Il caso dell’ex dipendente comunale di Anzio infedele
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo, che lavorava negli uffici amministrativi del Comune di Anzio, avrebbe sfruttato la propria posizione per ottenere denaro da alcuni cittadini di origine indiana.
In cambio, prometteva di agevolare l’iscrizione all’anagrafe e il rilascio del certificato di residenza.
L’arresto era stato eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Anzio su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri.
Il provvedimento è arrivato dopo mesi di indagini, avviate nel marzo 2023, che hanno portato alla raccolta di elementi ritenuti gravi.
Insieme all’ex dipendente è finito sotto accusa anche un presunto complice, un uomo di origine indiana. Secondo la Procura, i due avrebbero agito in concorso.
Le accuse: soldi in cambio della residenza
Al centro dell’inchiesta c’è un meccanismo semplice. Ma ritenuto particolarmente grave.
Gli investigatori hanno accertato che almeno otto cittadini indiani avrebbero versato o promesso somme di denaro per ottenere la residenza nel Comune di Anzio.
Le cifre richieste erano relativamente basse. Tra i 100 e i 150 euro per ogni pratica. Ma il punto, sottolineano i giudici, non è l’importo. È il metodo.
Nella ricostruzione contenuta negli atti, l’ex dipendente del Comune di Anzio avrebbe fatto intendere che senza il pagamento “il certificato di residenza non sarebbe mai stato rilasciato”.
Una pressione, anche implicita, che per la legge configura il reato di concussione.
In un passaggio della decisione si evidenzia come gli indagati “si facevano dare o promettere denaro in cambio di attività fraudolente”, sfruttando la loro posizione e la vulnerabilità delle persone coinvolte.
Un episodio di tentata concussione
Tra i fatti contestati compare anche un episodio specifico. L’ex dipendente avrebbe cercato di ottenere 100 euro da un altro cittadino indiano.
In questo caso, secondo l’accusa, la richiesta era accompagnata da una minaccia.
Se il pagamento non fosse arrivato, l’uomo avrebbe rischiato la cancellazione della residenza già ottenuta. Un elemento che rafforza, nella lettura degli inquirenti, il quadro accusatorio.
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La posizione della Procura e quella degli indagati
La Procura di Velletri sostiene che ci siano “gravi indizi di colpevolezza” a carico dei due imputati. Le indagini avrebbero messo in luce un sistema consolidato, basato su richieste ripetute nel tempo.
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Dall’altra parte, come sempre in questa fase, resta valida la presunzione di innocenza. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del processo.
La difesa potrà contestare la ricostruzione accusatoria. E offrire una lettura alternativa dei fatti.
Il ruolo del Comune di Anzio
La scelta del Comune di Anzio di costituirsi parte civile rappresenta un passaggio importante. L’ente ritiene di aver subito un danno. Non solo economico. Ma anche di immagine.
L’eventuale riconoscimento di responsabilità potrebbe portare a un risarcimento. Ma soprattutto segna una presa di posizione netta. L’amministrazione di Anzio si presenta in aula come parte lesa.




























