A Velletri è stato avviato il progetto di recupero e riqualificazione dell’ex convento di San Francesco, noto in città come “Casermaccia”, un complesso edilizio storico che ospiterà la nuova sede della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.
Si è svolta intanto la cerimonia simbolica della posa della prima pietra. L’iniziativa segna l’inizio di un intervento atteso da decenni su un immobile che da oltre settant’anni versa in condizioni di forte degrado.
All’evento hanno partecipato diversi rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel progetto.
Presenti la direttrice regionale Lazio dell’Agenzia del Demanio Maria Antonietta Brizzo, il comandante regionale Lazio della Guardia di Finanza generale Mariano La Malfa e il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate del Lazio Andrea Grassetti.

Un edificio storico da decenni in stato di abbandono
L’immobile si trova su un leggero rilievo e occupa l’isolato compreso tra via San Francesco, vicolo San Francesco e via di Ponente.
Nel corso degli anni è diventato noto tra i cittadini con il soprannome di “Casermaccia”. Il nome deriva dal cattivo stato di conservazione in cui si trova da oltre settant’anni.
Il progetto avviato dall’Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Lazio è stato sviluppato in collaborazione con il Comando Regionale Lazio della Guardia di Finanza e con l’Agenzia delle Entrate.

L’iniziativa rientra nel piano di razionalizzazione degli immobili utilizzati dalle amministrazioni pubbliche che oggi operano in sedi in affitto.
L’obiettivo è recuperare il complesso e restituirlo a funzioni pubbliche. Una volta conclusi i lavori, l’edificio ospiterà la nuova sede della Compagnia della Guardia di Finanza di Velletri e gli uffici della Direzione Provinciale III di Roma – Ufficio territoriale di Velletri dell’Agenzia delle Entrate.
Il progetto di restauro e riqualificazione
L’intervento prevede un recupero complessivo dell’edificio. I lavori includono il risanamento conservativo della struttura, l’adeguamento degli impianti e il rinforzo strutturale.

Sono previste anche opere di messa a norma per garantire la piena agibilità dell’intero complesso. L’obiettivo finale è riportare l’edificio a una condizione di piena funzionalità e sicurezza, dopo decenni di abbandono.
Il recupero della struttura consentirà inoltre di concentrare in un unico luogo alcuni servizi pubblici presenti sul territorio. Questo dovrebbe migliorare l’organizzazione degli uffici e ridurre i costi legati alle locazioni passive.
La cerimonia e la partecipazione delle istituzioni
Alla cerimonia della posa della prima pietra hanno partecipato anche altre autorità e rappresentanti del territorio.
Erano presenti il sindaco di Velletri Ascanio Cascella, il vicario generale della diocesi di Velletri-Segni Don Franco Fagiolo e i rappresentanti della ditta che eseguirà i lavori di restauro.

All’evento ha preso parte anche il Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che ha concesso il proprio patrocinio all’iniziativa. Presenti il presidente Davide Rondoni e il vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Villani.
Il legame storico con San Francesco
La scelta di organizzare la cerimonia ha voluto sottolineare anche il valore storico e simbolico del luogo.
Il complesso edilizio rappresenta infatti una testimonianza importante della presenza francescana a Velletri.
Secondo la tradizione storica, San Francesco d’Assisi soggiornò nel convento durante il viaggio verso Napoli. Nel corso dei secoli il luogo è diventato anche un centro di studi teologici.
Tra le persone che frequentarono il convento viene ricordato Benedetto Caetani, che in seguito sarebbe diventato papa Bonifacio VIII. Nello stesso luogo avrebbe studiato anche il celebre tipografo Aldo Manuzio.
Dal convento medievale alla caserma
Dopo l’Unità d’Italia, nel XIX secolo, il convento medievale cambiò funzione. L’edificio fu trasformato nella caserma “Giuseppe Garibaldi”.
Durante la Seconda guerra mondiale la struttura venne utilizzata come ospedale civile. In quel periodo subì anche gravi danni a causa degli eventi bellici.
Negli anni successivi l’edificio venne progressivamente abbandonato. Dagli anni Sessanta non è stato più utilizzato stabilmente.
Un progetto che unisce recupero storico e servizi pubblici
Il progetto di riqualificazione punta quindi a recuperare un edificio di grande valore storico e allo stesso tempo a creare una nuova sede per servizi pubblici importanti per il territorio.
L’iniziativa si inserisce anche nel contesto delle celebrazioni legate alla figura di San Francesco. Dal 2025 le “Vie di San Francesco” sono state riconosciute come Itinerario culturale del Consiglio d’Europa.
Da quest’anno, inoltre, il 4 ottobre tornerà a essere ufficialmente festa nazionale in Italia. Un riconoscimento che sottolinea il ruolo della figura del santo nella storia e nell’identità del Paese.
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