Il Comune ha approvato un intervento da 100mila euro per riallestire i servizi igienici nel locale esistente dei Giardini Petrucci, con l’obiettivo di rimetterli pienamente in funzione nel 2026.
Anche se ufficialmente i bagni sono aperti e funzionanti, secondo gli orari di apertura dei Giardini Petrucci, molti cittadini segnalano di averli trovati chiusi. Segnalati anche problemi per lo stato di manutenzione e pulizia dei servizi.
Il progetto approvato dal Comune di Pomezia
La notizia è concreta e riguarda un servizio che in una città conta molto più di quanto spesso si pensi.
Nei giardini pubblici di Piazza Indipendenza è previsto infatti l’“allestimento servizi igienici in fabbricato esistente”, come si legge negli atti comunali.
In altre parole, il Comune di Pomezia ha messo nero su bianco il pieno ripristino dei bagni pubblici in un’area frequentata da famiglie, bambini, anziani e cittadini che ogni giorno vivono quello spazio.
L’investimento previsto è di 100mila euro. La cifra servirà a rimettere in sesto l’immobile già esistente e i servizi al suo interno.
Non si tratta quindi di costruire da zero una nuova struttura, ma di recuperare uno spazio già destinato a questo uso.
Significa ridare una perfetta funzione pubblica a un edificio già presente, con tempi potenzialmente più rapidi e con un impatto più immediato sulla vita quotidiana del quartiere.
I costi e i tempi
Il costo dei lavori è stato indicato nella somma complessiva di 100mila euro.
La previsione, che è anche la speranza, è quella di arrivare all’avvio dei lavori già nel 2026.
Questo significa che il percorso amministrativo è stato incardinato e che ora la sfida passa alla fase operativa: progettazione esecutiva, lavori e riapertura. Il progetto è inserito nel Piano triennale dei Lavori Pubblici approvati dal Comune a fine 2025.
Bagni pubblici legati ai Giardini Petrucci
La mancanza di servizi igienici in luoghi di aggregazione è uno di quei problemi che si notano subito, e che pesano soprattutto sulle persone più fragili: famiglie con bambini piccoli, persone anziane, cittadini con particolari esigenze.
I bagni pubblici che si trovano sul lato est di Piazza Indipendenza, all’interno dell’area dei Giardini Petrucci, osservano l’orario di apertura ore 9-12 e 16-20, almeno questa è l’ultima indicazione ufficiale che abbiamo trovato.
La storia dei bagni: ristrutturati e poi distrutti in pochi anni
Dietro questo nuovo intervento c’è quindi una storia che a Pomezia molti ricordano. I bagni pubblici sono già stati sistemati in passato. C’era stato un recupero, c’era stata la volontà di restituire il servizio alla città. Ma quella esperienza non ha retto nel tempo.
La struttura dei servizi igienici fu interamente ristrutturata già nel 2015 (amministrazione Fucci), mentre il parco dei Giardini Petrucci è stato nuovamente inaugurato, dopo una importante ristrutturazione, nel 2022 dal sindaco Zuccalà.

Nel giro di circa cinque anni, però, il degrado, i danneggiamenti e l’abbandono hanno finito per rovinare quanto era stato fatto. Quello che doveva essere un servizio utile è tornato presto a essere un simbolo di spreco e incuria. È questa la ferita che il nuovo progetto prova a chiudere.
La vicenda dice molto anche su un altro aspetto. Non basta ristrutturare, serve poi conservare, controllare, mantenere.
Un bagno pubblico, più di altri spazi, ha bisogno di gestione continua, altrimenti il rischio è di ripetere lo stesso copione: investimento iniziale, riapertura, deterioramento, chiusura.

La vera sfida dopo i lavori
Il nuovo stanziamento rappresenta dunque una ripartenza. Ma sarà decisivo capire come il servizio verrà protetto e mantenuto nel tempo.
La riapertura tra 2026 e 2027 sarà il primo banco di prova. Il secondo, ancora più importante, arriverà dopo, cioè nei mesi e negli anni successivi, quando si vedrà se la struttura riuscirà a restare decorosa, funzionante e accessibile.
È qui che si misurerà davvero il successo dell’intervento. Perché i cittadini non chiedono solo l’annuncio di un’opera, chiedono che funzioni e che resti utilizzabile nel tempo.
I bagni pubblici sono un servizio essenziale. Quando mancano, se ne accorgono tutti, quando tornano, possono cambiare il modo in cui uno spazio viene vissuto.
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