Il provvedimento è stato firmato con Ordinanza del Sindaco numero 95. Secondo gli accertamenti, la struttura operava in condizioni ritenute non idonee per la tutela dei minori e dovrà restare chiusa fino alla rimozione delle irregolarità e a una nuova verifica favorevole dell’Asl.
Il sopralluogo con Asl e Polizia Locale
L’ordinanza nasce da una nota del Dipartimento di Prevenzione S.I.S.P. della Asl Roma 6, arrivata al Comune di Velletri dopo un sopralluogo effettuato il 29 gennaio insieme alla Polizia Locale di Velletri.
Durante il controllo, nei locali veniva svolta attività di baby parking e risultavano presenti bambini tra i due e i tre anni.
Da lì è partita la ricostruzione tecnica che ha portato il sindaco a firmare un provvedimento urgente, ritenendo necessario intervenire senza attendere i tempi ordinari.
Le criticità riscontrate nella struttura
L’elenco delle contestazioni contenuto nell’atto è ampio e dettagliato.
Tra i rilievi compaiono superficie aero-illuminante naturale insufficiente, presenza di muffa nel locale sporzionamento e macchie di umidità nell’area gioco.
Viene segnalata anche un’altezza del locale inferiore a 2,70 metri.
Sul fronte sicurezza mancherebbero un idoneo estintore vicino al quadro elettrico, la segnaletica di emergenza e il maniglione antipanico sulla porta di emergenza. Sono elementi che, letti insieme, hanno rafforzato la valutazione di rischio.
Materassini a terra, arredi non fissati e barriere architettoniche
Nel verbale richiamato dall’ordinanza emergono altri aspetti delicati.
In una nicchia dell’area gioco erano stoccati materassini per il riposo dei bambini, poggiati a terra e privi di copertura idonea, vicino a una busta di rifiuti indifferenziati prodotta all’interno dell’attività.
Sono stati inoltre segnalati armadi non ancorati alle pareti e un piano d’appoggio usato per lo sporzionamento, definito usurato e inidoneo, perché realizzato con materiale non lavabile né sanificabile.
A ciò si aggiunge la mancata accessibilità a tutti gli spazi per la presenza di scalini e l’assenza di sistemi di abbattimento delle barriere architettoniche.
Il nodo igienico-sanitario e il rischio per i minori
Il provvedimento insiste soprattutto su un punto: la chiusura immediata viene ritenuta una misura necessaria e urgente per prevenire un rischio concreto e immediato per la salute dei bambini, definiti soggetti particolarmente vulnerabili.
L’attività potrà ripartire solo dopo la rimozione delle criticità accertate e una verifica favorevole dell’Asl competente.
Nell’atto si richiamano anche l’assenza della tabella nutrizionale vidimata dalla Asl Roma 6 e della Scia sanitaria per la somministrazione di alimenti e bevande per i bimbi.
Cosa succede adesso
L’ordinanza impone la cessazione immediata dell’attività di baby parking nell’immobile interessato.
Il controllo sull’esatta osservanza delle richieste è stato affidato alla Polizia Locale. In caso di inadempienza, il Comune avverte che potrà procedere con le conseguenti sanzioni amministrative. E, eventualmente, anche applicare l’articolo 650 del codice penale per l’inosservanza del provvedimento.
Sul piano amministrativo, la titolare potrà presentare ricorso al TAR entro 60 giorni, oppure chiedere la riapertura che, specifica l’Ordinanza del Sindaco,
“rimane subordinata alla rimozione delle criticità accertate e alla verifica favorevole dell’ASL competente, fino al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza conformi alla normativa vigente”.
È giusto in questi casi mantenere l’anonimato della struttura coinvolta, che una volta sanate le irregolarità potrà ripartire con la sua attività in maniera regolare.
Il punto politico e amministrativo oggi resta comunque la chiusura disposta per ripristinare condizioni ritenute conformi alla normativa su sicurezza, igiene e sanità.
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