Il cantiere corre, come la polemica
Il dato politico da cui partire è questo. Il Comune di Ariccia ha tirato dritto. Il progetto del nuovo nido di via delle Cerquette è finanziato con fondi PNRR per 1,08 milioni di euro.
I lavori sono partiti a fine ottobre. I pagamenti all’impresa sono stati già autorizzati. In altre parole, non siamo più alla fase delle intenzioni. L’opera è entrata nella fase concreta del cantiere.
È proprio questa accelerazione a rendere più dura la contestazione dell’opposizione, che parla di un possibile errore pesante compiuto mentre la macchina amministrativa correva contro il tempo.
La firma politica è quella di Giorgia La Leggia e dei consiglieri di opposizione
A intestare la denuncia sono Giorgia La Leggia, oggi candidata sindaca di Ariccia per il centrosinistra, insieme a Emilio Cianfanelli, ex sindaco per quattro mandati, Enrico Indiati e Cora Fontana Arnaldi.
Già nei mesi scorsi i consiglieri di opposizione avevano formalizzato una diffida sul progetto. Nelle ultime ore la coalizione è andata oltre, presentando esposti alla Regione Lazio e chiedendo verifiche sull’intero iter dell’asilo nell’area dell’ex isola ecologica di via delle Cerquette.
Il cuore del caso, spiegato in modo semplice
La contestazione è questa.
Quando si vuole costruire un’opera pubblica in un’area che, sulla carta urbanistica, ha una destinazione diversa, prima bisogna cambiare quella “carta d’identità” del terreno. Questa modifica si chiama variante urbanistica.
Secondo La Leggia e i suoi alleati, il terreno scelto per il nuovo asilo sarebbe classificato come area a verde naturalistico e non come area destinata a servizi pubblici.
Quindi, sostengono, il Comune di Ariccia avrebbe dovuto compiere prima quel passaggio. Se quel passaggio manca, il progetto rischia di restare esposto a contestazioni, stop, ricorsi e possibili danni economici.
Il dettaglio che alimenta i dubbi
C’è poi un elemento che, politicamente, pesa molto.
In un atto comunale indicizzato nell’albo trasparenza compare infatti il richiamo all’intervento “ai fini dell’adozione della variante al vigente strumento urbanistico”.
È una formula tecnica, ma il suo significato è semplice: dentro gli atti del Comune il tema della variante compare eccome. Ed è proprio su questa apparente contraddizione che l’opposizione costruisce la sua offensiva.
Da una parte si va avanti spedita, dall’altra, dicono La Leggia, Cianfanelli, Indiati e Fontana, resta aperta una domanda di fondo: se la variante non serviva, perché negli atti compare quel riferimento?
Il rischio evocato: fondi PNRR e conto finale ai cittadini
La coalizione di centrosinistra non contesta la necessità di un nuovo asilo. Anzi, nelle note pubbliche ribadisce che il nido è un obiettivo condiviso. Il punto, dicono, è un altro: un’opera così importante deve nascere su basi inattaccabili.
Nella loro denuncia parlano di “gravissimi dubbi di legittimità” e avvertono che eventuali irregolarità potrebbero trasformarsi in un danno economico per il Comune e quindi per i cittadini.
È qui che il caso smette di essere solo burocratico e diventa politico. Perché il timore agitato dall’opposizione è chiaro: se qualcuno dovesse fermare o contestare l’intervento a lavori in corso, il prezzo più alto lo pagherebbe la comunità.
La Regione Lazio nel mirino dell’opposizione
Nella ricostruzione di La Leggia e dei consiglieri alleati, un altro punto critico riguarda la Regione Lazio. Gli esposti sono stati presentati proprio per sollecitare quel controllo che, a loro giudizio, fino a oggi non si è visto.
La coalizione chiede alla Regione Lazio di “fare rapidamente chiarezza” e di esercitare il proprio ruolo di vigilanza.
