Il Comitato dei Mille e Dialogo annuncia un’iniziativa giuridica per ottenere il ripristino degli accessi al mare lungo via Gramsci e chiarire quale ente pubblico sia responsabile degli interventi necessari.
L’associazione parla di una situazione di stallo amministrativo che, secondo quanto dichiarato, starebbe impedendo il pieno utilizzo pubblico del litorale.

Il Comitato vuole gli accessi pubblici al mare
Al centro della questione ci sono gli accessi alla spiaggia lungo via Gramsci.
Secondo il Comitato dei Mille e Dialogo, alcune opere e chiusure realizzate nelle aree che confinano con il demanio marittimo avrebbero limitato la possibilità di raggiungere liberamente il mare.
L’associazione ha avviato un’azione legale per chiarire la situazione. L’iniziativa, spiegano i promotori, non nasce da rivendicazioni di proprietà ma dalla volontà di far rispettare le norme che regolano il rapporto tra proprietà privata e beni pubblici costieri.
Il legale rappresentante del comitato, Piero Tirocchi, sottolinea questo punto nel documento diffuso dall’associazione.
L’obiettivo, viene spiegato, è esclusivamente quello di garantire il rispetto delle regole che tutelano l’uso pubblico del litorale.
Il principio del libero accesso al mare
La normativa italiana stabilisce che il demanio marittimo è destinato all’uso pubblico. Di conseguenza l’accesso al mare deve rimanere libero e gratuito.
Secondo quanto evidenziato nell’analisi tecnico-amministrativa citata dal comitato, condotta dal dottor Simone Massari, i proprietari dei terreni confinanti con il demanio marittimo sono soggetti a specifici vincoli.
Questi limiti servono a evitare che strutture private o comportamenti individuali possano restringere o alterare la fruizione pubblica della costa.
Il documento diffuso dal Comitato chiarisce questo passaggio:
“Ciò che assume rilievo, alla luce della normativa vigente, è che i proprietari frontisti non possono porre in essere opere o comportamenti idonei a comprimere, limitare o alterare la libera e paritaria fruizione del demanio marittimo”.
In altre parole, la questione non riguarda tanto la proprietà di scale, cancelli o altre strutture che portano alla spiaggia. Il punto centrale riguarda il diritto collettivo di accedere al mare senza ostacoli.
Il rimpallo di competenze tra gli enti
Nel corso degli ultimi mesi il Comitato ha avviato interlocuzioni con diversi enti pubblici per chiedere chiarimenti e interventi. Da questa attività, secondo quanto dichiarato, sarebbe emersa una situazione di incertezza sulle competenze.
Il quadro descritto nel documento parla di un rimpallo tra amministrazioni. La Capitaneria di Porto avrebbe indicato il Comune di Nettuno come ente competente. La Polizia municipale avrebbe invece rimandato la questione all’ufficio tecnico comunale.
Sempre secondo il comitato, dall’ufficio tecnico e dall’amministrazione comunale non sarebbe arrivato alcun riscontro alle comunicazioni inviate tramite posta elettronica certificata.
Questo passaggio avrebbe prodotto una situazione definita di “inerzia amministrativa”. In pratica nessuna amministrazione avrebbe assunto una decisione concreta sul problema degli accessi alla spiaggia.
L’ipotesi del ricorso al Tar del Lazio
Di fronte a questo stallo, il Comitato dei Mille e Dialogo annuncia la volontà di rivolgersi alla giustizia amministrativa. L’obiettivo è presentare un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio.
Con il ricorso il Comitato intende ottenere tre risultati principali:
- l’individuazione dell’autorità pubblica effettivamente competente a intervenire;
- la dichiarazione dell’illegittimità dell’inerzia amministrativa che si sarebbe verificata finora;
- l’ordine all’ente competente di adottare i provvedimenti necessari per ripristinare il libero accesso al demanio marittimo.
Il Comitato ribadisce che l’azione legale non ha lo scopo di tutelare interessi privati. L’intento dichiarato è quello di far rispettare le norme che proteggono un bene pubblico.
Allo scopo di finanziare le spese legali, il Comitato dei Mille e Dialogo ha avviato già da mesi una raccolta fondi “per la causa dei varchi a mare”
Coinvolta anche la Procura di Velletri
Parallelamente all’iniziativa davanti alla giustizia amministrativa, è stata avviata anche un’altra attività.
Tramite i legali del Codacons è stata presentata un’istanza di accesso agli atti presso la Procura della Repubblica di Velletri.
La richiesta riguarda la documentazione relativa al fascicolo aperto sulla vicenda. L’obiettivo è acquisire informazioni utili a ricostruire il quadro amministrativo e giudiziario che riguarda gli accessi al mare lungo via Gramsci.
Secondo il Comitato, la consultazione degli atti potrebbe contribuire a chiarire responsabilità e passaggi amministrativi che hanno portato alla situazione attuale.
Il Comitato dei Mille e Dialogo indica anche una scadenza precisa. L’associazione chiede che la situazione venga risolta prima dell’inizio della prossima stagione balneare.
Nel documento si legge che l’obiettivo è “garantire il ripristino della sicurezza e legalità, restituendo alla collettività il pieno e libero accesso al mare prima dell’inizio della prossima stagione balneare”.
Leggi anche: Nettuno, durante i lavori riemerge il tunnel “segreto” per raggiungere il mare




























