Non è un intervento straordinario del Comune, ma l’iniziativa di un gruppo di residenti del quartiere Fossignano che, stanchi di attendere risposte, hanno deciso di fare da soli.
“Abbiamo preso pale, carriole e cemento”, raccontano in un post di Facebook, trasformando la frustrazione in azione concreta.

Tutto nasce, spiegano, “una sera di un anno fa”, quando una riunione tra cittadini “volenterosi e stanchi di lamentarsi” si è trasformata in qualcosa di più.
Da quell’incontro, anche grazie all’impulso di una residente, Laura Girlando, è partita l’idea di intervenire direttamente sulle criticità più evidenti del quartiere.
Lo slogan è diventato un manifesto: “riprenderci la nostra dignità”.
Le strade interessate
Il teatro dell’iniziativa è la periferia di Aprilia, tra Via Basento, Via Agri, Via Cavone, Via Sinni e Via Bradano, strade segnate da buche profonde e da una cronica mancanza di illuminazione.

“Non per moda, non per protesta sterile, ma per necessità”, scrivono i residenti.
Il bilancio quotidiano, raccontano, è fatto di “auto danneggiate, gomme bucate, cerchioni rovinati”, ma anche di rischi ben più gravi: “moto e motorini a rischio caduta, pedoni costretti a fare slalom”.
La situazione pesa soprattutto sui più fragili. “Persone anziane che non possono uscire di casa, persone che hanno handicap”, denunciano.
E poi il buio, totale: “siamo completamente al buio da più di un mese”, con il rimpallo di responsabilità tra il Comune di Aprilia e il gestore dell’illuminazione, la Engie. “Non ci sono soldi, ci rispondono”.
I cittadini di Fossignano si autotassano
Così i cittadini si sono autotassati, acquistando materiali per intervenire almeno sulle buche più pericolose. Un gesto che rivendicano con orgoglio ma anche con amarezza: “Non è normale che i cittadini debbano sostituirsi al Comune”.
E ancora: “Questo gesto non vuole sostituire la manutenzione pubblica… ma è un grido d’allarme”.
Il punto, infatti, non è solo la strada rattoppata, ma ciò che rappresenta.
Da una parte una comunità che “non si arrende” e che, come scrivono, “dimostra ancora una volta di essere più forte dei problemi”.
Dall’altra un’amministrazione percepita come distante, incapace di garantire interventi “seri, programmati e duraturi”.
Nel quartiere Fossignano la mobilitazione ha assunto i contorni di una battaglia civile.
“Anche il Comune di Aprilia faccia la sua parte”
“Tutti uniti per una battaglia di civiltà, noi non molliamo – avanti tutta”, è l’appello che chiude il loro racconto. Sullo sfondo, neanche troppo velato, il riferimento alle prossime elezioni.
Resta però una linea che gli stessi cittadini non vogliono oltrepassare: l’orgoglio per quanto fatto non cancella la richiesta di responsabilità pubblica.
“La sicurezza non è negoziabile”, scrivono. E se è vero che “i cittadini hanno fatto la loro parte”, ora, avvertono, “tocca al Comune fare la propria”.
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