Crescono Ortopedia, Medicina generale e Urologia. Si riducono invece Chirurgia generale, Oculistica e soprattutto Otorinolaringoiatria.
È questa la fotografia che emerge dalla nuova programmazione della rete ospedaliera 2026-2028 approvata dalla Regione Lazio. La struttura resta dentro la rete con pronto soccorso e con un totale programmato che, letto nel complesso delle discipline indicate, arriva a 105 posti letto.
La novità, quindi, non è un’espansione generale, è una redistribuzione interna. In altre parole, la Regione Lazio non disegna per il Sant’Anna un salto quantitativo, ma una correzione di rotta decisa.
Il documento spiega che la nuova rete punta a “riequilibrare la disponibilità dei posti letto” e a “riorientare la capacità di ricovero” sulla base del fabbisogno reale emerso dai dati più recenti. Dentro questa logica rientra anche il caso di Pomezia.
Una riorganizzazione, più che un allargamento
Il cuore della scelta regionale è qui. Il Sant’Anna non vede crescere il numero complessivo dei posti letto, cambia però il peso delle singole specialità.
Alcune discipline vengono rafforzate, altre vengono ridotte. La Regione Lazio, del resto, parla apertamente di “rimodulazione delle aree disciplinari” per rendere più dinamica l’assistenza e più aderente ai bisogni del territorio.
È un passaggio importante, perché spiega il senso politico e sanitario del piano. Non un semplice elenco di reparti, ma un tentativo di riallineare l’offerta.
Nel caso del Sant’Anna, i segnali più chiari arrivano da tre reparti:
- Ortopedia e Traumatologia salgono da 18 a 25 posti letto.
- Medicina generale passa da 26 a 27.
- Urologia entra nella programmazione con 4 posti letto, partendo da zero.
Sono questi i tre tasselli che, più di altri, raccontano la direzione scelta per la clinica di Pomezia.
I reparti che crescono davvero
L’aumento più consistente riguarda Ortopedia. Passare da 18 a 25 posti letto vuol dire dare più spazio a una disciplina che ha un peso rilevante sia sul fronte chirurgico sia su quello dei ricoveri legati a traumi, fratture e patologie dell’apparato muscolo-scheletrico.
In un territorio come quello di Pomezia, questo può essere letto come un rafforzamento concreto della capacità di risposta su una linea di attività molto richiesta.
Più contenuta, ma comunque significativa, è la crescita di Medicina generale. Il passaggio da 26 a 27 posti letto non sposta da solo gli equilibri della struttura, ma conferma che la Regione Lazio non vuole svuotare l’area medica. Al contrario, la mantiene come asse stabile dentro il nuovo profilo del Sant’Anna.
La novità più leggibile sul piano simbolico è però Urologia. Finora non compariva nella dotazione programmata, ora entra con 4 posti letto.
È il segno di una specialità che viene inserita formalmente nella nuova mappa del presidio. Un ingresso che, da solo, spiega bene il senso della riconfigurazione: meno dispersione, più scelta sulle discipline da presidiare.
I reparti che arretrano
Accanto ai reparti che crescono, ce ne sono altri che perdono peso.
Chirurgia generale scende da 29 a 23 posti letto.
Oculistica passa da 6 a 3 posti letto.
Otorinolaringoiatria è il caso più evidente, perché scende da 10 a 1 solo posto letto.
Cardiologia e Unità coronarica, invece, restano stabili rispettivamente a 12 e 4 posti letto.
Questo è il punto negativo di tutta questa ristrutturazione della sanità a Pomezia. Perché è vero che tre aree crescono e si rafforzano, ma è altrettanto vero che altre specialità vengono alleggerite in modo netto.
Il Sant’Anna, insomma, non viene semplicemente ampliato, viene riposizionato. E il riposizionamento passa anche da scelte selettive che riducono alcuni settori per dare più spazio ad altri.
Day hospital e day surgery
C’è poi un altro elemento che aiuta a leggere la strategia regionale.
Nella nuova tabella compaiono anche 1 posto letto di Day hospital multispecialistico e 5 posti di Day surgery multispecialistico.
Il Day Hospital (DH) è un ricovero diurno finalizzato a prestazioni diagnostiche o terapeutiche mediche (es. chemioterapia, accertamenti complessi). Il Day Surgery (DS) è invece un ricovero diurno specifico per interventi chirurgici poco invasivi, con dimissione in giornata.
Non sono numeri enormi, ma segnalano una volontà precisa. Il Sant’Anna viene pensato non solo come luogo di degenza ordinaria, ma anche come struttura dove spingere attività programmate e percorsi chirurgici più snelli. È coerente con l’obiettivo regionale di “efficientamento del percorso chirurgico e delle sale operatorie”.
Regione Lazio programma, ma non dà una data
C’è infine un aspetto decisivo. Il documento approva la programmazione 2026-2028, ma non dice da quale giorno scatterà ogni singola modifica del Sant’Anna. Su questo il testo è prudente.
La Regione Lazio approva il piano e affida poi al Direttore della Direzione Salute gli atti necessari per attuarlo. Questo significa che la rotta è tracciata, ma la piena traduzione della tabella in reparti operativi dipenderà dai passaggi successivi.
Tradotto in modo semplice, il Sant’Anna di Pomezia resta un presidio importante della rete, ma con una fisionomia diversa.
Più Ortopedia, più Urologia, Medicina generale confermata e leggermente rafforzata.
Meno spazio, invece, per Chirurgia generale, Oculistica e Otorinolaringoiatria.
Una ristrutturazione interna che punta a rendere la struttura più coerente con il fabbisogno che la Regione LAzio ha deciso di coprire nel triennio 2026-2028.
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