Una scorciatoia privata verso la spiaggia scoperta con il drone
La discesa a mare abusiva è stata individuata durante un controllo della Polizia Locale di Anzio. A fare la differenza è stato l’uso di un drone. Dall’alto è emersa chiaramente la presenza di uno scivolo in cemento che dal giardino di un edificio arrivava fino all’arenile.
Una soluzione comoda. Diretta. Ma completamente priva dei necessari permessi. L’opera è stata realizzata su area demaniale, quindi pubblica, senza concessione.
Il titolare si sarebbe difeso dicendo che “Così fan tutti”, per dirla alla Mozart.
L’accesso è stato subito interdetto. Transenne e cartelli segnalano il sequestro giudiziario.
Il monitoraggio della costa con l’ausilio dei droni
Il monitoraggio della costa è diventato più capillare. I droni permettono di osservare tratti di litorale difficili da controllare da terra. Proprio così è stato possibile individuare la rampa.
Dopo la segnalazione visiva, gli agenti sono intervenuti direttamente. Hanno verificato la struttura e accertato l’assenza di titoli autorizzativi.
A quel punto è scattato il sequestro. La vicenda è stata trasmessa all’autorità giudiziaria.
Un’abitudine diffusa che diventa problema
La frase pronunciata per giustificare l’intervento abusivo racconta un atteggiamento diffuso. L’idea che piccoli interventi sulla costa siano tollerati. O che comunque passino inosservati.
Non sempre è così. E il caso di Anzio lo dimostra. I controlli si stanno intensificando.
L’uso della tecnologia amplia le possibilità di verifica. La percezione di impunità rischia quindi di scontrarsi con una realtà diversa. Più attenta. Più sistematica.
Il problema dei confini tra proprietà privata e demanio marittimo
L’episodio non resta isolato sul piano operativo. La Polizia Locale di Anzio ha avviato una ricognizione più ampia su tutta la fascia costiera.
Al momento non risultano altri interventi simili. Ma il monitoraggio continua.
C’è però un problema di confini tra proprietà privata e demanio marittimo.
In molte zone costiere, come anche a Nettuno, le mappe storiche non sono sempre precise. Le vecchie cartografie non riflettono la situazione attuale.
Questo ha creato nel tempo margini di incertezza. E in alcuni casi ha favorito interventi non autorizzati o sconfinamenti. Senza controlli approfonditi, alcune occupazioni sono passate inosservate per anni.
Un intero edificio che potrebbe trovarsi su terreno demaniale
Con l'implantologia computer guidata, alternativa meno invasiva alla classica
Durante i primi rilievi è emersa anche una situazione più rilevante: un edificio costruito anni fa potrebbe insistere su un’area che risulta appartenere al demanio marittimo.
Un’ipotesi che richiede conferme. Solo la revisione ufficiale delle mappe potrà chiarire definitivamente la posizione.
Per chiarire la situazione è stata avviata una revisione della linea costiera insieme all’Agenzia del Demanio. Si tratta di un passaggio tecnico ma decisivo.
Serve a stabilire con precisione dove finisce il privato e dove inizia il pubblico.
Un caso similare aveva riguardato una struttura ricettiva di Anzio accusata di aver piantato ombrelloni sulla spiaggia, di proprietà demaniale, senza averne la concessione. Da un controllo delle mappe catastali era però risultato che in realtà gli ombrelloni si trovavano su proprietà privata, al di qua del confine demaniale.
























