Il caso dei pasti non serviti nelle mense scolastiche ad Ardea
A denunciare la situazione è il consigliere comunale di opposizione Niko Martinelli, che racconta di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte dei genitori.
Il problema riguarda la decisione della ditta appaltatrice di interrompere la fornitura dei pasti agli alunni considerati morosi.
Secondo quanto riferito, però, il provvedimento avrebbe avuto effetti più ampi. Alcuni bambini, pur essendo in regola con i pagamenti, si sarebbero ritrovati senza pranzo.
Martinelli descrive così quanto accaduto:
“Il caos che ne è seguito ha lasciato senza pranzo anche bambini con i pagamenti in regola. Bambini che sono andati a scuola la mattina, come tutti gli altri, e a mezzogiorno si sono ritrovati senza un pasto”.
La denuncia dell’opposizione
Il consigliere sottolinea di essersi recato personalmente negli uffici comunali per ottenere chiarimenti e cercare una soluzione. Ha chiesto copia del contratto d’appalto, ma racconta di aver ricevuto una risposta “burocratica”:
“Ho chiesto copia del contratto d’appalto. La risposta? Accesso agli atti formale. Attendere fino a 10 giorni. Burocrazia pura, mentre i bambini stanno a scuola senza mangiare”.
Per Martinelli il nodo non è solo amministrativo, ma soprattutto politico. Punta il dito contro la gestione della vicenda e contro l’assenza di interventi immediati.
“Non è compito delle scuole escludere i bambini dai pasti. Non è loro la responsabilità di guardare un bambino in faccia e dirgli che oggi non mangia. Quella responsabilità è politica”.
Il tema dei morosi e le responsabilità
La questione dei mancati pagamenti del servizio mensa resta centrale. Il consigliere riconosce l’esistenza del problema, ma contesta le modalità con cui è stato affrontato:
“Il compito della politica non è spiegare le clausole contrattuali. Non è nascondersi dietro la burocrazia. È trovare soluzioni”.
Secondo Martinelli, il Comune sarebbe dovuto intervenire subito per garantire il servizio, indipendentemente dalle posizioni debitorie delle famiglie, attivando strumenti alternativi per il recupero dei crediti.
La politica, secondo Martinelli deve trovare soluzioni, non nascondersi nella burocrazia:
“È sedersi a un tavolo, chiamare la ditta, tutelare i bambini e risolvere il problema oggi — non tra dieci giorni”.
Le segnalazioni dei genitori
Alle parole del consigliere si aggiungono le testimonianze dei cittadini. Alice Mancini segnala un ulteriore elemento critico:
“Vorrei aggiungere che quel giorno i pasti sono stati scalati a tutti, anche ai morosi, ma nonostante ciò non sono stati serviti”.
Una situazione che, secondo quanto riferito, avrebbe coinvolto bambini tra i 7 e i 10 anni.
Anche altri genitori e residenti intervengono nel dibattito. C’è chi sottolinea che il problema dei morosi esiste ovunque, ma che non può tradursi in un’interruzione del servizio. Altri chiedono il rispetto del capitolato d’appalto e un intervento diretto del Comune.
Critiche alla gestione e richiesta di trasparenza
Diverse osservazioni riguardano anche la trasparenza e la gestione del servizio. Alcuni cittadini evidenziano la necessità di rendere più accessibili i documenti e di coinvolgere maggiormente gli organismi scolastici, come la commissione mensa.
Martinelli, rispondendo ai commenti, ribadisce la necessità di fare chiarezza:
“Il bando è pubblico e dovrebbero essere sul sito del comune una serie di informazioni ma nel nostro sembrano irrintracciabili”.
E aggiunge:
“Proprio per capire se il problema potesse essere risolvibile, ma auguravo di avere accesso al contratto velocemente, e poter fare una azione politica, così potrò solamente attendere”.
Il clima politico e le polemiche
La vicenda si inserisce in un contesto politico già acceso. Il consigliere critica anche l’assenza della maggioranza, impegnata all’estero per un gemellaggio.
“Nel frattempo, l’intera maggioranza è in Germania per un gemellaggio, quello stesso gemellaggio che fino a ieri non interessava a nessuno”.
Al momento non risultano soluzioni immediate. Martinelli annuncia che procederà con la richiesta formale degli atti, pur consapevole dei tempi necessari:
“Firmerò la richiesta. Aspetterò i miei 10 giorni. Ma voglio che Ardea sappia che c’è chi preferisce i cavilli ai bambini”.
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