Tradotto: per l’opposizione, davanti a una questione così delicata, la Regione Lazio non può restare spettatrice. E il fatto che sia stato necessario arrivare a un esposto viene usato come argomento politico contro l’intera filiera istituzionale.
Il sindaco Staccoli: “Questa è la realtà dei fatti”
Su questa contestazione abbiamo sentito direttamente il sindaco di Ariccia.
Gianluca Staccoli ci ha rilasciato una dichiarazione che affronta il tema in maniera esaustiva e anche piuttosto polemica:
“Sento il dovere di intervenire per fare definitiva chiarezza sulla realizzazione del nuovo Asilo Nido in Via delle Cerquette, un’opera strategica che sorgerà in sostituzione dell’ex Centro di Raccolta. È necessario ristabilire la realtà dei fatti di fronte a ricostruzioni strumentali che mirano solo a creare confusione.
L’area in oggetto è censita nel vigente Piano Regolatore Generale (PRG) come Zona a verde pubblico – G4. Contrariamente a quanto affermato da alcuni, non vi è alcuna “forzatura” procedurale. Agiamo nel solco della legalità, applicando puntualmente la normativa regionale vigente che disciplina le modifiche ai piani attuativi.
Nello specifico, l’intervento non necessita di alcuna variante urbanistica poiché rientra nelle fattispecie previste dall’art. 1-bis, comma 2, della Legge Regionale n. 36 del 2 luglio 1987, che alla lettera a) e alla lettera o) stabilisce chiaramente che non costituiscono variante:
Lettera a): “una diversa utilizzazione, sempre ai fini pubblici, degli spazi destinati a verde pubblico e servizi”;
Lettera o): “la modifica alla viabilità primaria e secondaria […] a condizione che non compromettano l’attuazione delle previsioni dello strumento urbanistico generale”.
L’iter è stato lineare e rigoroso. Trattandosi di modifiche che non alterano l’assetto del PRG, l’approvazione è avvenuta ai sensi dell’articolo 6, comma 2, della L.R. 22/1997, ovvero tramite il competente organo comunale abilitato al rilascio del titolo edilizio”.
Tale conformità è stata sancita definitivamente con la Determinazione Dirigenziale di conclusione della Conferenza di Servizi, atto che ha approvato il progetto assumendo tutti gli obblighi normativi previsti e garantendo la massima trasparenza procedurale“.
Il sindaco: polemiche sterili
Il primo cittadino di Ariccia
“La verità è semplice: stiamo trasformando un’area precedentemente destinata a centro di raccolta in un servizio educativo fondamentale per le famiglie di Ariccia.
Mentre l’opposizione si perde in tecnicismi interpretativi errati per alimentare polemiche sterili, noi rispondiamo con i fatti. Stiamo realizzando un’opera attesa, sicura e utile, muovendoci con serietà nel pieno rispetto delle leggi. Il nostro obiettivo resta uno solo: migliorare la qualità della vita della nostra comunità e costruire il futuro dei nostri bambini”.
Una vicenda che pesa sulla campagna elettorale
Difficile pensare che la vicenda si esaurisca con questo botta e risposta.
Il caso dell’asilo di Ariccia Nord è destinato molto probabilmente a restare al centro della campagna elettorale, perché mette insieme tutto quello che più colpisce l’opinione pubblica: i fondi PNRR, la velocità del cantiere, la perdita di un servizio come l’ex isola ecologica, il timore di un errore amministrativo, la richiesta di controlli alla Regione Lazio, la risposta secca dell’amministrazione, carte alla mano.
La Leggia e gli altri consiglieri hanno scelto di trasformare questa vicenda in una questione di affidabilità politica. Il messaggio è semplice e punta dritto ai cittadini: un asilo serve, ma deve nascere senza ombre.
Il sindaco Staccoli a nome della maggioranza respinge tutte le accuse e mette sul tavolo della discussione la massima trasparenza negli atti.
Ad Ariccia siamo certamente già in pienissima campagna elettorale.
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