Ad oggi sono 24 le segnalazioni confermate, distribuite tra
- Aprilia,
- Fondi,
- Formia,
- Latina,
- Sabaudia,
- Sermoneta,
- Campodimele,
- Priverno,
- Lenola,
- Terracina.
Sei pazienti risultano ricoverati in reparti ordinari, tutti in condizioni stabili.
L’infezione è causata dal virus HAV e si trasmette per via oro-fecale, principalmente attraverso acqua o cibi contaminati oppure contatti stretti con persone infette.
Sotto accusa le cozze servite in alcuni ristoranti
Tra i fattori sotto osservazione, la ASL di Latina ha evidenziato un possibile legame tra i casi di Epatite A e il consumo di cozze servite in alcuni ristoranti della provincia pontina.
Gli allevamenti e i locali che distribuiscono questi molluschi sono oggetto di controlli straordinari.
La ASL di Latina ha già attivato verifiche rigorose:
“Tra le attività già realizzate rientrano la pianificazione e l’esecuzione di rigorosi controlli negli esercizi di ristorazione e in punti vendita della provincia pontina”.
Nella nota diffusa dall’Azienda si legge:
“È in fase di valutazione con la Regione Lazio l’attivazione un piano di monitoraggio straordinario degli allevamenti di molluschi del territorio per un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi”.
Istituita una task force
LA Asl Latina ha comunicato anche che:
“È stata prontamente istituita una task force aziendale multidisciplinare, coordinata dalla Direzione Generale e composta dal Dipartimento di Prevenzione, il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp), la Struttura di Igiene Alimenti di origine animale, nonché l’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, in costante coordinamento con il SeReSMI (Servizio Regionale per la sorveglianza delle malattie infettive) e l’Area Promozione Salute e Prevenzione della Regione Lazio”.
Si estende l’allarme
La ASL ha inviato comunicazioni dettagliate ai Comuni e all’Ufficio scolastico provinciale per diffondere linee guida su prevenzione e contenimento del virus. L’obiettivo è garantire comportamenti corretti nelle scuole, nei ristoranti e negli spazi pubblici.
Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta, primi a entrare in contatto con i pazienti, sono stati informati sulle buone pratiche da diffondere ai cittadini.
È in fase di valutazione con la Regione Lazio l’attivazione di un piano straordinario di monitoraggio degli allevamenti di molluschi.
L’iniziativa mira a rafforzare le attività di controllo lungo tutta la filiera dei molluschi bivalvi, riducendo il rischio legato al consumo di cozze contaminate.
Come tutelarsi contro l’Epatite A
Per prevenire l’Epatite A è fondamentale adottare alcune semplici ma rigorose norme igienico-sanitarie, poiché il virus si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso alimenti o acqua contaminati.
Le autorità sanitarie raccomandano innanzitutto di lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone prima di mangiare e dopo aver utilizzato i servizi igienici.
È inoltre importante consumare solo cibi ben cotti, evitare frutti di mare crudi o poco cotti e lavare con attenzione frutta e verdura.
In contesti a rischio, è consigliato bere esclusivamente acqua potabile o imbottigliata. Un ruolo centrale nella prevenzione è svolto anche dalla vaccinazione, particolarmente indicata per chi viaggia in aree dove la malattia è più diffusa o per chi appartiene a categorie a rischio.
Il rispetto di queste misure contribuisce in modo significativo a ridurre la diffusione del virus e a tutelare la propria salute e quella pubblica.
Come si manifesta il virus dell’Epatite A e quanto è pericoloso
Il virus dell’Epatite A è un microrganismo che colpisce il fegato e provoca un’infiammazione generalmente temporanea.
Si tratta di una forma di epatite acuta che, nella maggior parte dei casi, si manifesta con sintomi come stanchezza, nausea, febbre e ingiallimento della pelle e degli occhi (ittero), ma che tende a risolversi spontaneamente senza conseguenze permanenti.
A differenza di altre epatiti virali, non diventa cronica. T
uttavia, può risultare più pericolosa per gli anziani o per chi ha già problemi al fegato, nei quali può causare complicazioni anche gravi, seppur raramente.
Proprio per questo, pur essendo spesso considerata una malattia a decorso benigno, richiede attenzione e adeguate misure di prevenzione.
Comunicazione e prevenzione integrate
La ASL di Latina ha infine riportato nella nota del 23 marzo che:
“continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione, mantenendo attivi i canali di comunicazione e la cooperazione interistituzionale per l’attuazione di interventi strategici ed integrati di prevenzione, controllo ed informazione chiara e tempestiva ai cittadini”.
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