Registri elettorali: addio alla divisione per genere
Fino a poco tempo fa, nei seggi italiani esistevano due registri distinti. Uno per gli uomini e uno per le donne. Questa distinzione seguiva quanto indicato nei documenti anagrafici.
Il sistema comportava spesso anche una divisione fisica delle file. Gli elettori venivano indirizzati verso un registro specifico.
Questo meccanismo, però, poteva creare situazioni di disagio, in particolare per le persone transgender o non binarie. In alcuni casi, infatti, si verificava una sorta di esposizione forzata della propria identità, una condizione che negli anni è stata oggetto di critiche e richieste di modifica.
Il nuovo criterio alfabetico nei registri elettorali
Con le nuove disposizioni, i registri saranno organizzati in due gruppi secondo il criterio alfabetico. Il primo includerà i cognomi dalla A alla L, il secondo dalla M alla Z.
Questo significa che gli elettori non saranno più identificati in base al genere. L’accesso al voto sarà determinato esclusivamente dal cognome.
Anche nei seggi cambierà l’organizzazione. Gli scrutatori non si divideranno più tra registro maschile e femminile. L’attività sarà unificata secondo il nuovo criterio alfabetico.
Per i cittadini, quindi, il percorso sarà più semplice. Non ci saranno più indicazioni legate al genere. Basterà verificare la propria posizione in base al cognome.
Una misura per la tutela della privacy
Il cambiamento risponde a una richiesta che da tempo arrivava da associazioni e attivisti. L’obiettivo è quello di garantire maggiore riservatezza.
Le nuove regole evitano situazioni in cui una persona possa essere identificata pubblicamente in modo non coerente con la propria identità. Un aspetto importante soprattutto per chi ha intrapreso un percorso di transizione o non si riconosce nel genere indicato nei documenti.
La modifica introduce quindi un sistema più inclusivo.
L’introduzione della nuova norma
La norma che ha introdotto questa novità è entrata in vigore nei mesi scorsi.
La modifica è stata infatti introdotta con un emendamento al decreto-legge 27 del 19 marzo 2025 convertito in legge il 15 maggio 2025 (LEGGE 15 maggio 2025, n. 72).
Nella stessa legge veniva soppressa la previsione che, per le donne coniugate o vedove, dovesse risultare indicato nella lista elettorale anche il cognome del marito.
L’applicazione della modifica sui registri elettorali però non è stata subito immediata a causa di motivi tecnici. La preparazione dei registri elettorali richiede infatti tempi precisi e, nelle tornate elettorali precedenti, in molti casi i documenti erano già stati predisposti secondo il vecchio sistema.
Con il referendum del prossimo 22-23 marzo, invece, il nuovo modello sarà pienamente operativo. I presidenti di seggio sono stati informati delle modifiche.
Le conseguenze per gli elettori
Per chi si recherà alle urne, il cambiamento sarà visibile soprattutto nell’organizzazione del seggio. Le file potrebbero essere diverse rispetto al passato. Non ci sarà più la distinzione tra uomini e donne.
Il controllo dei documenti avverrà come sempre. Ma senza riferimenti al genere per l’individuazione del registro.
Si tratta di una modifica che non incide sul diritto di voto. Ma cambia il modo in cui viene gestito l’accesso alle urne.
Il referendum del 22 e 23 marzo sarà uno dei primi appuntamenti elettorali in cui questa novità dei registri non più divisi per genere sarà applicata in modo diffuso. Un cambiamento destinato a diventare la normalità per tutte le future consultazioni.
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