In meno di 24 ore, la pressione mediatica ha portato la ASL Roma 6 e la Regione Lazio ad adottare misure urgenti per garantire assistenza a circa 1.500 cittadini, molti dei quali anziani e fragili.
Il caso: ad Ardea anziani senza medico costretti a spostarsi per decine di chilometri
Tutto è emerso grazie alla segnalazione della giornalista Silvia Matricardi, che ha denunciato una situazione definita come una vera emergenza sanitaria.
Al centro del caso, la madre 91enne, rimasta improvvisamente senza medico di base dopo la mancata stabilizzazione del dottor Cosimo Gabriele Russillo, il medico che da tre anni operava ad Ardea a Tor San Lorenzo con un ambulatorio a pochi metri dalle abitazioni dei suoi assistiti.
Secondo quanto riportato, alla scadenza del contratto del dottor Russillo, circa mille pazienti si sono ritrovati senza assistenza sul territorio. Gli assistiti si sono dunque visti costretti a scegliere un altro medico di base. Il sistema della ASL Roma 6 però indicava come uniche alternative medici situati a Rocca di Papa, Frascati o Grottaferrata, a oltre 35 chilometri di distanza.
Per una persona di 91 anni, che assume farmaci salvavita necessitanti di continue puntuali prescrizioni, avere un medico a 35 km di distanza significa rimanere priva di assistenza medica di base: “Per una persona di 91 anni, questo significa perdere ogni autonomia”, ha denunciato Silvia Matricardi.
Una situazione di questo genere, secondo la denuncia, comporterebbe una grave violazione del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione, oltre a possibili profili di interruzione di pubblico servizio.
La diffida alla ASL Roma 6
La giornalista ha quindi inviato una diffida formale alla ASL Roma 6, sottolineando la mancanza di programmazione e la violazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).
Nel documento ha evidenziato anche come, a fronte di una riduzione dei servizi, non vi sia stata alcuna riduzione della pressione fiscale.
“Non risulta un calo delle tasse a fronte di questa riduzione dei servizi”, continua la nota. “Riteniamo questo quadro non solo vergognoso, ma penalmente rilevante come interruzione di pubblico servizio”.
Nella diffida si chiedeva di garantire immediatamente la continuità assistenziale sul territorio di Ardea, stabilizzando il medico già operativo o individuando un sostituto in loco.
Dopo 24 ore dalla denuncia, la svolta: intervento urgente di Regione e ASL
Dopo la diffusione del comunicato e la crescente attenzione mediatica, la situazione ha subito un’accelerazione.
La stessa Matricardi ha comunicato di essere stata contattata direttamente dai vertici della Regione Lazio e della ASL Roma 6, che hanno riconosciuto la gravità del problema.
Il 27 marzo 2026 sono state quindi annunciate misure straordinarie per affrontare l’emergenza.
Tra i provvedimenti principali figura l’aumento dei massimali per i medici: un professionista corsista della zona potrà prendere in carico fino a 500 assistiti in più. Inoltre, è stato richiesto a tutti i medici del distretto un incremento di ulteriori 50 pazienti ciascuno.
La ASL Roma 6 ha anche definito il quadrante Ardea-Pomezia come area in “assoluta priorità”, riconoscendo la carenza strutturale di medici disponibili a lavorare in questo territorio.
Il commento: “La pressione mediatica ha funzionato”
La stessa Silvia Matricardi ha commentato positivamente la rapidità dell’intervento, pur mantenendo alta l’attenzione sulla concreta applicazione delle misure.
“Quando le istituzioni si muovono con questa velocità, bisogna darne atto con onestà. La ‘caciara’ mediatica ha sortito l’effetto sperato: non era solo uno sfogo, ma la ricerca di una soluzione per mia madre e per le centinaia di persone nella sua stessa condizione. Monitoreremo affinché queste promesse diventino realtà operativa agli sportelli di Pomezia nei prossimi giorni.”
Cosa devono fare ora i cittadini
Alla luce dei nuovi provvedimenti, l’invito rivolto ai cittadini coinvolti è quello di recarsi direttamente presso gli uffici ASL di Pomezia, competente per territorio anche su Ardea. Qui sarà possibile formalizzare la scelta del medico tra quelli autorizzati all’aumento del massimale.
Questa procedura dovrebbe permettere di superare anche i problemi tecnici riscontrati sul portale online della ASL, segnalato come non funzionante durante la fase più critica.
Carenza di medici di base ad Ardea: un problema strutturale ancora aperto
Nonostante la soluzione tampone, resta aperta la questione della carenza cronica di medici di base nel territorio tra Ardea e Pomezia. La stessa ASL Roma 6 ha ammesso che si tratta di una criticità strutturale.
Il caso di Tor San Lorenzo evidenzia come il sistema sanitario territoriale possa entrare in difficoltà in assenza di programmazione e ricambio del personale. Una situazione che colpisce in particolare gli anziani e i pazienti cronici.
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