Al centro del provvedimento ci sono soprattutto i requisiti essenziali della struttura e la mancata regolarizzazione nei tempi concessi dall’ufficio comunale. È questo il cuore della vicenda che emerge dal provvedimento firmato dal dirigente del SUAP, lo Sportello unico per le attività produttive.
Il provvedimento del Comune di Velletri
L’atto comunale parte da una Segnalazione certificata di inizio attività, la SCIA, trasmessa il 21 novembre 2025 per l’esercizio di un campo di addestramento per cani a Velletri.
Nella pratica, la ditta dichiarava che i locali utilizzati per l’attività erano dotati di acqua potabile e servizi igienici. Proprio su questo punto, però, il Comune di Velletri ha acceso i riflettori.
Dalla planimetria allegata alla SCIA, infatti, gli uffici hanno rilevato una difformità che hanno ritenuto decisiva.
Nella Determinazione del 09/03/2026 viene scritto chiaramente:
“nella planimetria dei luoghi sede dell’attività, allegata alla suddetta S.C.I.A., non risulta indicato nessun locale che sia inoltre fornito di acqua potabile e di servizi igienici.”
In sostanza, nei documenti tecnici non risultavano locali indicati come dotati di acqua potabile e bagni al servizio dell’attività, anzi, i soli locali rappresentati venivano indicati come non collegati al campo di addestramento.
Per il Comune di Velletri, quindi, c’era una distanza netta tra quanto dichiarato e quanto emergeva dalla documentazione depositata.
I chiarimenti chiesti e la mancata regolarizzazione
A quel punto il SUAP è intervenuto chiedendo alla ditta di chiarire la situazione e di adeguare l’attività.
Con una nota del 2 gennaio 2026, il dirigente ha domandato spiegazioni sui locali realmente utilizzati, sulla presenza di acqua potabile e servizi igienici e anche sulle autorizzazioni ambientali necessarie, con riferimento in particolare agli scarichi e alla rumorosità dell’attività. Alla ditta sono stati concessi 30 giorni per conformarsi.
Secondo quanto si legge nel provvedimento, quel passaggio non ha prodotto gli effetti richiesti.
L’amministrazione scrive infatti che, entro il termine assegnato, la ditta non ha provveduto a conformare l’attività. È questo il punto che porta al passaggio successivo e più pesante: lo stop.
Lo stop immediato all’attività
Nel dispositivo finale il Comune dispone
“il divieto immediato di prosecuzione dell’attività svolta dalla ditta omissis, e la rimozione di tutti gli eventuali effetti dannosi e lavori realizzati, nonché la revoca dell’originario titolo autorizzativo, costituito dalla S.C.I.A stessa, per lo svolgimento dell’attività di CAMPO DI ADDESTRAMENTO PER CANI, con sede in VELLETRI”.
In pratica, il titolo che aveva consentito l’avvio dell’attività viene meno, perché per l’amministrazione il campo di addestramento risultava esercitato in assenza dei requisiti richiesti.
Il provvedimento è stato trasmesso anche alla Polizia Locale, incaricata dei controlli, e alla ASL Roma 6.
Alla Polizia Locale viene anche demandato
“in caso di inadempienza, il compito di procedere all’elevazione delle conseguenti sanzioni amministrative”.
Cosa succede ora
Al di là della bocciatura burocratico, il messaggio del documento è chiaro: il Comune di Velletri non sta discutendo in astratto l’esistenza di un campo di addestramento per cani, sta dicendo che quella specifica attività, per come era stata dichiarata e documentata, non poteva andare avanti.
La ragione sta nella mancanza di certezze su elementi considerati essenziali, come i servizi igienici per chi frequenta la struttura e i necessari profili ambientali. Per questo l’amministrazione ha ritenuto che ci fosse una “carenza dei prescritti presupposti” per proseguire.
Su un punto, però, gli atti pubblicati non consentono di andare oltre. L’attività risulta con sede a Velletri, ma l’indirizzo preciso è oscurato con la dicitura “omissis”.
La vicenda, infatti, non è ancora chiusa, visto che la società chiamata in causa può rivolgersi entro 60 giorni alla giustizia amministrativa per presentare ricorso. Oppure effettuare i lavori richiesti e produrre la documentazione indicata come mancante in modo da poter ottenere un nuovo permesso.
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