Si allarga il fronte dei Comuni contrari
Dopo le mosse già viste in altri Comuni del territorio – Ardea, Ariccia e Pomezia – anche Genzano sceglie la strada del TAR.
L’amministrazione comunale ha deciso di affiancare Castel Gandolfo in un ricorso congiunto contro gli atti che hanno autorizzato l’impropriamente detto “termovalorizzatore” di Santa Palomba.
La notizia politica e amministrativa è questa. Il fronte dei Comuni contrari all’impianto si allarga ancora.
Genzano, infatti, ha approvato l’incarico ai legali (Claudio Tamburini e Claudio Sandulli) e ha stanziato 21mila e 500 euro circa per impugnare davanti al TAR le ordinanze del Commissario Gualtieri che hanno dato il via libera al progetto.
Il Comune di Castel Gandolfo parteciperà alla stessa azione e rimborserà metà delle spese sostenute da Genzano.
Che cos’è il PAUR e perché è così importante
Al centro dello scontro c’è il PAUR, sigla che per i non addetti ai lavori dice poco. In realtà è l’atto decisivo di tutta la vicenda.
Il PAUR, in parole semplici, è il provvedimento unico che concentra insieme i principali via libera necessari a far partire un’opera di questo tipo.
Dentro ci sono la valutazione ambientale, l’autorizzazione integrata ambientale e gli altri assensi tecnici e amministrativi indispensabili per costruire e far funzionare l’impianto.
Tradotto: quando arriva il PAUR, il progetto compie il salto più importante. Non è più soltanto un’ipotesi politica o industriale, diventa un’opera autorizzata, almeno sul piano amministrativo.
Ed è proprio quel passaggio che Genzano e Castel Gandolfo vogliono contestare davanti ai giudici.
Un progetto da 7,5 miliardi di euro
Nel documento del Comune di Genzano il senso della scelta emerge con chiarezza. L’amministrazione parla di un “termovalorizzatore di notevoli dimensioni” previsto “su un’area già compromessa a livello ambientale”. E richiama anche la volontà di verificare “profili di illegittimità del procedimento autorizzatorio nel suo complesso”.
Non abbiamo ancora potuto leggere il ricorso che verrà presentato al TAR, ma per come è stato descritto dal dirigente nella sua ordinanza si parla di un
“termovalorizzatore di notevoli dimensioni su un’area già compromessa a livello ambientale”.
Sinceramente sembra un po’ debole in relazione alle motivazioni che dovrebbero convincere i giudici a stoppare un progetto che è legato a un bando dal valore stimato di 7,5 miliardi di euro (costruzione e gestione).
Il problema principale dell’inceneritore è legato ai consumi idrici altissimi che porterebbero al collasso i laghi Albano e di Nemi e la falda idrica dei Colli Albani. Ma di tutto questo, nella Determina del dirigente, non v’è una minima traccia.
I cittadini sono schierati. E i politici da che parte stanno?
Nei comuni toccati dal tema inceneritore la volontà popolare è chiara: i cittadini sono contrari per gli enormi problemi e danni che un tale impianto provocherebbe al territorio, al problema della siccità, e non ultimo al discorso dell’economia circolare.
Senza contare quanto svalutate sarebbero tutte le proprietà nel raggio di diversi chilometri dal mostro brucia-rifiuti (così è visto dalla gente).
I politici locali sentono questa spinta popolare e sanno di non potersi esimere da un intervento. Ma c’è modo e modo di intervenire.
In maniera energica ed efficace, ad esempio, che è quello che i cittadini si aspettano. Con un ricorso serio, che venga reso pubblico sull’albo pretorio, per vedere se se la volontà politica è proprio quella dichiarata.
La speranza è che questi ricorsi, come anche i ricorsi presentati da altri comuni della zona, non siano una ‘opposizione di facciata’, solo per dire «Io ci ho provato!».
Quando girano 7,5 miliardi di euro, si muovono le segreterie nazionali dei partiti, i grandi gruppi industriali, gli interessi lobbistici e chi si mette contro di loro rischia di vedere stroncata la propria carriera politica. Conosciamo i nomi di molti onesti politici cacciati per aver voluto combattere in prima fila le battaglie dei cittadini.
Se ci permettiamo di insinuare un tale dubbio è soltanto perché temiamo purtroppo di leggere un copione già visto tantissime volte, dove il mondo della politica si è piegato agli enormi interessi a danno dei cittadini, che invece avrebbero dovuto essere difesi proprio dai loro eletti.
Speriamo sinceramente non sia questo il caso. A parlare saranno i risultati.
























