Al centro dello scontro tra opposizione e Governo c’è la ex discarica di Sant’Apollonia ad Aprilia, uno dei siti contaminati inizialmente inseriti nel piano di bonifica finanziato dal PNRR e poi esclusi dall’ultimo aggiornamento.
Il caso emerge durante un’interpellanza urgente presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Ilaria Fontana, che ha accusato l’esecutivo di aver tolto risorse a territori già segnati da anni di inquinamento.
Secondo Fontana, il problema non riguarda solo Aprilia ma decine di aree in tutta Italia che rischiano di rimanere fuori dai finanziamenti europei destinati ai cosiddetti “siti orfani”, cioè luoghi contaminati in cui non è stato individuato un responsabile della bonifica.
Il caso Aprilia che fa esplodere lo scontro in Aula
La Fontana parla proprio della vicenda più simbolica, che è quella della discarica di Sant’Apollonia, ad Aprilia, nel territorio della provincia di Latina. Qui era previsto un intervento di bonifica finanziato con circa 14 milioni di euro.
Ma nel corso della revisione del piano, il sito è stato stralciato dall’elenco dei progetti finanziati.
Per la deputata 5Stelle si tratta di un colpo durissimo per la comunità locale.
«Non stiamo parlando di numeri o percentuali», ha detto in Aula. «Parliamo di persone che vivono accanto a una discarica e che aspettano da anni una bonifica».
La risposta del Governo
A rispondere per l’esecutivo è stato il sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro.
Il rappresentante del Governo ha spiegato che il piano di bonifica dei siti orfani è legato alle regole del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevede obiettivi e scadenze molto rigide concordate con l’Unione europea.
Il programma, ha ricordato Barbaro, dispone complessivamente di circa 606 milioni di euro e punta a riqualificare almeno il 70% della superficie dei siti individuati entro giugno 2026.
Durante il monitoraggio dei progetti, però, il Ministero ha riscontrato varie criticità: errori tecnici nei progetti, difficoltà amministrative e interventi di soggetti privati che in alcuni casi hanno modificato la situazione originaria delle aree.
Per evitare ritardi che avrebbero potuto mettere a rischio l’intero finanziamento europeo, il Ministero ha quindi aggiornato l’elenco dei siti finanziati con un decreto del 9 marzo 2026.
Il risultato è che alcuni progetti — tra cui quello di Aprilia — sono stati esclusi.
E c’è un altro punto che pesa: secondo il Governo, al momento non esistono fondi alternativi già disponibili per finanziare le bonifiche dei siti rimasti fuori dal PNRR.
La replica furiosa: «Risposta scandalosa»
La risposta non ha convinto l’opposizione. Anzi, ha fatto esplodere la protesta.
«Questa risposta è scandalosa», ha replicato Fontana. «Non state rispondendo a me, ma a interi territori».
La deputata ha raccontato di aver visitato Aprilia pochi giorni fa e di aver incontrato cittadini che vivono accanto alla discarica.
«Guardateli negli occhi e dite loro che i soldi per la bonifica non ci sono più», ha incalzato.
Dietro le percentuali, la politica
Il nodo politico riguarda proprio le percentuali del piano. Il Governo rivendica il raggiungimento dell’obiettivo europeo: bonificare almeno il 70% dei siti finanziati.
Ma per l’opposizione quel numero nasconde una realtà diversa: circa il 30% dei progetti inizialmente previsti rischia di rimanere senza intervento.
E tra questi c’è proprio Aprilia. «Quando si parla di bonifiche non si può ragionare solo con i numeri», ha detto Fontana. «Dietro quei siti ci sono comunità che aspettano da anni».
Speranze dalla Regione Lazio
Per Aprilia la speranza viene dalla Regione Lazio, dove l’assessore ai Rifiuti Fabrizio Ghera ha annunciato a novembre scorso lo stanziamento di 7 milioni di euro proprio per la bonifica di Sant’Apollonia.
La somma dovrebbe coprire tutte le spese per le varie fasi dell’intervento che si dovrebbero svolgere nel biennio 2026-2027.
Ha dichiarato l’assessore Ghera:

«Abbiamo deciso di intervenire direttamente data l’importanza strategica del progetto e l’urgenza di garantirne l’attuazione a tutela della salute pubblica che è una priorità della Giunta regionale. Si tratta di un intervento molto atteso dai cittadini che ha come obiettivo la messa in sicurezza dell’area»
Si dovrebbe iniziare con una Analisi del rischio. Soltanto in seguito si potrà decidere se il sito dovrà essere bonificato in modo completo o se sarà sufficiente una messa in sicurezza permanente.
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