L’intervento, inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, prevede un investimento complessivo di circa 4,86 milioni di euro su tutto il tratto stradale di collegamento con il centro di Anzio. Punta a migliorare sicurezza, accessibilità e qualità urbana lungo uno dei principali assi viari della zona.
Marciapiedi lungo la Nettunense in località Falasche
Il progetto totale riguarda il tratto stradale di collegamento tra via Nettunense ed il centro del Comune di Anzio di circa 3,8 chilometri.
Si tratta di una direttrice molto trafficata, utilizzata quotidianamente da automobilisti e residenti. Proprio per questo la presenza di percorsi pedonali continui è considerata una priorità.
Il terzo stralcio dei lavori riguarda il tratto di Falasche, di circa 670 metri. Le opere necessarie per i “Lavori di realizzazione marciapiedi Via Nettunense località Falasche 3° stralcio” comportano un impegno di spesa complessivo di euro 1.065.652,38.

Le criticità di quel tratto di Nettunense a Falasche
Secondo il documento di indirizzo alla progettazione, redatto dal responsabile unico del progetto, il geometra Francesco Colasanti, l’area presenta diverse criticità.
In molti punti i marciapiedi sono assenti oppure discontinui. In altri casi le pavimentazioni risultano deteriorate. Sono presenti inoltre interferenze con pali e sottoservizi.
A queste problematiche si aggiungono difficoltà nel deflusso delle acque piovane. In diversi tratti si formano ristagni idrici. Non mancano poi ostacoli per le persone con mobilità ridotta, che rendono difficile l’accesso agli spazi pubblici.
Gli obiettivi del progetto
L’opera nasce con l’obiettivo di migliorare la sicurezza di pedoni e utenti più vulnerabili della strada. Il progetto dovrà garantire percorsi pedonali continui lungo tutto il tratto interessato.
Tra gli obiettivi indicati nel documento figurano anche l’incremento della sicurezza stradale e l’accessibilità universale. L’intervento dovrà inoltre eliminare i ristagni d’acqua e ridurre i costi di manutenzione nel tempo.
Un altro aspetto riguarda l’integrazione delle opere nel contesto urbano e paesaggistico. Le soluzioni progettuali dovranno essere semplici, durature e facilmente manutenibili.
Le alternative analizzate
Nel documento sono state analizzate tre possibili soluzioni progettuali.
La prima prevedeva il mantenimento dello stato attuale, con semplici interventi di manutenzione ordinaria.
Questa opzione non richiederebbe investimenti iniziali e non comporterebbe cantieri lungo la strada. Tuttavia non risolverebbe le criticità esistenti. Resterebbero i problemi di sicurezza per i pedoni, le barriere architettoniche e il degrado delle pavimentazioni. Per questo l’ipotesi è stata considerata non ammissibile.
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La seconda soluzione prevedeva interventi puntuali e localizzati. In questo caso sarebbero stati sistemati soltanto alcuni tratti più deteriorati. Il costo sarebbe stato più contenuto e i lavori più rapidi.
Anche questa soluzione però non garantirebbe la continuità dei percorsi pedonali. Inoltre non risolverebbe in modo completo i problemi di drenaggio delle acque. Il risultato sarebbe quindi parziale e limitato nel tempo.
La scelta del sistema integrato
La terza soluzione è quella individuata come soluzione più efficace. Si tratta di un intervento organico e continuo lungo tutto il tratto interessato.
Il progetto prevede la realizzazione coordinata dei marciapiedi, accompagnata da una serie di opere complementari. Tra queste l’adeguamento delle sezioni stradali, l’eliminazione delle barriere architettoniche e l’utilizzo di pavimentazioni antisdrucciolo e più resistenti.
Un elemento importante riguarda la gestione delle acque piovane. Il progetto include una nuova rete di raccolta e smaltimento con caditoie, pozzetti e collettori. Sono previsti anche interventi sulle quote e sulle pendenze della strada.
L’intervento punta inoltre alla riqualificazione degli spazi pubblici lungo l’asse viario. L’obiettivo è rendere l’area più sicura e più fruibile per residenti e pedoni.
Benefici attesi nel lungo periodo
La soluzione integrata presenta costi iniziali più elevati rispetto alle altre ipotesi. Richiede anche una maggiore complessità nella fase esecutiva.
Secondo il documento progettuale, però, garantisce vantaggi più significativi nel medio e lungo periodo. In particolare permette di migliorare la sicurezza dei pedoni e di assicurare percorsi continui e accessibili.
La realizzazione di una rete efficiente per la raccolta delle acque consentirà inoltre di eliminare i ristagni e di ridurre il degrado delle superfici. Questo dovrebbe comportare anche minori costi di manutenzione negli anni successivi.
Per questi motivi l’alternativa è stata indicata come indirizzo progettuale per le fasi successive della progettazione.
Le prossime tappe
Il percorso amministrativo prevede diversi passaggi prima dell’avvio dei cantieri. L’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria è previsto tra maggio e giugno 2026.
La redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica e del progetto esecutivo dovrebbe avvenire tra luglio e novembre dello stesso anno.
Successivamente sarà avviata la gara per l’assegnazione dei lavori, con una procedura negoziata tra cinque operatori.
Se il cronoprogramma sarà rispettato, i lavori potrebbero iniziare nel febbraio 2027. La conclusione dell’intervento è indicata per gennaio 2028.
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