L’edificio che ospita la Casa Domotica si trova all’imbocco di via Cesare del Piano a Sabaudia. Chiuso da oltre un anno, mostra chiari segni di abbandono: i cancelli sono sbarrati e l’erba cresce indisturbata.
La struttura, pensata e realizzata per sostenere l’autonomia delle persone con disabilità, rimane oggi inutilizzata. Rappresenta il simbolo di un’occasione persa per la comunità e le famiglie del territorio.
La denuncia viene dai consiglieri comunali PD Giancarlo Massimi, Simone Brina e dal segretario del Circolo PD di Sabaudia Luca Mignacca.
La storia della Casa Domotica di Sabaudia
La Casa Domotica fu concepita alla fine degli anni ’90, con fondi della Regione Lazio, come un progetto innovativo per l’inclusione delle persone con disabilità.
La struttura fu pensata come un condominio di civile abitazione dotato di tecnologie per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. È dotata di tecnologie domotiche, quali il controllo oculare, che connettono dispositivi e automazioni per facilitare l’uso quotidiano di una casa a chi ha disabilità gravi.
Ognuno degli 11 alloggi è stato progettato per consentire ai residenti, anche con gravi difficoltà motorie, di condurre in autonomia molte attività quotidiane, dal controllo delle luci e degli impianti alla gestione degli accessi e delle funzioni domestiche tramite il controllo oculare.
La Casa Domotica, pilastro del progetto “Dopo di Noi”
Nel 2019 la Casa Domotica di Sabaudia venne presentata ufficialmente come pilastro del progetto “Dopo di Noi”.
Il “Dopo di Noi” è un progetto volto a offrire un percorso abitativo residenziale alle persone con disabilità cognitive e fisiche gravi, favorendo la loro autonomia quando non ci saranno più i genitori ad assisterli.
Il progetto nacque per rispondere alle esigenze del territorio del Distretto Sociale Latina 2. Alla presentazione della struttura nel 2019 erano presenti la Dott.ssa Flora Viola, il Direttore generale ASL Giorgio Casati, gli allora Sindaci Giada Gervasi per Sabaudia e Damiano Coletta per Latina, e Pietro Barbieri, presidente della Cooperativa sociale Centro per l’Autonomia, che gestiva la Casa.
La legge nazionale del “Dopo di Noi”
La Casa Domotica avrebbe dovuto diventare un centro residenziale per l’autonomia delle persone con disabilità, in linea con la legge nazionale “Dopo di Noi” (Legge 112/2016). Questa legge mira a garantire sostegno abitativo, sociale e di vita indipendente a persone con disabilità gravi anche dopo la perdita dei familiari.
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La legge prevede servizi residenziali, programmi personalizzati e strumenti di tutela volti a ridurre l’isolamento e favorire la piena partecipazione alla vita sociale.
La chiusura della Casa Domotica di Sabaudia per la mancanza di adeguamento sismico
Il Distretto Sociale Latina 2 aveva programmato di utilizzare la Casa Domotica con i finanziamenti del Pnrr. La necessità del certificato di vulnerabilità sismica ha però bloccato ogni possibilità di accedere ai fondi.
Le verifiche tecniche sulla vulnerabilità sismica hanno infatti evidenziato carenze strutturali che avrebbero richiesto interventi stimati in circa 500 mila euro.
Il Comune di Sabaudia a quel punto ha deciso di non proseguire.
Il distretto LT2 ha perciò deciso di dirottare le risorse su un altro immobile nel Comune di Pontinia, l’ex Albergo Pontino. A Pontinia infatti il Comune ha deciso di intervenire con risorse proprie per certificare la struttura ed adeguarla ai requisiti Pnrr.
I nodi politici e amministrativi
Il Comune di Sabaudia per ben due volte ha indetto una gara d’appalto per l’assegnazione del primo piano ad attività rivolte a persone con disabilità. L’appalto assegnato però non è andato mai avanti. E così anche il primo piano dell’edifico è rimasto chiuso e inutilizzato, nonostante il Comune abbia in cassa da anni risorse legate a un finanziamento regionale.
Il Partito Democratico locale denuncia una mancanza di volontà politica di portare avanti il progetto. Ricorda a riguardo come in passato avesse presentato un emendamento al bilancio per sostenere l’adeguamento della Casa Domotica, che venne però respinto.
Per la maggioranza, anche senza il certificato di vulnerabilità sismica, il certificato di collaudo e di agibilità sono sufficienti per un uso dell’immobile, sebbene al di fuori dei progetti Pnrr. L’opposizione sottolinea invece che le criticità strutturali segnalate dai tecnici vadano affrontate.
Il futuro incerto della casa Domotica
Senza interventi, la Casa Domotica di Sabaudia rischia un inevitabile degrado, che non potrà che peggiorare con il passare del tempo, rendendo in futuro necessari interventi ancora più costosi di manutenzione.
I consiglieri PD chiedono perciò di procedere rapidamente con la ricerca di finanziamenti, visto che che quelli Pnrr non sono accessibili per il problema della certificazione sismica. Solo così si potrà finalmente realizzare un centro distrettuale del “Dopo di Noi”, per dare risposta ai bisogni reali delle famiglie con un disabile grave.
Quello che era un progetto innovativo, un esempio concreto di inclusione sociale, di tecnologia al servizio di chi vive con una disabilità, rischia di naufragare per sempre.



























