Alla fine la vicenda si conclude con un arresto. In manette un uomo di nazionalità irachena, classe 1992, accusato di tentato sequestro di persona e porto di oggetti atti ad offendere.
L’allarme nel parcheggio del supermercato
Tutto accade nel pomeriggio di domenica 8 marzo a Latina.
L’episodio inizia nel parcheggio di un supermercato, dove alcune persone notano un uomo aggirarsi tra le auto in sosta. I suoi movimenti attirano l’attenzione di un cittadino. L’uomo osserva la scena per qualche momento. Poi decide di intervenire.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, il cittadino si avvicina e invita lo sconosciuto ad allontanarsi. Il suo comportamento appare sospetto e la situazione sembra poter degenerare da un momento all’altro.
Pochi minuti dopo, infatti, accade qualcosa che trasforma il sospetto in paura reale.
Il tentativo di rapimento
L’uomo si avvicina a una vettura parcheggiata. All’interno dell’auto c’è una madre con il suo bambino. Il piccolo è seduto sul seggiolino nei sedili posteriori.
Secondo il racconto della donna agli agenti intervenuti, l’uomo apre la portiera e tenta di portare via il bambino.
È un attimo. La scena si consuma in pochi secondi. La madre reagisce d’istinto. Urla. Si oppone. Cerca di proteggere il figlio.
Le sue grida rompono il silenzio del parcheggio e attirano subito l’attenzione delle persone vicine.
L’inseguimento tra le auto
Tra i primi ad accorrere c’è il padre del bambino. Anche il cittadino che aveva inizialmente segnalato la presenza sospetta si rende conto di ciò che sta accadendo.
L’uomo tenta di allontanarsi. Ma ormai è troppo tardi.
Il padre e il testimone si mettono all’inseguimento. La corsa dura pochi istanti. L’uomo viene raggiunto e bloccato proprio nel parcheggio.
Nel frattempo qualcuno ha già allertato la sala operativa della Questura di Latina.
Pochi minuti dopo sul posto arriva una volante della Polizia.
L’arrivo della Polizia e la perquisizione
Gli agenti prendono in consegna l’uomo fermato dai cittadini e ricostruiscono quanto accaduto pochi minuti prima.
Durante la perquisizione trovano addosso all’uomo un martello in gomma. Uno strumento che, secondo gli investigatori, poteva essere utilizzato come oggetto contundente.
L’uomo viene quindi accompagnato negli uffici della Questura per le procedure di identificazione e il fotosegnalamento.
Dai controlli emerge un altro elemento. Il trentaquattrenne risulta irregolare sul territorio nazionale.
L’arresto e le indagini
Alla luce della gravità dei fatti, gli agenti procedono con l’arresto. L’accusa è tentato sequestro di persona e porto di armi o oggetti atti ad offendere.
Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, l’uomo viene condotto in carcere in attesa della convalida dell’arresto.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti degli investigatori. L’obiettivo è chiarire nel dettaglio quanto accaduto nel parcheggio e verificare eventuali responsabilità ulteriori.
Le autorità ricordano che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per questo motivo nei confronti dell’uomo vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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