Il sito, presente da decenni nel territorio pontino e inserito nel Piano regionale delle bonifiche del Lazio tra i cosiddetti “siti orfani” (cioè discariche dove non è possibile rifarsi su un privato), è al centro di un’interrogazione parlamentare che chiede chiarimenti sul destino dei finanziamenti previsti per la messa in sicurezza e il recupero ambientale dell’area.
La questione è stata portata all’attenzione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica con un’interrogazione presentata alla Camera dei Deputati dall’onorevole Ilaria Fontana insieme ai parlamentari Daniela Morfino, Patty L’Abbate e Agostino Santillo, tutti e 4 deputati del Movimento 5 Stelle.
L’onorevole Fontana vuole capire se il Governo intenda garantire la copertura economica degli interventi e assicurare tempi certi per la realizzazione delle opere.
La discarica di Santa Apollonia rappresenta uno dei siti più complessi tra quelli da riqualificare nel Lazio.
Da anni è segnalata come area da bonificare e rientra nel piano nazionale per la riqualificazione dei cosiddetti siti orfani, cioè luoghi contaminati privi di un responsabile individuato.
I fondi del PNRR persi
Per l’intervento vari interventi di bonifica era stato previsto un finanziamento di 14 milioni di euro nell’ambito delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il denaro era destinato alla realizzazione di diverse fasi operative: dalla messa in sicurezza d’emergenza alla rimozione dei rifiuti, fino alle indagini ambientali e alla possibile bonifica definitiva del suolo.
Il piano prevedeva anche la realizzazione del cosiddetto “piano di caratterizzazione” e dell’analisi di rischio sito-specifica, strumenti tecnici necessari per stabilire con precisione l’entità dell’inquinamento e le modalità di intervento.
Tuttavia, il cronoprogramma imposto dal PNRR richiede tempi molto stretti. Gli interventi finanziati con queste risorse dovrebbero concludersi entro il primo trimestre del 2026.
Proprio questa scadenza rappresentava uno dei principali problemi per il progetto di Aprilia.
Le difficoltà operative e il cambio di soggetto attuatore
Secondo quanto riferito dal Ministero nella risposta all’interrogazione, il procedimento di bonifica ha incontrato diversi ostacoli.
Le principali criticità riguardano l’accesso all’area della discarica, elemento che ha rallentato l’avvio delle operazioni.
Nel frattempo il Comune di Aprilia, inizialmente indicato come soggetto attuatore degli interventi, ha deciso di rinunciare a questo ruolo.
La scelta è stata motivata proprio dalle difficoltà operative e dal rischio di non riuscire a rispettare le scadenze previste dal PNRR.
A quel punto la Regione Lazio ha avviato interlocuzioni con il Ministero dell’Ambiente per subentrare nella gestione dell’intervento. Il dialogo istituzionale è iniziato nella primavera del 2025 e si è concentrato sulla possibilità di ridefinire il cronoprogramma delle attività.
Verso lo stralcio dal Piano d’azione
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Nel corso della revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, avviata nella seconda metà del 2025, le regioni sono state invitate a segnalare eventuali progetti critici rispetto al raggiungimento degli obiettivi previsti.
Tra questi è stato indicato anche il sito di Santa Apollonia. La Regione Lazio ha quindi proposto di stralciare (cioè di togliere) l’intervento dal Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani finanziato con il PNRR.
La proposta è stata formalizzata con una comunicazione inviata al Ministero nell’agosto del 2025.
Il piano rimodulato è attualmente in fase di approvazione. Secondo quanto riferito dal Ministero, è in corso il perfezionamento del decreto che aggiornerà il Piano nazionale e renderà effettivo lo stralcio del sito di Aprilia dal finanziamento legato al PNRR.
Le posizioni di Regione Lazio e Governo
Nel frattempo la Regione Lazio ha deciso di procedere comunque con interventi preliminari di messa in sicurezza. Con una deliberazione approvata nel novembre 2025 sono stati prenotati sette milioni di euro su fondi regionali per avviare le prime attività.
L’obiettivo è realizzare una serie di operazioni urgenti: indagini ambientali, pulizia dell’area e ripristino delle strutture di protezione ambientale.
Da queste analisi dovranno emergere le indicazioni tecniche per definire eventuali interventi di bonifica definitiva o di messa in sicurezza permanente.
Resta però aperta la questione delle risorse complessive necessarie. Nella risposta all’interrogazione il Ministero ha chiarito che, allo stato attuale, non è possibile indicare se verranno destinati nuovi finanziamenti statali alla bonifica del sito.
La Regione Lazio non ha fatto ancora richieste
Il nodo principale riguarda proprio la copertura economica futura.
Secondo quanto comunicato dal Ministero, non risultano al momento richieste formali da parte della Regione Lazio per ottenere nuovi finanziamenti destinati alla bonifica della discarica.
Inoltre la procedura di stralcio dal Piano nazionale dei siti orfani non è ancora conclusa.
Solo dopo il completamento di questo passaggio sarà possibile valutare eventuali interventi finanziari alternativi.
Restano quindi in piedi, anzi si rafforzano i dubbi che ci eravamo posti ai roboanti annunci della Regione Lazio. La domanda è sempre più attuale: “Si perderanno anche questi?”.
Speriamo davvero di essere sonoramente smentiti.



























