Lo scorso febbraio alcuni residenti organizzatisi in Comitato si sono mobilitati per chiedere la revisione del progetto, proponendo una controproposta più orientata al verde e alla sostenibilità.
Dopo quasi un mese dalle prime mobilitazioni, però, nulla sembra essere cambiato: il Comune resta determinato a portare avanti l’intervento, mentre le realtà locali continuano la loro battaglia.

Dopo una mozione presentata in Consiglio comunale e un’assemblea pubblica cittadina, i residenti hanno avviato una raccolta firme con l’obiettivo di presentare una petizione formale al Comune.
Dalle prime mobilitazioni alla mozione presentata al Comune
Il progetto prevede un ampio intervento urbanistico su quasi 24.000 metri quadrati di terreno agricolo tra viale Kennedy, via Spada e via Franchi.
Nella proposta attuale sono previsti un polo commerciale, campi da padel e oltre 300 parcheggi. Complessivamente circa il 93% dell’area sarebbe destinato a strutture e parcheggi, mentre solo una piccola parte resterebbe destinata a spazi verdi.

Dopo aver appreso dell’esistenza del progetto, alcuni cittadini hanno deciso di organizzarsi costituendo il Comitato No Cemento Ciampino.
Attorno all’iniziativa si sono progressivamente raccolte anche altre realtà civiche e associazioni del territorio, tra cui l’associazione Officine Civiche e il circolo locale di Legambiente.
Ha spiegato a Il Caffè Mirko Laurenti, presidente del circolo Legambiente Appia Sud “Il Riccio”, attivo nei territori dei Castelli Romani, Ciampino e Marino:
“È un progetto che fin da subito è apparso poco chiaro e lontano dagli interessi della cittadinanza.
Ci sono stati passaggi poco trasparenti che non hanno coinvolto chi vive quotidianamente la città di Ciampino.
Per questo abbiamo deciso di sostenere il Comitato e le altre realtà civiche impegnate su questo fronte”.
La mozione dell’opposizione in Consiglio comunale
Le istanze del Comitato No Cemento e delle altre realtà locali hanno trovato il sostegno della lista civica Diritti in Comune.
Il 24 febbraio, durante il Consiglio comunale, Diritti in Comune ha presentato una mozione per chiedere l’annullamento in autotutela della delibera di Giunta comunale n. 2 del 15 gennaio, relativa all’accertamento delle condizioni per il permesso di costruire convenzionato nell’area della Folgarella.
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Ha scritto su Facebook la consigliera comunale Francesca De Rosa:
“La mozione chiede l’annullamento della delibera di giunta con quale l’Amministrazione dà, di fatto, via libera alla cementificazione delle poche aree libere rimaste alla Folgarella.
Non solo una scelta sbagliata nel merito, ma anche nel metodo che in questo caso si fa sostanza: si elude la pianificazione degli standard urbanistici previsti dal Piano Regolatore, frammentando la realizzazione dell’area e la possibilità di avere servizi, verde e spazi pubblici di qualità.

Dopo un dibattito durato circa due ore, la mozione è stata respinta dalla maggioranza.
Durante il Consiglio è stata inoltre presentata una contromozione della maggioranza a sostegno del progetto e la sindaca Emanuela Colella ha difeso la legittimità dell’intervento, sostenendo che rispetta le previsioni del Piano regolatore.
Secondo l’amministrazione, l’intervento rappresenterebbe anche un’occasione per riqualificare un’area che oggi presenta diversi problemi urbanistici, tra cui parcheggi irregolari e la mancanza di percorsi pedonali sicuri.
L’assemblea cittadina: partecipazione di circa 100 persone ma assente il Comune
Dopo quella che i promotori della mozione hanno definito una risposta insufficiente da parte dell’amministrazione, la rete civica ha organizzato un’assemblea pubblica. L’incontro si è svolto domenica 1 marzo e ha registrato la partecipazione di circa un centinaio di cittadini.
All’iniziativa hanno aderito diverse realtà associative e civiche del territorio, tra cui Diritti in Comune, Comitato di Quartiere Folgarella, Comitato No Cemento Ciampino, Ciampino Bene Comune, Officine Civiche, Legambiente Appia Sud “Il Riccio” ed Europa Verde Ciampino.

Il tema del consumo di suolo e della necessità di aree verdi è centrale nel dibattito sul progetto.
Secondo i dati dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), nel 2024 Ciampino risultava il comune del Lazio con la più alta percentuale di territorio cementificato, ovvero il 42,9%.
Secondo Legambiente, Ciampino non ha bisogno di nuovi interventi come quello autorizzato dal Comune. Ha spiegato Laurenti a Il Caffè:
“La città non può essere ulteriormente cementificata. Il territorio ha già raggiunto un livello di urbanizzazione molto elevato e serve invece ripensare quell’area in chiave di sostenibilità, con più spazi verdi e una migliore qualità della vita per i cittadini”.
All’assemblea è stato invitato anche il Comune, riferisce il Comitato No Cemento, ma nessun rappresentante dell’amministrazione comunale ha partecipato.
La petizione popolare al Comune
Durante l’assemblea sono state raccolte oltre cento firme per una petizione indirizzata al Comune.
Secondo gli organizzatori c’è ancora margine per intervenire, poiché il titolo edilizio non è ancora stato rilasciato e la convenzione urbanistica non è stata firmata.
L’obiettivo è chiedere una revisione del Piano regolatore per quell’area e una maggiore destinazione a verde pubblico.

Nel progetto attuale, si spiega nella petizione, il verde pubblico raggiunge appena il minimo previsto dalla legge e si prevede una vasta cementificazione che andrebbe a impermeabilizzare ulteriormente un terreno già soggetto ad allagamenti.
Le richieste all’amministrazione sono essenzialmente quattro:
- sospendere l’efficacia della delibera n. 2/2026 che dà il via libera al progetto e non firmare la convenzione urbanistica;
- avviare una variante generale al Piano regolatore, con l’obiettivo di realizzare il cosiddetto “Parco della Vigna”;
- aumentare concretamente il verde pubblico fruibile, con interventi come orti didattici e bio-laghi per la gestione delle acque e la riduzione del rischio di allagamenti;
- aprire un tavolo pubblico di confronto con la cittadinanza.
Cosa aspettarsi se la giunta non ascolterà i cittadini: il possibile ricorso al TAR
La raccolta firme prosegue e ha già raggiunto alcune centinaia di adesioni. Non appena sarà presentata, i promotori attendono una risposta formale da parte dell’amministrazione comunale.
Se anche la petizione non dovesse portare a una revisione del progetto, i cittadini stanno valutando ulteriori iniziative. Tra le ipotesi c’è anche un eventuale ricorso al TAR.
Ha dichiarato Laurenti a Il Caffè:
“Se dal Comune non arriverà una risposta chiara e non ci sarà la volontà di rivedere il progetto, siamo pronti a valutare tutte le possibilità. È impensabile che si continui a urbanizzare un’area dove non esiste alcuna reale necessità”.
Leggi anche Lo ‘strano accordo’ tra Ciampino e Roma Capitale: in caso di emergenza si trasloca nel VII Municipio
























