Su 48 richieste presentate per prendersi cura di beni comuni e spazi pubblici, solo 6 sono state approvate e appena 2 nell’ultimo anno.
È quanto emerso durante la Commissione Trasparenza riunita per fare il punto sulla situazione, con le opposizioni che denunciano procedure ferme negli uffici e cittadini sempre più scoraggiati.
Il caso dei Patti di Collaborazione in Commissione Trasparenza
Il tema è stato affrontato nel corso della Commissione Trasparenza convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta.
I gruppi consiliari di opposizione hanno tracciato un quadro critico:
«A Latina i Patti di Collaborazione sono di fatto bloccati da oltre due anni e mezzo. Su 48 richieste presentate dai cittadini solo 6 sono state approvate, appena 2 nell’ultimo anno. È evidente che qualcosa non funziona».
La ricognizione effettuata durante la commissione ha confermato dati già emersi lo scorso anno. Le richieste presentate riguardano diversi ambiti dell’amministrazione comunale, tra cui Verde pubblico, Patrimonio, Manutenzioni e Cultura. Tuttavia la maggior parte delle istanze resta ancora in attesa di risposta.
Le richieste ferme negli uffici comunali
Secondo quanto emerso durante la seduta, lo stallo riguarda soprattutto le domande legate alla cura e alla manutenzione delle aree verdi.
Le pratiche risultano bloccate presso il Servizio Ambiente a causa di alcune difficoltà interpretative della normativa. Il punto riguarda l’inquadramento dei volontari che partecipano ai Patti di Collaborazione rispetto al decreto legislativo 81 del 2008 sulla sicurezza sul lavoro.
L’ipotesi presa in considerazione dagli uffici è quella di equiparare i volontari ai lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, in particolare quando vengono utilizzati strumenti o attrezzature.
Secondo le opposizioni proprio questa interpretazione avrebbe rallentato l’attivazione dei Patti di Collaborazione a Latina:
«Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».
Il caso del Parco Alicandro
Durante la commissione è stato citato anche un caso che secondo l’opposizione dimostrerebbe una disparità di trattamento tra le richieste presentate dai cittadini.
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Si tratta del Patto di Collaborazione relativo al Parco Alicandro. In questo caso l’autorizzazione è arrivata in circa 20 giorni, nel rispetto delle tempistiche previste dal regolamento comunale.
Altre richieste, invece, attendono una risposta da oltre due anni: «Un’evidente disparità di trattamento che scoraggia i cittadini per primi» osservano i gruppi di minoranza.
Il tema della trasparenza
Un altro aspetto sollevato durante la seduta riguarda la pubblicazione delle informazioni sui Patti di Collaborazione.
Secondo quanto riferito dai consiglieri, sul sito istituzionale del Comune di Latina non sarebbe stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato delle richieste presentate, di quelle approvate e di quelle respinte:
«Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale».
La frustrazione dei cittadini
Alla seduta della Commissione Trasparenza hanno partecipato anche diversi cittadini. Alcuni di loro hanno raccontato le difficoltà incontrate nel tentativo di avviare iniziative di collaborazione con il Comune.
Molti hanno espresso frustrazione per la lunghezza degli iter e per la mancanza di indicazioni chiare.
Come sottolineano i consiglieri di minoranza, i Patti di Collaborazione sono un importante strumento di cittadinanza attiva. Permettono infatti ai cittadini di diventare custodi del territorio, rafforzano il senso di comunità, migliorano la sicurezza e la qualità degli spazi pubblici.
Latina, ricordano i consiglieri, è stata tra i primi comuni italiani ad adottare questo modello nel 2018:
«È inaccettabile che un patrimonio così prezioso si disperda per inerzia amministrativa».
Le possibili soluzioni per sbloccare i Patti di Collaborazione
Per cercare di superare la situazione di stallo, la commissione Trasparenza ha deciso all’unanimità di chiedere un parere alla segretaria Macrì, attualmente facente funzione di direttore generale.
L’obiettivo è chiarire definitivamente l’inquadramento dei volontari che partecipano ai Patti di Collaborazione e superare le interpretazioni normative che stanno bloccando l’Ufficio Ambiente.
Secondo i consiglieri, qualora fosse necessario prevedere percorsi di formazione specifici per alcune attività, si potrebbe intervenire aggiornando il regolamento comunale.
«Le risorse ci sono visto che il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un emendamento di Latina Bene Comune al bilancio che destina 3mila euro alla formazione».
Durante la seduta è stata inoltre evidenziata la necessità di definire procedure operative più chiare e rapide per l’attivazione e il rinnovo dei Patti, oltre all’individuazione di una regia unica che coordini le richieste tra i diversi dipartimenti del Comune.
Le critiche politiche all’amministrazione
Nel corso della commissione è stato riferito anche che il dirigente dell’Ambiente avrebbe dichiarato di essere pronto ad attivare le procedure una volta chiarita la questione normativa.
Le opposizioni però sottolineano la responsabilità politica della situazione:
«Il dirigente dell’Ambiente ha dichiarato in commissione che attiverà le procedure una volta chiarita la questione normativa, ma resta il dato politico: in due anni e mezzo l’amministrazione Celentano non ha fatto nulla per superare le criticità segnalate più volte dalle opposizioni».
I consiglieri hanno inoltre evidenziato l’assenza di rappresentanti della giunta durante la seduta:
«Alla seduta di oggi non era presente alcun rappresentante della giunta come delegato in assenza dell’assessora Nasti. Ciò conferma lo scarso interesse verso uno strumento fondamentale di partecipazione civica».
Infine il confronto si è chiuso con un’ulteriore osservazione:
«In tutta Italia i Patti di Collaborazione funzionano e vengono utilizzati senza problemi; è assurdo che proprio a Latina, comune all’avanguardia su questo tema, siano fermi da anni».
I Patti di Collaborazione e il nodo dell’assicurazione
I Patti di Collaborazione a Latina non hanno vita facile.
Lo scorso anno i cittadini che offrono volontariamente la loro opera per la cura del verde pubblico hanno dovuto affrontare il problema della copertura assicurativa.
I volontari aderenti ai Patti di Collaborazione con il Comune di Latina infatti erano costretti a pagare l’assicurazione per la responsabilità civile di tasca propria.
Di vera e propria beffa avevano parlato i consiglieri d’opposizione: volontari che oltre al tempo e all’opera devono anche mettere mano alla proprie tasche.
Ne era scaturito un acceso dibattito che aveva portato infine a gennaio ad una modifica del regolamento comunale.
Tale modifica prevede che il Comune stipuli, con oneri a proprio carico, contratti di assicurazione per le coperture contro gli eventuali infortuni
Con questa modifica l’assicurazione del Comune viene estesa a coloro che a titolo gratuito prestano la propria opera per la cura e la pulizia della città.
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