La Giunta comunale di Ardea, guidata dal sindaco Maurizio Cremonini, ha approvato all’unanimità una delibera con cui l’ente aderisce al ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio insieme al Comune di Pomezia e quello di Ariccia.
La decisione riguarda il progetto del nuovo impianto destinato a trattare i rifiuti di Roma, previsto nell’area al confine con Ardea. Un’iniziativa che continua a sollevare forti opposizioni tra le amministrazioni locali e tra i cittadini.
Il ricorso contro le ordinanze del Commissario per il Giubileo
La Giunta comunale ha deliberato di impugnare davanti al TAR del Lazio le ordinanze con cui il Commissario straordinario per il Giubileo 2025 Roberto Gualtieri ha autorizzato il progetto del nuovo polo impiantistico a Santa Palomba.
Il provvedimento commissariale ha infatti dato il via libera alla realizzazione del complesso denominato “Parco delle risorse circolari”, che comprende anche l’inceneritore destinato allo smaltimento dei rifiuti di Roma.
Il Comune di Ardea ha scelto quindi di partecipare all’azione giudiziaria coordinata dal Comune di Pomezia. Sarà proprio l’amministrazione pometina a gestire gli aspetti legali della procedura e i rapporti con gli avvocati incaricati.
La difesa legale è stata affidata agli avvocati Antonio Aquino e Donato D’Angelo. Ardea contribuirà alle spese sostenendo una quota pari al 30% dell’onorario complessivo di 12.500 euro, oltre agli oneri previsti dalla legge.
Le preoccupazioni per l’area di Santa Palomba
Nella delibera la Giunta di Ardea sottolinea diversi motivi di preoccupazione legati alla realizzazione dell’inceneritore.
Il progetto sorgerebbe infatti in un’area già segnata da criticità ambientali, a causa della presenza della discarica di Roncigliano. L’impianto verrebbe costruito a poche centinaia di metri dal confine con Ardea e molto vicino alle abitazioni.
Secondo quanto evidenziato nel documento, i cittadini delle zone limitrofe rischierebbero di subire ulteriori disagi dopo anni di problemi legati alla discarica e all’inquinamento della zona.
L’amministrazione ricorda inoltre che nelle vicinanze sono presenti terreni agricoli di valore, dove si coltivano vigneti destinati alla produzione del vino Roma Dop e campi di kiwi con denominazione Latina Igp.
Le frazioni già alle prese con problemi ambientali
Tra le criticità segnalate nella delibera ci sono anche le condizioni di alcune frazioni del territorio comunale di Ardea.
Villaggio Ardeatino, Montagnano, Montagnanello e Villaggio Valle Caia sono già interessate da problemi legati alla contaminazione delle falde acquifere. In molte zone manca ancora la fornitura di acqua potabile attraverso la rete pubblica.
Il Comune di Ardea sta lavorando per realizzare le condotte e garantire il servizio idrico, ma la presenza di un nuovo grande impianto di smaltimento rifiuti viene vista come un ulteriore aggravio per il territorio.
Il nodo del traffico sulla via Ardeatina
Un altro punto critico riguarda il traffico. L’accesso principale al futuro inceneritore sarebbe infatti la via Ardeatina.
Secondo quanto riportato nella delibera, questa strada è già oggi molto congestionata e non sarebbe in grado di sostenere l’aumento di mezzi pesanti che trasporterebbero i rifiuti verso l’impianto.
L’arrivo quotidiano di numerosi camion potrebbe quindi peggiorare la situazione della viabilità lungo tutta l’arteria.
La posizione dei Comuni del territorio
La contrarietà all’inceneritore non è una posizione isolata. Già nel 2022 il Comune di Ardea aveva promosso una tavola rotonda con i sindaci del litorale e dei Castelli Romani (leggi l’articolo).
In quell’occasione era stata espressa una netta opposizione alla realizzazione dell’impianto a Santa Palomba.
Con la delibera approvata dalla Giunta, Ardea formalizza ora la propria partecipazione alla battaglia legale, affiancando Pomezia e gli altri enti locali che intendono contestare davanti al TAR i provvedimenti autorizzativi del progetto.
Un progetto da 7,5 miliardi di euro
Non abbiamo letto naturalmente il ricorso che verrà presentato al TAR.
Per come è stato descritto, sinceramente sembra un po’ debole in relazione alle motivazioni che dovrebbero convincere i giudici a stoppare un progetto che è legato a un bando dal valore stimato di 7,5 miliardi di euro (costruzione e gestione).
E quando sul piatto c’è una somma simile, le strategie delle lobby che lavorano dietro questi mega progetti sono solitamente molto raffinate.
Non vogliamo fare il processo alle intenzioni, ma allo stesso tempo vorremmo che i cittadini stessero molto attenti alle reali volontà dei politici che le rappresentano.
La volontà popolare, quando si infervora, è una forza che nessuno può contrastare. Questo il mondo della politica lo sa molto bene.
Volontà popolare chiara
Nei comuni toccati dal tema inceneritore la volontà popolare è chiara: i cittadini sono contrari per gli enormi problemi e danni che un tale impianto provocherebbe al territorio, al problema della siccità, e non ultimo al discorso dell’economia circolare.
Senza contare quanto svalutate sarebbero tutte le proprietà nel raggio di diversi chilometri dal mostro brucia-rifiuti (così sarebbe visto dalla gente).
La politica sarà giudicata dai risultati
I politici locali sentono questa spinta popolare e sanno di non potersi esimere da un intervento.
Ma c’è modo e modo di intervenire.
In maniera energica ed efficace, ad esempio, che è quello che i cittadini si aspettano. Oppure con un’azione solo di facciata, tanto per “fare ammuina”, in modo che i cittadini si sentano difesi, ma con il risultato in realtà di non opporsi davvero ala volontà dei potenti.
Quando girano 7,5 miliardi di euro si muovono i big politici, industriali, lobbistici e chi si mette contro loro rischia di vedere la propria carriera stroncata.
I primi cittadini di Pomezia, Ardea e Ariccia quanto sono disposti a giocarsi in questa battaglia di civiltà?
(Ma la domanda è rivolta anche a tutti gli altri sindaci e autorità della zona).
Se ci permettiamo di insinuare un tale dubbio è soltanto perché ci sembra purtroppo di leggere un copione già visto tantissime volte, dove il mondo della politica si è piegato agli enormi interessi a danno dei cittadini, che invece avrebbero dovuto essere difesi proprio dai loro eletti.
E come dice il proverbio: ““Quando si resta scottati con l’acqua calda, si ha paura anche di quella fredda.”
Speriamo sinceramente non sia questo il caso. A parlare saranno i risultati.
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