Il progetto che si è fermato
La vicenda ruota attorno alla proposta presentata dalla società DESA Immobiliare nei mesi scorsi per realizzare una nuova e grande struttura di vendita alimentare nella zona di Colle Volterra, in via dell’Acqua Acetosa.
In parole più semplici, un nuovo supermercato di dimensioni rilevanti, con opere collegate, parcheggi e sistemazione dell’area.
Il Comune di Ciampino, però, ha chiuso il procedimento con un rigetto netto lo scorso 18 marzo, sulla base soprattutto del parere negativo della Soprintendenza Archeologica che ha espresso il proprio dissenso qualificato.
Nel documento si legge infatti che la decisione produce “l’effetto del rigetto della domanda”.
Il supermercato, almeno per come era stato progettato, non si farà. Non perché mancasse solo una firma o un passaggio tecnico secondario, ma perché l’impianto complessivo dell’intervento non ha convinto il Municipio nei suoi punti più delicati.
Perché il Comune di Ciampino ha detto no
A pesare è stato soprattutto il giudizio negativo arrivato sul fronte paesaggistico e archeologico.
Il documento richiama un parere molto severo. L’area viene descritta, dalla Soprintendenza, come a “alto rischio archeologico” e addirittura ad “alto potenziale archeologico” per la presenza, nelle vicinanze, di antichi percorsi e di ritrovamenti già noti.
Tra quelli citati ci sono una cisterna di epoca romana e strutture legate alla Villa di Voconio Pollione.
Ma non è solo una questione di sottosuolo.
Il progetto è stato criticato anche per il modo in cui si inseriva nello spazio urbano e nel paesaggio.
Nel testo compaiono espressioni molto dure. Si parla di
“totale mancanza di pianificazione logica della viabilità” e di “assenza di una logica compositiva che abbia a cuore la tutela del paesaggio e dei suoi caratteri identitari”.
Parole che rendono bene il senso della bocciatura. Chi ha esaminato il piano ha ritenuto che l’intervento fosse troppo pesante per quell’area e poco attento al contesto.
Troppo cemento, poco verde
Uno dei punti più forti del provvedimento riguarda l’equilibrio tra costruito e spazi aperti.
Nel documento del Comune di Ciampino si invita a ripensare il progetto per “limitare significativamente il consumo di suolo” e per fare in modo che “sia il verde a prevalere sul cemento, e non viceversa”. È una frase chiave. E racconta bene il senso politico e urbanistico della decisione.
Il problema, dunque, non era soltanto l’idea di aprire un supermercato, era soprattutto come quel supermercato sarebbe dovuto sorgere.
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Troppi spazi pavimentati, troppi parcheggi in superficie, poca integrazione con l’ambiente circostante.
Per questo viene chiesto di ridurre al minimo le aree asfaltate e di puntare, eventualmente, su soluzioni diverse, come più verde e parcheggi interrati.
Un progetto mai davvero corretto
C’è poi un altro elemento che pesa molto nel racconto di questa storia: alla società proponente è stato dato tempo per rivedere il piano.
Il Comune di Ciampino ricostruisce diversi rinvii e diverse sospensioni. In sostanza, ci sono stati mesi utili per correggere le criticità segnalate. Il termine ultimo indicato è arrivato fino al 30 gennaio 2026.
Secondo il provvedimento, però, quelle modifiche sostanziali non sono mai arrivate davvero.
Il testo lo dice in modo esplicito: la società
“non ha apportato, al progetto iniziale, le sostanziali modifiche ed adeguamenti richiesti”. E ancora: il dissenso espresso sull’intervento “non è stato superato”.
Tradotto, significa questo: non si è arrivati a una versione nuova e convincente del progetto. E senza una correzione profonda, il semaforo verde non è mai potuto scattare.
Il nodo della zona scelta
La scelta dell’area non è un dettaglio secondario.
Via dell’Acqua Acetosa e la zona di Colle Volterra sono descritte come un punto sensibile. Da una parte c’è il valore del paesaggio, dall’altra c’è la possibilità che il terreno conservi tracce importanti del passato.
È questo intreccio tra presente e storia a rendere più complessa qualsiasi trasformazione urbanistica.
In casi come questo, il messaggio che arriva dagli atti è chiaro: costruire si può solo se il progetto dimostra di rispettare davvero il luogo.
Non basta occupare uno spazio libero, bisogna anche spiegare in che modo quell’intervento cambia il volto dell’area e quale segno lascia. Su questo punto, il piano del supermercato non ha superato l’esame.
Cosa succede adesso
Al momento il dato politico e amministrativo è netto: il Comune di Ciampino ha chiuso il procedimento con una conclusione negativa.
La domanda è stata respinta.
Questo vuol dire che il supermercato, nella forma presentata, resta fermo. L’atto lascia aperta solo la possibilità per la società di presentare osservazioni entro dieci giorni e poi, eventualmente, di contestare la decisione nelle sedi competenti.
Ma la sostanza della vicenda non cambia: o arriva un progetto profondamente diverso, più leggero, più verde e più compatibile con l’area, oppure quel maxi intervento resta bocciato e bloccato.
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