Dal 24 marzo fino al 27 dicembre 2026 inclusi (salvo slittamenti) sono infatti previsti i lavori per il completamento della rete fognaria nella zona, con modifiche pesanti alla circolazione, divieti di sosta e possibili chiusure temporanee lungo sette strade del quartiere.
Le sette strade coinvolte
Le strade indicate nell’ordinanza comunale sono sette. Si tratta di
- via Monachelle Vecchia,
- via Casamenti,
- via Carpi,
- via Faenza,
- via delle Monachelle,
- via Ranchio,
- via Sassuolo.
È su questa rete viaria che i lavori avranno un impatto diretto. Per chi vive nella zona, il dato più importante è proprio questo.
Non si parla di un intervento isolato, ma di un cantiere diffuso, destinato a interessare più punti del quartiere.
In pratica, il completamento della rete fognaria richiederà una presenza costante di mezzi, operai, segnaletica e limitazioni lungo strade che fanno parte della vita quotidiana dei residenti.
Come cambierà la viabilità
L’ordinanza comunale prevede una serie di misure che renderanno il traffico più complicato rispetto alla normalità.
È previsto il divieto temporaneo di sosta con rimozione forzata, il senso alternato di marcia regolato da semafori mobili o da movieri e, in alcuni momenti, anche il divieto temporaneo di transito, con percorsi alternativi per gli automobilisti.
Resta comunque prevista la possibilità di accesso ai residenti per raggiungere casa o il luogo di lavoro.
La ditta incaricata dovrà posizionare la segnaletica con almeno 48 ore di anticipo rispetto all’avvio dei lavori e dovrà delimitare l’area di cantiere, rendendola visibile anche di notte.
Dovranno inoltre essere usati, quando necessario, movieri o impianti semaforici temporizzati per regolare il traffico locale in sicurezza.
Il ricorso in Tribunale di tre residenti
Attorno a questa vicenda, si è aperto anche un fronte giudiziario.
Tre residenti della zona avevano presentato ricorso contro il decreto con cui Acea Ato 2, per conto del Comune di Pomezia , aveva disposto l’occupazione d’urgenza di alcune aree per il cantiere.
Il Tribunale Amministrativo regionale (TAR) del Lazio, però, non è entrato nel merito della contestazione e ha dichiarato il ricorso irricevibile perché depositato oltre i termini previsti.
Nella sentenza si legge infatti che il Tribunale “dichiara l’irricevibilità del ricorso”. In questo quadro, dunque, il percorso amministrativo dei lavori prosegue.
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