I cantieri sono partiti il 25 Febbraio 2026 all’interno del quadrante Roma Nord, in particolare nel quartiere Prati.
Il secondo flusso di lavori inizierà nel Luglio 2026 per inaugurare la tratta T1 con il nuovo capolinea provvisorio della Farnesina.
E siccome Roma non è stata costruita in un giorno, questi lavori per unire i quartieri della zona nord-ovest con le aree a sud-est al di fuori del raccordo, si stima che potrebbero durare all’incirca 10 anni.
Le Linee della Metro C
L’obiettivo è quello di collegare la città dalla linea est a quella nord-ovest, da Pantano fino alla Farnesina, per un totale di circa 29 chilometri e 31 stazioni.

In questo modo i residenti della periferia est della Capitale potranno spostarsi facilmente nel quadrante nord-ovest della città, grazie a una metro completamente automatica, senza conducente, pensata per rivoluzionare il trasporto pubblico romano e alleggerire il traffico di superficie.
Le nuove tratte della Linea C allungheranno il tracciato di 7 km e costeranno oltre 3 miliardi di euro.
Ad oggi le stazioni già attive sono 24, partendo da Pantano per arrivare fino al cuore archeologico della città, mentre le fermate più recenti del Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia sono state inaugurate nel dicembre 2025.
Il cuore dei lavori che interesseranno le nuove fermate, si giocheranno nel centro storico e nell’area di Roma Nord.

I lavori sono suddivisi in due tratte:
- Tratta T2 (Venezia – Mazzini): che comprende 4 nuove stazioni nel centro storico;
- Tratta T1 (Mazzini – Farnesina): che comprende 2 stazioni verso nord, con un possibile prolungamento fino a Grottarossa.
Le fermate si snodano nei punti più simbolici e nevralgici della realtà: la linea collegherà Piazza Venezia, Chiesa Nuova, San Pietro e Ottaviano dove avverrà il cambio con la Metro A. proseguirà poi per Clodio/Mazzini, Auditorium e Farnesina.
La tratta tra Mazzini e Farnesina sfiderà per due volte il passaggio della metropolitana sotto il Tevere.

Le gallerie sotterranee del fiume passeranno 25 metri sotto al suo alveo: un progetto che una volta realizzato, riscriverebbe la viabilità romana.
Piazza Venezia: la fermata più delicata della Metro C
La fermata di Piazza Venezia è il punto centrale ma anche più complicato del progetto, qui i lavori restano i più difficili e delicati a causa dei reperti archeologici sotterranei.
È questo il punto della città dove sembrava quasi impossibile far dialogare innovazione e antichità, ma che ad oggi sta trasformando le future fermate in vere e proprie “stazioni museo” sul modello del Colosseo e San Giovanni.
Nella stazione di Piazza Venezia sorgerà una delle stazioni più profonde e archeologicamente complesse d’Europa. Ma tutto questo ha un prezzo: tempi lunghi, costi in aumento e una città costretta a convivere con cantieri per anni.
La viabilità, i parcheggi e la limitazione degli spazi sono le conseguenze che si troveranno a pagare i romani.

Tempi e costi della Metro C
La vera incognita del progetto de “la metropolitana del futuro” è sicuramente il costo complessivo e il tempo massimo per la fine dei lavori.
Secondo le ultime stime, la fine del progetto potrebbe arrivare fino agli anni 2036- 2037.
Il costo per il completamento fino alla Farnesina supera i 2,5 miliardi di euro, con ulteriori fondi necessari per eventuali prolungamenti.
Un altro fattore da non sottovalutare è quello del tempo, in quanto la natura della città di Roma è di per sé unica e complessa nel suo genere.
Ogni ritrovamento archeologico nel sottosuolo e un qualsiasi intoppo tecnico dovuto a tale scoperta, può rischiare di rallentarne l’opera.
Disagi e viabilità
L’apertura dei nuovi cantieri sta già cambiando la viabilità in diverse zone della città, con restringimenti, sensi unici e deviazioni del trasporto pubblico, soprattutto tra Piazza Venezia, Prati e il lungotevere.
Una situazione che i residenti conoscono bene: traffico, rumore e tempi di percorrenza più lunghi. Un’opera necessaria ma i cui lavori sono piuttosto impattanti sulla qualità della vita.

Eppure, nonostante tutto, la Metro C resta un’infrastruttura considerata fondamentale. Non solo per la mobilità, ma anche per l’impatto economico. Nelle zone dove sono le nuove fermate, la presenza della metro fa registrare una crescita economica per le attività locali e un notevole aumento di valore per gli immobili.
Il problema, semmai, è il tempo. Perché se è vero che la Metro C promette di cambiare Roma, è altrettanto vero che Roma continua ad aspettarla da oltre vent’anni.
E mentre i macchinari si preparano a scavare ancora, la domanda resta sempre la stessa: stavolta sarà davvero quella buona?
La realizzazione delle nuove fermate, in particolare la stazione Piazza Venezia, rappresenta una sfida ingegneristica e archeologica.
In una città come Roma è difficile scavare senza rinvenire un qualsivoglia reperto storico di migliaia di anni fa, e proprio per questo motivo a lunghi periodi di lavoro possono seguire tantissimi anni di stop.
Tra rallentamenti e ritrovamenti archeologici, si riscrivono tempi e progetti, e per una metropoli che è costruita sopra delle rovine antiche, il piano di costruire una metro sotterranea e lunghissima come la Metro C, si fa davvero ambizioso.
La Metro C e l’impatto ambientale
Se da un lato verrà ampliata la flotta dei treni disponibile alla metro, includendo 17 nuovi acquisti per il 2027, dall’altro la Metro C sarà una Metro automatica e senza conducente.
Il mezzo potrà trasportare fino a 24.000 passeggeri all’ora per ogni direzione, e rappresenterà un importante passo in avanti alla cura dell’ambiente e alla riduzione dello smog.
Si prevede una riduzione complessiva di 310.000 tonnellate di C02, un numero estremamente significativo che sarà dovuto inevitabilmente a un’eliminazione importante del traffico su strada.
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