Non si tratta di una manutenzione diffusa e indistinta, ma di una selezione di assi viari ben riconoscibili, sui quali l’amministrazione guidata dal sindaco Veronica Felici concentra una spesa che, conti alla mano, arriva a 10,85 milioni di euro.
Pomezia decide quindi di investire nelle infrastrutture per offrire una maggiore attrattiva agli investimenti che comportano sviluppo e innovazione delle attività industriali e artigianali. E con essi salvaguardia e magari anche ampliamento dei posti di lavoro e dell’indotto.
L’elenco delle strade e il peso economico
L’elenco degli interventi comprende:
- via Castagnetta (2 milioni),
- via Monte d’Oro (2,3 milioni),
- via Mar Libico (1 milione),
- via della Maggiona (2 milioni),
- via di Santa Procula (900 mila euro),
- via Mar Tirreno (400 mila euro),
- via Cesare Fiorucci (1,5 milioni),
- via dei Castelli Romani (750 mila euro).
Nei documenti del programma triennale comunale compaiono espressamente questi interventi di pavimentazione, con le relative voci di spesa, all’interno della programmazione 2026-2028 e dell’elenco annuale dei lavori.
Dove si concentra davvero la spesa
La lettura dei costi racconta già una gerarchia.
Via Monte d’Oro, con 2,3 milioni, assorbe da sola circa il 21,2% del totale: è il capitolo più pesante e segnala una priorità evidente.
Via Castagnetta e via della Maggiona, con 2 milioni ciascuna, valgono circa il 18,4% a testa.
Via Cesare Fiorucci pesa per quasi il 13,8%, mentre via Mar Libico si colloca al 9,2%.
Più contenuti, ma non marginali, gli importi per via di Santa Procula (8,3%), via dei Castelli Romani (6,9%) e via Mar Tirreno (3,7%).
Cosa dicono questi numeri, oltre l’asfalto
In assenza dei progetti esecutivi, i valori economici consentono comunque una prima lettura.
Le somme più alte fanno pensare a tratti più estesi, a condizioni del manto più compromesse o a lavorazioni meno superficiali del semplice rifacimento finale.
Le cifre più contenute, al contrario, sembrano indicare interventi più mirati.
In questo senso, il piano non distribuisce risorse in modo uniforme: sceglie alcune porte di accesso e alcune cerniere della mobilità produttiva, privilegiando le arterie che più incidono sulla funzionalità complessiva della zona industriale.
Il passaggio politico-amministrativo
La cornice amministrativa è altrettanto chiara. La modifica al Programma Triennale dei Lavori Pubblici, è stata adottata dalla Giunta comunale a fine 2025.
Il punto decisivo, sul piano politico, è proprio questo: il Comune di Pomezia non si limita a evocare un piano di rifacimento, ma lo inserisce nel perimetro formale della programmazione delle opere pubbliche. E questo cambia il significato della notizia.
Non siamo più nel terreno delle intenzioni, ma in quello degli interventi schedati, finanziati e collocati dentro l’annualità 2026, cioè con una previsione di avvio già nell’anno in corso rispetto alla delibera.
Per un’area produttiva come Pomezia, è un segnale che riguarda non soltanto il traffico ma la qualità materiale dell’infrastruttura urbana.
Una scelta che parla all’economia della città
C’è poi un ultimo elemento da non trascurare.
Intervenire sulle strade di collegamento con la zona industriale significa agire su una parte decisiva della vita economica cittadina: logistica quotidiana, accessibilità per imprese e lavoratori, tempi di percorrenza, sicurezza del transito pesante.
Per questo il dato più interessante non è soltanto l’entità dello stanziamento, pur rilevante, ma la sua direzione.
Pomezia decide di concentrare risorse su una rete che sostiene il proprio sistema produttivo. Ed è da qui che bisogna leggere, oggi, il senso più concreto di questo investimento.
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