La crescita che non basta
I dati elaborati da Unioncamere insieme al Centro Studi Guglielmo Tagliacarne raccontano un’Italia che si muove a due velocità. Nel 2024 il reddito disponibile delle famiglie aumenta, rispetto al 2023, quasi ovunque. Cresce del 2,98% a livello nazionale.
Nel Mezzogiorno l’aumento è ancora più marcato, con un +3,38%.
Anche il Lazio segue questa tendenza. Qui il reddito complessivo delle famiglie sale del 3,01%. Un dato leggermente sopra la media del Centro Italia.
Si tratta di un segnale positivo. Significa che le famiglie hanno, almeno sulla carta, più capacità di spesa rispetto all’anno precedente, anche se nella realtà bisogna poi confrontare il dato con quello dell’inflazione oltre ad indagare su dove è finita davvero questa ricchezza in più.
Roma resta locomotiva
restando nei freddi numeri possiamo affermare che a trainare il Lazio è soprattutto la provincia di Roma che si conferma tra le province più forti del Paese. Nel 2024 il reddito disponibile complessivo supera i 112 miliardi di euro, con una crescita del 3,09%.
Ancora più significativo è il dato pro capite. Roma si colloca all’undicesimo posto nazionale con oltre 26.700 euro per abitante. Un valore che riflette il peso economico della Capitale. Qui si concentrano servizi, attività direzionali e lavori meglio retribuiti.
Lo studio lo spiega chiaramente: le grandi città restano “hub di potenzialità”. Offrono stipendi più alti. Ma hanno anche un costo della vita più elevato.
Latina cresce ma resta indietro
Più complessa la situazione per la provincia di Latina. Anche qui il reddito cresce. Nel 2024 si registra un aumento del 3,10%. Un dato in linea con quello della Capitale.
Ma il livello resta più basso. Il reddito pro capite si ferma a circa 18.800 euro. Questo colloca la provincia al 74esimo posto in Italia.
La distanza con Roma è evidente. Parliamo di quasi 8mila euro in meno a persona. Un gap che pesa sulle famiglie e sui consumi.
Latina migliora leggermente la sua posizione in classifica, ma resta nella parte bassa della graduatoria nazionale. Un segnale che la crescita, pur presente, non è ancora sufficiente a cambiare davvero il quadro.
Le altre province laziali
Anche le altre province del Lazio mostrano dinamiche simili. Viterbo e Frosinone registrano aumenti più contenuti, poco sopra il 2,2%. Rieti cresce invece del 3,26%.
Sono numeri che confermano una certa vivacità. Ma che non bastano a ridurre il divario con le aree più sviluppate del Paese.
In particolare Frosinone resta tra le province con redditi più bassi: poco sopra i 15.900 euro pro capite. Un dato che la colloca tra le 6 province più ‘povere’ d’Italia.
Nord e Sud sempre lontani
Il confronto con il resto d’Italia resta impietoso. Milano guida la classifica con oltre 36mila euro pro capite. Quasi il doppio rispetto a molte province del Sud. Per trovare la prima provincia meridionale bisogna scendere fino al 62° posto, dove c’è Bari.
La classifica dei redditi resta quasi immobile. Le prime posizioni sono sempre le stesse: Milano, Bolzano, Monza, Bologna. Anche Roma resta stabilmente tra le prime, mentre Latina e le altre province laziali faticano a risalire.
