Dopo l’ordine di demolizione e una lunga fase amministrativa, l’amministrazione ha deciso di annullare la pesante sanzione economica inizialmente prevista.
La decisione è arrivata dopo che la proprietaria dell’immobile ha provveduto a rimuovere le opere contestate, come accertato durante un sopralluogo della Polizia Locale.
Le strutture realizzate senza autorizzazione erano una veranda collegata direttamente alla casa e una piccola casetta prefabbricata utilizzata come deposito, circa 17 metri quadri.
La segnalazione della Polizia Locale
Il procedimento aveva preso avvio da una segnalazione trasmessa dalla Polizia Locale di Latina all’autorità giudiziaria. Gli agenti avevano accertato la presenza di alcune opere realizzate senza i necessari titoli edilizi.
In particolare, la Polizia Locale di Latina durante i controlli aveva individuato una veranda costruita sul retro dell’abitazione, addossata al muro perimetrale. La struttura aveva dimensioni di circa quattro metri per quasi quattro e un’altezza media di oltre due metri e mezzo.
La veranda era dotata di una copertura inclinata in legno e di una pavimentazione in laminato effetto legno. Tre lati erano chiusi con serramenti in alluminio e vetro oppure con pannelli in legno. All’interno lo spazio risultava arredato e attrezzato.
Gli accertamenti avevano evidenziato anche la presenza di un piccolo impianto elettrico, di un condizionatore e perfino di una zona cucina con lavello e fornello a gas.
All’esterno, accanto a una parete della veranda, era stata installata anche una doccia con allacci attivi.
Sempre nello stesso spazio esterno era stata collocata anche una casetta da giardino prefabbricata in legno. Il manufatto, di dimensioni più ridotte, era utilizzato come deposito ed era anch’esso dotato di un impianto elettrico essenziale.
Le opere considerate nuova costruzione
Secondo quanto ricostruito dagli uffici comunali, le opere nel loro complesso rientravano tra gli interventi che richiedono il rilascio di un permesso di costruire.
Dagli archivi del Comune di Latina, però, non risultava alcuna autorizzazione rilasciata per queste strutture.
Per questo motivo l’amministrazione aveva avviato il procedimento amministrativo finalizzato al ripristino della situazione originaria.
Alla proprietaria dell’immobile era stata inviata anche una comunicazione formale di avvio del procedimento.
Nel corso della procedura la cittadina aveva manifestato l’intenzione di regolarizzare l’intervento facendo ricorso alle norme previste dal cosiddetto “Decreto Salva Casa”.
Tuttavia, dopo le verifiche tecniche, gli uffici hanno ritenuto che la richiesta non potesse essere accolta.
L’ordine di demolizione
Di fronte all’impossibilità di sanare l’intervento, il Comune di Latina aveva quindi emesso un’ordinanza di demolizione delle opere abusive. L’atto imponeva la rimozione delle strutture realizzate senza autorizzazione.
Trascorso il termine previsto, la Polizia Locale aveva effettuato un nuovo controllo. Dal verbale redatto dagli agenti risultava che l’ordine non era stato ancora eseguito.
Per questo motivo l’amministrazione aveva proceduto con il passaggio successivo previsto dalla normativa.
Era stata quindi emessa un’ordinanza di pagamento di una sanzione pecuniaria molto elevata. L’importo complessivo superava i 148 mila euro, ai quali si aggiungevano ulteriori somme legate agli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione.
La rimozione delle opere abusive
La situazione si è però modificata nelle settimane successive.
La proprietaria dell’immobile ha comunicato al Comune di Latina di aver provveduto alla rimozione delle opere oggetto dell’ordinanza di demolizione, veranda e casetta prefabbricata.
A seguito di questa comunicazione, la Polizia Locale ha effettuato un nuovo sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi.
Durante il controllo gli agenti hanno accertato che le strutture indicate nei verbali precedenti erano state effettivamente demolite.
Il verbale redatto dopo l’ispezione conferma “l’avvenuta demolizione” delle opere contestate.
Sanzione annullata
Alla luce di questo accertamento, il dirigente comunale ha deciso l’annullamento precedente ordinanza di pagamento della sanzione.
La decisione riguarda l’importo complessivo di oltre 148 mila euro che era stato imposto a seguito dell’inottemperanza iniziale all’ordine di demolizione.
La revoca della sanzione è stata formalizzata con un nuovo provvedimento amministrativo.
In sostanza, l’amministrazione ha ritenuto che, una volta ripristinata la situazione originaria attraverso la demolizione delle strutture abusive, non vi fossero più le condizioni per mantenere la sanzione pecuniaria prevista.
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