La maggiore concentrazione delle situazioni critiche si registra in Sicilia, Calabria e Campania.
A dirlo è il referto monotematico sulle crisi finanziarie dei Comuni, presentato dalla Corte dei Conti al Parlamento. Il rapporto ricostruisce «le procedure di riequilibrio e dissesto avviate sia nel 2024 che nel primo semestre 2025». Offre un quadro dettagliato delle situazioni ancora aperte al 2024.
Il caso del dissesto finanziario di Ardea
Nella relazione della Corte dei Conti sul dissesto finanziario dei Comuni italiani, ampio spazio è dedicato ad Ardea.
Ardea, si legge nel rapporto, «ha visto raddoppiare la popolazione nell’ultimo trentennio» e registra, oltre a un dissesto risalente al 1993, «una falsa partenza nel 2017, finita in un dissesto ancora aperto».
La delibera di attivazione della procedura di riequilibrio (n. 10 del 31 luglio 2017) era stata approvata dalla nuova amministrazione, eletta nel giugno 2017.
La situazione finanziaria del Comune presentava molte criticità, tra cui l’esistenza di un Debito Fuori Bilancio per 1.177.313 euro, e ciò ha indotto alla richiesta della procedura di risanamento.
Ma la ricognizione delle passività attuata dagli uffici per la costruzione del Piano rivelò uno squilibrio molto più profondo.
Il responsabile finanziario «quantificava, a seguito delle comunicazioni pervenute dai vari uffici, l’ammontare dei debiti fuori bilancio in 4.934.247 euro e del contenzioso in 6.269.198 euro».
Non era quindi possibile predisporre il Piano e, con deliberazione n. 36 del 21 dicembre 2017, il Comune di Ardea revocava la procedura di riequilibrio e dichiarava il dissesto.
L’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL) è stato nominato con decreto del Presidente della Repubblica il 21 marzo 2018. Si è quindi insediato il 12 aprile, con competenza relativamente a fatti ed atti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre 2017.
Il bilancio riequilibrato è stato approvato dal Comune, dopo la verifica ministeriale, il 19 febbraio 2019.
Il piano di estinzione delle passività pregresse è stato approvato dal Ministero dell’Interno il 9 maggio del 2024.
Come si sottolinea nella relazione della Corte dei Conti, ad Ardea «al 31 dicembre 2024, il dissesto risulta ancora aperto».
“Danno per la comunità amministrata”
Nel Lazio, sottolinea la Corte dei Conti, la criticità finanziaria è diffusa in tutte le Province eccetto Viterbo. Protratta nel tempo, la criticità «tende a creare situazioni molto difficili da decifrare e risolvere, per la complessità delle funzioni svolte e il riflesso sociale delle inefficienze prodotte a danno della comunità amministrata».
Delle 52 procedure di riequilibrio nel Lazio, 36 risultano ancora attive al 31 dicembre 2024.
Delle rimanenti 16, solo 4 (Fara in Sabina, Frosinone, Minturno e Roccagiovine) hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, mentre le altre 12 sono finite in dissesto.
Anche nel Lazio, quindi, «si conferma l’inefficacia della procedura di riequilibrio: per ogni procedura chiusa tre finiscono in dissesto».
La dinamica temporale che emerge indica un peggioramento tra il 2021 e il 2023, «in cui sono state attivate 18 procedure di riequilibrio e 5 dichiarazioni di dissesto».
Ardea, un dissesto che dura da oltre 5 anni
I dissesti ancora aperti che hanno superato la soglia dei cinque anni sono: Ardea, Corchiano, Pignataro Interamna, Magliano Romano e Morolo. Tra le procedure di riequilibrio si segnala «l’anomalia di Ceprano, in istruttoria dal 2017».
Delle 30 procedure di riequilibrio in gestione, la relazione evidenzia come «la durata dell’istruttoria, in molti casi, sia stata particolarmente lunga», confermando «un elevato grado di inefficienza».

























