notificata nel maggio del 2025. Tuttavia la demolizione non è stata eseguita.
La Polizia Locale di Latina ha quindi redatto un verbale di accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione nel giugno dello stesso anno.
2026, acquisizione al patrimonio comunale e ordinanza di sgombero
Il mancato rispetto dell’ordine di demolizione ha fatto scattare la procedura prevista dalla normativa urbanistica. In questi casi la legge stabilisce che l’immobile abusivo venga acquisito gratuitamente al patrimonio del Comune.
Il dirigente ha quindi revocato un precedente provvedimento e ha emesso una nuova ordinanza di acquisizione gratuita dell’immobile.
Il provvedimento riguarda il fabbricato e l’area su cui sorge, situati lungo la strada litoranea.
L’ordinanza stabilisce anche lo sgombero dell’immobile. I proprietari devono liberare i locali da persone e cose entro quindici giorni dalla notifica del provvedimento.
La proprietà passa definitivamente al Comune di Latina
Con la nuova ordinanza il Comune ha disposto anche la trascrizione dell’atto nei registri immobiliari. Si tratta di un passaggio necessario per rendere effettivo il trasferimento della proprietà all’ente pubblico.
L’amministrazione procederà quindi all’immissione in possesso dell’immobile. In questo modo l’edificio abusivo entrerà ufficialmente nel patrimonio disponibile del Comune.
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