Il Comune di Pomezia ha infatti nominato il presidente del Collegio Consultivo Tecnico, un organismo chiamato a seguire da vicino la fase più delicata del cantiere del nuovo teatro e del centro espositivo.
L’obiettivo, al di là del linguaggio amministrativo, è semplice: evitare inciampi, superare i problemi che possono rallentare i lavori e accompagnare l’opera fino al traguardo, per evitare che l’importante e attesissima opera subisca uno stop che potrebbe rivelarsi drammatico.

La mossa del Comune di Pomezia per non perdere il treno
Il documento comunale non annuncia nuovi lavori clamorosi. Non è il via a un altro lotto del cantiere, non è neppure l’inaugurazione tanto attesa. È però un passaggio che dice molto sul momento che sta vivendo il progetto.
Il Comune di Pomezia scrive che
“per tale intervento risulta necessario procedere alla costituzione del Collegio Consultivo Tecnico”.
Tradotto: il teatro è un’opera importante, ancora aperta, e serve una struttura tecnica capace di seguire i nodi che possono emergere nel percorso finale del cantiere. Ogni rallentamento, difatti, rischia in questa fase di risultare decisamente problematico.
In concreto è stato affidato all’ingegner Claudio Dello Vicario l’incarico di presidente del Collegio.
La sua figura si inserisce in un organismo già avviato, con un componente indicato dal Comune e uno indicato dall’impresa che sta eseguendo i lavori.
Il senso dell’operazione è chiaro: tenere il cantiere sotto controllo in una fase in cui il tempo pesa.

Cosa farà il collegio “salva-teatro”
Chi legge può chiedersi a cosa serva davvero questo collegio tecnico.
La risposta, al netto dei tecnicismi, è molto concreta: dovrà aiutare il progetto a non fermarsi, affrontare i problemi che possono nascere durante i lavori, favorire soluzioni rapide quando c’è da decidere. E infine dovrà farlo prima che ogni criticità si trasformi in un blocco vero e proprio.
In un cantiere finanziato con risorse PNRR questo passaggio pesa ancora di più.
I tempi sono stretti, le scadenze contano e ogni ritardo può avere conseguenze serie.
Per questo la scelta del Comune di Pomezia va letta come una mossa di protezione del progetto. Non un dettaglio secondario, ma un segnale politico e amministrativo: il teatro va portato a termine e va fatto senza perdere terreno.
Un progetto che vale oltre 9 milioni di euro
Il teatro comunale di Pomezia non è una piccola opera di quartiere.
Nella pagina ufficiale dedicata al programma PINQuA “Pomezia Cresce”, aggiornata il 26 gennaio 2026, il Comune indica per l’intervento un valore di 9.119.292,06 euro e lo classifica ancora come “lavori in corso”.
La stessa scheda racconta che il progetto prevede non solo il teatro, ma anche un museo archeologico da 2.500 metri quadrati, una scuola di danza e recitazione, un parco urbano, un bookshop, un caffè e il recupero del capannone industriale legato all’area.

Questo significa che la partita non riguarda soltanto un edificio. Riguarda un nuovo polo culturale. Un luogo che nelle intenzioni dovrebbe cambiare volto a una parte della città e offrire spazi oggi assenti. È anche per questo che ogni passaggio pesa più del solito. Il teatro, a Pomezia, non è solo un cantiere. È una promessa pubblica.
I lavori già affidati e il nodo dei tempi
Sul piano operativo, il cantiere ha già una storia alle spalle. L’appalto per il completamento del teatro e del centro espositivo era stato aggiudicato il 3 aprile 2024 per 5.870.393,64 euro al raggruppamento formato da Albarelli Walter Srl e 3DI Spa. Nel documento comunale si ricorda anche che il contratto è stato firmato l’11 giugno 2024.
Più avanti, nel 2025, una delle società del raggruppamento ha deciso di uscire. Un passaggio che racconta come il percorso non sia stato lineare.
È proprio in questo quadro che la nomina del collegio assume un significato più forte. Quando un’opera strategica entra nella fase decisiva, il problema non è soltanto costruire. È arrivare in fondo senza altri stop.
Il contesto PNRR e la corsa finale
C’è poi un elemento che rende tutto ancora più sensibile. Il 16 marzo 2026 il Ministero delle Infrastrutture ha ufficializzato la proroga al 30 giugno 2026 delle scadenze di propria competenza previste per marzo per i progetti PINQuA. Il ministero ha spiegato che la scelta serve a “salvaguardare risorse strategiche, tutelare gli investimenti e garantire il completamento degli interventi”. È una frase che si incastra perfettamente con il caso Pomezia.
In altre parole, il tempo in più c’è. Ma non è infinito. E il Comune sembra esserne pienamente consapevole. Il collegio tecnico nasce proprio dentro questa finestra finale. Con un compito preciso: accompagnare il progetto verso la chiusura senza far saltare il banco.
Perché questa nomina conta davvero
Il cuore della notizia sta tutto qui. Pomezia sta cercando di salvare il suo teatro prima ancora che la sua immagine pubblica. Sta cercando di evitare che un’opera simbolica, finanziata con soldi importanti, resti sospesa tra promesse, ritardi e attese. Il documento comunale lo dice in modo freddo. Ma il messaggio politico è molto chiaro. Il teatro va portato a termine. E per farlo serve una regia tecnica più forte.
Il punto, quindi, non è soltanto chi sia stato nominato. Il punto è perché sia stato fatto ora. La risposta è semplice. Perché il Comune vuole evitare che il nuovo teatro di Pomezia resti un’opera incompiuta proprio sul rettilineo finale.
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