Ecco la classifica in base al reddito procapite delle famiglie nel 2024:
1 Milano € 36.157,95
2 Bolzano € 32.670,92
3 Monza e della Brianza € 30.182,05
4 Bologna € 29.190,88
5 Parma € 27.816,90
6 Genova € 27.598,99
7 Firenze € 27.363,43
8 Reggio Emilia € 27.013,44
9 Torino € 26.925,97
10 Modena € 26.738,30
11 Roma € 26.725,36
12 Trieste € 26.383,01
13 Cuneo € 26.358,59
14 Trento € 26.053,96
15 Valle d’Aosta € 25.749,67
16 Forlì-Cesena € 25.663,02
17 Savona € 25.614,65
18 Vicenza € 25.401,09
19 Pordenone € 25.315,80
20 Verona € 25.213,58
21 Belluno € 25.203,27
22 Lecco € 25.159,57
23 Ravenna € 25.086,70
24 Rimini € 25.081,05
25 Venezia € 24.997,21
26 Padova € 24.890,79
27 Bergamo € 24.778,53
28 Biella € 24.774,08
29 Lucca € 24.761,67
30 Udine € 24.760,21
31 Livorno € 24.677,91
32 Siena € 24.444,77
33 Prato € 24.430,21
34 Piacenza € 24.380,30
35 Cagliari € 24.225,97
36 Pesaro e Urbino € 24.095,03
37 Como € 23.931,77
38 Treviso € 23.877,39
39 Ferrara € 23.834,76
40 Brescia € 23.672,85
41 Sondrio € 23.609,20
42 Vercelli € 23.304,53
43 Varese € 23.460,61
44 Perugia € 23.155,93
45 Pisa € 23.034,79
46 Arezzo € 23.020,97
47 Alessandria € 22.919,30
48 Macerata € 22.835,97
49 Novara € 22.325,39
50 Ascoli Piceno € 22.498,31
51 Grosseto € 22.311,03
52 Pistoia € 21.996,93
53 Mantova € 21.978,67
54 Cremona € 21.912,61
55 Pavia € 21.764,88
56 Fermo € 21.754,49
57 La Spezia € 21.698,74
58 Verbano-Cusio-Ossola € 21.680,77
59 Asti € 21.661,12
60 Pescara € 21.616,17
61 Ancona € 21.305,32
62 Bari € 21.207,13
63 Teramo € 21.121,50
64 Imperia € 21.064,37
65 Gorizia € 21.024,92
66 Massa-Carrara € 20.920,07
67 Terni € 20.660,55
68 Lodi € 20.378,14
69 Chieti € 20.349,63
70 Isernia € 20.268,36
71 Rovigo € 19.779,48
72 Sassari € 19.547,26
73 Viterbo € 19.520,68
74 Latina € 18.847,92
75 Matera € 18.810,47
76 Salerno € 18.556,31
77 Messina € 18.431,78
78 Ragusa € 18.283,67
79 Campobasso € 18.054,25
80 Catanzaro € 18.029,64
81 L’Aquila € 17.984,47
82 Siracusa € 17.886,25
83 Catania € 17.733,62
84 Oristano € 17.586,11
85 Palermo € 17.538,07
86 Sud Sardegna € 17.533,23
87 Napoli € 17.408,34
88 Rieti € 17.354,55
89 Potenza € 17.264,36
90 Barletta-Andria-Trani € 17.170,85
91 Lecce € 17.129,82
92 Trapani € 17.097,58
93 Nuoro € 17.023,03
94 Cosenza € 16.988,81
95 Avellino € 16.831,17
96 Brindisi € 16.639,54
97 Caltanissetta € 16.540,82
98 Reggio Calabria € 16.215,85
99 Taranto € 16.155,19
100 Benevento € 16.054,84
101 Vibo Valentia € 16.047,91
102 Frosinone € 15.972,29
103 Crotone € 15.942,47
104 Enna € 15.419,61
105 Caserta € 15.287,90
106 Agrigento € 15.058,54
107 Foggia € 14.952,94
Sorpresa, il sud cresce di più
Il divario è strutturale, ma il dato della crescita sorprende.
Come spiega il direttore del Centro Studi Tagliacarne, “la mappa del reddito disponibile smentisce lo stereotipo di un Sud fermo”. Ma allo stesso tempo mostra che le differenze restano forti.
Nel Mezzogiorno il reddito cresce più velocemente. Ma parte da livelli molto più bassi. E resta inferiore alla media nazionale di oltre venti punti percentuali.
