Messi insieme, parlano di quasi 33 ettari di superfici interessate da interventi autorizzati. A firmare i provvedimenti è la Città metropolitana di Roma Capitale, guidata dal sindaco Metropolitano Roberto Gualtieri, il 10 marzo.
La novità va letta insieme al caso Lariano, da noi raccontato il 6 marzo, dove era stato ricostruito un altro via libera per 23,73 ettari di castagneto nell’area di Fonte Vallone, al Maschio di Lariano, dentro il Parco dei Castelli Romani.
Il punto, ormai, non è più il singolo cantiere preso da solo, è la sequenza ravvicinata degli interventi. In pochi giorni, tra Lariano, Rocca di Papa e Velletri, il conto complessivo supera i 56 ettari di bosco che verrà ‘spogliato.
Chi ha autorizzato cosa
Il quadro è chiaro. Il via libera finale del 10 marzo per Rocca di Papa e Velletri arriva dalla Città metropolitana di Roma Capitale. Ma i due casi non sono identici.
A Rocca di Papa l’istanza è stata presentata dal Comune. A Velletri, invece, il procedimento riguarda la Fondazione Ecclesiastica Marchesi Teresa, Gerino e Lippo Gerini, proprietaria dei terreni interessati.
In entrambi i casi le aree ricadono nel perimetro del Parco regionale dei Castelli Romani. Per Velletri c’è un vincolo in più: il bosco rientra anche nella ZSC “Maschio dell’Artemisio”, cioè nella rete europea Natura 2000.
Rocca di Papa, taglio finale a Macchie Barbarossa
Nel dettaglio, il primo atto riguarda Rocca di Papa, in località “Monti delle Faete – Macchie Barbarossa”, particella forestale 84 del piano comunale.
Qui il documento parla di un “taglio di fine turno” di bosco ceduo castanile. In parole semplici, si tratta del taglio previsto quando il bosco arriva alla fine del suo ciclo di utilizzazione. Non è descritto come un bosco malato o compromesso. Anzi, nel provvedimento si legge che “il soprassuolo forestale si presenta con buona vigoria”.
L’intervento resta comunque pesante sul piano visivo. Il progetto prevede che una parte importante del castagneto venga tagliata, lasciando però in piedi gli alberi destinati a restare.
Gli atti parlano di circa 65 matricine per ettaro, di 977 matricine complessive già contrassegnate, di 15 piante da lasciare “ad invecchiamento indefinito” e di 4 alberi habitat da preservare.
Il Dipartimento scrive che non sono emersi ostacoli e comunica la conclusione positiva dell’istruttoria “avvalendosi del dispositivo del silenzio assenso”. Tradotto: entro i termini non sono arrivati rilievi tali da fermare l’intervento.
Velletri, diradamento su oltre 18 ettari
Il secondo provvedimento riguarda Velletri, sulle particelle forestali 47 e 48, per una superficie netta al taglio di 18,3272 ettari.
Qui la formula è diversa. L’atto parla di “taglio intercalare”. Significa un diradamento. Quindi un intervento meno radicale di un taglio finale, ma comunque esteso. Il progetto descrive cedui castanili e boschi misti con età tra 17 e 22 anni. E precisa che “l’intervento non interesserà in alcun modo le matricine presenti”.
Anche in questo caso, però, le prescrizioni mostrano quanto l’area sia delicata.
Il procedimento si chiude “con esito favorevole”, ma con regole precise. Devono essere rispettate fasce di tutela di almeno 20 metri lungo impluvi e corsi d’acqua. Devono essere lasciati alberi morti o piante da far invecchiare naturalmente. È vietato aprire nuove piste permanenti per l’esbosco. E i diradamenti devono fermarsi dal 31 marzo al 31 luglio, per la tutela della fauna e degli equilibri ecologici dell’area protetta.

Dove e quando si interviene
Il fattore tempo è decisivo.
Per Rocca di Papa il dato più interessante è anche il meno intuitivo. L’atto del 10 marzo non fa partire oggi il conto alla rovescia. Nel documento si legge che il termine decorre dal 21 novembre 2024, cioè dal perfezionamento del silenzio assenso. I lavori, quindi, devono chiudersi entro il 21 maggio 2026, salvo proroga.
Per Velletri, invece, il calendario parte dalla data del provvedimento, 10 marzo. Da quel giorno decorrono i 18 mesi previsti per completare l’intervento. La scadenza naturale cade quindi a settembre 2027, anche qui con possibilità di proroga entro i limiti fissati dagli atti.
Il punto vero è la somma dei tagli
Presi singolarmente, i due atti parlano di operazioni forestali formalmente autorizzate. Con prescrizioni, con alberi da lasciare in piedi, con obblighi di sicurezza e tutela ambientale. Ma il tema che emerge, guardando i Castelli Romani nel loro insieme, è un altro: la somma degli interventi.
Dopo Lariano, anche Rocca di Papa e Velletri entrano nella stessa sequenza.
Boschi diversi, procedure diverse, ma uno stesso risultato: altri versanti del territorio sono destinati a cambiare aspetto nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Ed è proprio qui che cresce la richiesta di chiarezza pubblica. Sapere dove si taglia quanto si taglia, chi autorizza e soprattutto come si accompagnerà il ritorno del bosco in un’area che vive anche della sua continuità verde.
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