L’intervento riguarda il tratto di costa compreso tra Tor Caldara e le Grotte di Nerone. Si tratta di un’area di grande valore paesaggistico e archeologico.
Per questo motivo la procedura di verifica ambientale richiede ulteriori approfondimenti tecnici e specialistici.
Il progetto di ripascimento del litorale di Anzio
Il progetto riguarda il ripascimento di una parte della costa occidentale del Comune di Anzio, nel territorio della provincia di Roma.
L’intervento è stato proposto dalla Direzione Regionale Trasporti, Mobilità, Tutela del Territorio e Autorità idraulica della Regione Lazio. In particolare, l’iniziativa è seguita dall’Area pianificazione e attuazione degli interventi a difesa della costa.
L’obiettivo è rafforzare e proteggere un tratto di litorale soggetto nel tempo a fenomeni di erosione. Il ripascimento consiste nel ripristino della spiaggia attraverso il deposito di sabbia e sedimenti marini.
È una pratica utilizzata per contrastare l’arretramento della linea di costa e per preservare l’equilibrio dell’ecosistema costiero.
L’area interessata dall’intervento si trova tra due luoghi molto noti del litorale laziale: la riserva naturale di Tor Caldara e il complesso archeologico delle Grotte di Nerone.

Si tratta quindi di un contesto ambientale e storico particolarmente delicato. Proprio per questo il progetto è sottoposto alla procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale, la cosiddetta VIA.
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La Soprintendenza: va valutata la sensibilità archeologica dell’area
Durante l’istruttoria è intervenuta la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti.
L’ente del Ministero della Cultura ha chiesto alla Regione una serie di integrazioni documentali e approfondimenti tecnici.
In una nota inviata a fine gennaio 2026 la Soprintendenza ha evidenziato la particolare sensibilità archeologica dell’area interessata dal progetto.
Questo vale sia per l’arenile sia per lo specchio d’acqua antistante. La zona è infatti ricca di testimonianze storiche e archeologiche legate alla presenza romana e alle antiche strutture costiere.
Per questo motivo è stato richiesto l’avvio della Verifica preventiva dell’interesse archeologico. Si tratta di un passaggio che serve ad accertare l’eventuale presenza di reperti o strutture archeologiche che potrebbero essere interessate dai lavori.
Gli elaborati tecnici richiesti
Per completare la procedura la Regione Lazio dovrà predisporre diversi elaborati tecnici. Tra questi c’è una relazione paesaggistica dettagliata che dovrà analizzare l’impatto dell’intervento sul contesto naturale e sul paesaggio costiero.
Saranno inoltre preparate nuove tavole grafiche di dettaglio. I documenti dovranno includere anche gli stralci del Piano territoriale paesaggistico regionale.
Questo materiale servirà a verificare la compatibilità del progetto con le norme di tutela del territorio.
La Soprintendenza ha richiesto anche una documentazione fotografica completa dello stato dei luoghi.
Le immagini dovranno descrivere con precisione la situazione attuale della spiaggia, del litorale e delle aree circostanti.
La richiesta di proroga dei termini
Alla luce delle richieste ricevute, la Regione Lazio ha deciso di chiedere una proroga dei termini previsti per la consegna delle integrazioni.
La richiesta è stata formalizzata dall’ingegnere Valerio Camponeschi, dirigente dell’area regionale che segue gli interventi di difesa della costa.
Secondo quanto spiegato nella comunicazione ufficiale, i tempi ordinari della procedura non sono sufficienti per completare tutte le verifiche richieste.
In particolare, le indagini archeologiche e la preparazione della relazione paesaggistica richiedono attività tecniche complesse.
Per questo motivo la Regione ha chiesto un differimento di 45 giorni.
Un passaggio decisivo per l’istruttoria ambientale
La proroga richiesta servirà quindi a completare l’istruttoria ambientale del progetto di ripascimento del litorale di Anzio.
Solo dopo la consegna di tutti gli elaborati e la conclusione delle verifiche archeologiche sarà possibile proseguire con la valutazione del progetto.
L’area tra Tor Caldara e le Grotte di Nerone rappresenta infatti uno dei tratti più sensibili del litorale laziale.
La presenza di siti archeologici e di ambienti naturali protetti impone una particolare attenzione nella progettazione degli interventi.
Per questo la procedura di valutazione ambientale prevede controlli approfonditi e il coinvolgimento di diversi enti. Tra questi la Regione Lazio, il Ministero della Cultura e gli uffici tecnici che si occupano della tutela del territorio.

























