La Determina è del 19 marzo e segna il passaggio dalla fase del bando a quella dell’affidamento.
L’aggiudicazione è stata disposta a favore di un raggruppamento con capofila ASD Dreaming Football Academy, mentre la verifica antimafia risulta ancora in corso, aspetto che resta formalmente aperto fino alla stipula definitiva.
Come riparte lo stadio
Il cuore del progetto è la formula scelta dal Comune di Marino: finanza di progetto, cioè un partenariato in cui il concessionario non si limita a eseguire i lavori, ma assume anche la gestione e l’utilizzazione diretta dell’impianto.
Nel bando europeo pubblicato il 12 marzo 2025, il Comune di Marino ha descritto una concessione che comprende due livelli.
Da una parte la gestione sportiva dello stadio, dall’altra la progettazione, il finanziamento e l’esecuzione degli interventi di recupero del campo. La proposta era stata approvata già nel luglio 2024, segno che la partita amministrativa dura da tempo.
I numeri dell’operazione stadio
Qui i numeri contano più degli annunci.
La Determina di aggiudicazione quantifica il valore complessivo del contratto in 3.587.443,69 euro IVA inclusa.
La parte strettamente legata ai lavori sul campo pesa per circa 506mila euro tra opere, manodopera e sicurezza.
Il blocco economicamente più rilevante è però la gestione, che supera i 3 milioni di euro considerando servizio, lavoro e sicurezza. In altre parole, il baricentro dell’operazione non è soltanto il cantiere: è soprattutto la lunga vita economica dello stadio dopo il rifacimento.
L’aggiudicazione durerà 12 anni, con opzione di rinnovo per altri 12.
I tempi certi e quelli che ancora mancano
Sui tempi bisogna distinguere tra ciò che è documentato e ciò che resta ancora da vedere.
I tempi certi sono quelli amministrativi: bando a marzo 2025, scadenza offerte ad aprile, verbali tra aprile e novembre 2025, aggiudicazione a marzo 2026.
Il bando definisce con chiarezza la durata della concessione, ma nella Determina esaminata non compare un cronoprogramma pubblico dei lavori con una data affidabile di fine cantiere.
Più che un campo, un presidio urbano
Il Ferraris conta perché a Santa Maria delle Mole uno stadio non è solo un rettangolo di gioco, è un presidio di quartiere, un punto di aggregazione, una soglia fra sport di base, identità locale e vita pubblica.
Lo dimostrano anche le tracce lasciate negli anni recenti: partite, attività sportive, eventi benefici e iniziative civiche hanno continuato a gravitare intorno all’impianto, pur dentro una storia evidente di manutenzione intermittente e rilancio incompleto.
Nel documento comunale, del resto, il recupero del Ferraris viene collegato all’obiettivo di offrire ai giovani luoghi adeguati per formazione e attività sportiva.
Per Marino, il vero peso del progetto è tutto qui: restituire continuità a uno spazio che, anche quando non è stato all’altezza delle attese, non ha mai smesso di avere un valore pubblico.
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