Il dato più interessante riguarda proprio questa dinamica. Crescono soprattutto territori che storicamente erano più indietro. Sei province del Sud entrano tra le prime dieci per crescita. Solo due province presentano un dato negativo
Ecco la classifica con l’indicazione di quanto in percentuale è cresciuto il reddito procapite lordo nelle varie province italiane tra il 2023 e il 2024:
1 Rimini +5,78%
2 Ragusa +5,55%
3 Venezia +4,95%
4 Benevento +4,85%
5 Teramo +4,8%
6 Arezzo +4,75%
7 Caltanissetta +4,75%
8 Siracusa +4,73%
9 Cuneo +4,71%
10 Bari +4,68%
11 Sondrio +4,59%
12 Sassari +4,5%
13 Messina +4,43%
14 Trapani +4,39%
15 Avellino +4,22%
16 Biella +4,18%
17 Cosenza +4,1%
18 Salerno +4,03%
19 Siena +4,02%
20 Pisa +3,91%
21 Torino +3,84%
22 Vercelli +3,84%
23 Asti +3,84%
24 Ascoli Piceno +3,78%
25 Lucca +3,78%
26 Palermo +3,68%
27 Brescia +3,61%
28 Alessandria +3,58%
29 Caserta +3,55%
30 Enna +3,53%
31 Pistoia +3,51%
32 Catanzaro +3,48%
33 Livorno +3,47%
34 Firenze +3,45%
35 Catania +3,45%
36 Trento +3,42%
37 Belluno +3,39%
38 Barletta-Andria-Trani +3,35%
39 Trieste +3,28%
40 Bergamo +3,28%
41 Nuoro +3,26%
42 Rieti +3,26%
43 Bolzano/Bozen +3,26%
44 Perugia +3,24%
45 Gorizia +3,19%
46 Crotone +3,14%
47 Novara +3,13%
48 Vibo Valentia +3,13%
49 Latina +3,1%
50 Milano +3,1%
51 Roma +3,09%
52 Pescara +3,09%
53 Cagliari +3,07%
54 Valle d’Aosta +3,07%
55 Udine +3,07%
56 Verona +3,02%
57 Como +2,93%
58 Napoli +2,9%
59 Reggio Calabria +2,76%
60 L’Aquila +2,75%
61 Isernia +2,7%
62 Chieti +2,59%
63 Modena +2,57%
64 Terni +2,52%
65 Verbano-Cusio-Ossola +2,51%
66 Lecce +2,45%
67 Forlì-Cesena +2,4%
68 Macerata +2,4%
69 Agrigento +2,4%
70 Sud Sardegna +2,37%
71 Vicenza +2,37%
72 Massa-Carrara +2,32%
73 La Spezia +2,28%
74 Cremona +2,28%
75 Bologna +2,23%
76 Viterbo +2,21%
77 Frosinone +2,21%
78 Pordenone +2,19%
79 Parma +2,18%
80 Campobasso +2,15%
81 Piacenza +2,04%
82 Ravenna +1,98%
83 Padova +1,97%
84 Pesaro e Urbino +1,97%
85 Treviso +1,96%
86 Monza e della Brianza +1,93%
87 Genova +1,89%
88 Taranto +1,83%
89 Grosseto +1,8%
90 Brindisi +1,75%
91 Potenza +1,73%
92 Pavia +1,68%
93 Oristano +1,55%
94 Foggia +1,47%
95 Savona +1,46%
96 Reggio Emilia +1,45%
97 Mantova +1,34%
98 Varese +1,31%
99 Fermo +1,16%
100 Ferrara +1,15%
101 Matera +1,13%
102 Lodi +1%
103 Lecco +0,97%
104 Rovigo +0,46%
105 Ancona +0,36%
106 Imperia -0,03%
107 Prato -0,13%
Più reddito, ma anche più costi
C’è poi un altro elemento da considerare. L’aumento del reddito nel 2024 è stato superiore all’inflazione che si è fermata all’ 1,00%. Questo potrebbe indicare un leggero recupero del potere d’acquisto.
Ma non ovunque allo stesso modo. Nelle grandi città, come Roma, il costo della vita continua a crescere. E questo riduce l’effetto positivo degli aumenti.
Nelle province più piccole, come Latina o Frosinone, i redditi sono più bassi. E questo limita comunque la capacità di spesa delle famiglie.
Più ricchi o è solo una illusione?
Quando si parla di statistiche i sono sempre da tenere d’occhio le “trappole dei numeri” che portano ad errate interpretazioni.
Dire che il reddito medio è cresciuto in una provincia, non significa automaticamente che i suoi abitanti siano diventati più ricchi.
Ci possiamo spiegare meglio usando una iperbole.
Se Elon Musk venisse ad abitare nella provincia di Latina, considerando che nel 2024 ha guadagnato circa 200 miliardi di euro, il reddito medio di ogni abitante pontino salirebbe sopra gli 800mila euro (ricordiamo che Milano che è prima in Italia ha un dato di 36mila euro).
La statistica direbbe quindi che i pontini sono 20 volte più ricchi dei milanesi, ma sappiamo che nella realtà, comunque, non sarebbe così.
Quindi gli aumenti nelle province di Roma e Latina non è detto che siano dovuti ad un aumento della ricchezza generalizzato. Per dire questo, al posto della “media” ci vorrebbe un altro indice statistico che è chiamato “mediana”. Ma questo non è stato calcolato.
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