Mentre si torna a parlare di rilancio del Nuovo Ospedale dei Castelli, con le notizie di rilancio con aumento di reparti e personale pubblicate di recente dal nostro giornale, l’eliporto resta ancora un’opera attesa e mai realizzata, nonostante risorse indicate come disponibili da anni.
È su questo nodo che la lettera aperta concentra una delle accuse più pesanti: meno annunci, più risultati concreti.
La protesta del Comitato per il NOC
Nella loro lettera, i rappresentanti del Comitato presentano una lunga lista di contestazioni relative ad opere (promesse) incompiute o mai partite.
Dicono che i cittadini non hanno bisogno di nuove promesse, hanno bisogno di vedere partire ciò che da tempo viene indicato come essenziale per la crescita del NOC.
Tra i temi richiamati, quello dell’eliporto è, forse, il più simbolico, tra i tanti problemi lamentati.
Per il Comitato, non si tratta di un dettaglio secondario. È uno dei segni più evidenti della distanza tra ciò che si dice e ciò che, nella vita reale, non è stato ancora fatto.
L’eliporto notturno viene descritto come una delle questioni fondamentali rimaste aperte e proprio per questo diventa il centro di una critica politica molto netta.
I 13 milioni di euro fermi da anni
Il passaggio più forte della lettera riguarda le risorse economiche.
Il Comitato sostiene che per l’eliporto notturno e per verde e arredi del NOC ci sarebbero 13 milioni di euro disponibili da anni presso la Asl Roma 6. Eppure, sempre secondo gli autori della lettera, questi fondi non sarebbero stati ancora utilizzati.
È qui che il tono si fa più duro: se i soldi esistono, perché l’opera non c’è ancora?
E se l’eliporto viene considerato importante per lo sviluppo dell’ospedale, perché i cittadini continuano ad aspettare?
L’eliporto che salva vite
La lettera non si perde in tecnicismi, ma lascia intendere bene una cosa: un ospedale che vuole crescere e rafforzare il proprio ruolo sul territorio non può fare a meno di infrastrutture considerate strategiche.
L’eliporto notturno, in questa visione, diventa il simbolo di un ospedale che dovrebbe fare un salto di qualità e che invece, su alcuni punti cruciali, resta fermo.
Quando si parla di sanità, i cittadini non ragionano in termini di delibere, collegi o tavoli istituzionali, ragionano in termini di servizi, tempi, sicurezza, capacità di risposta. E un eliporto attivo anche di notte serve a salvare vite.
“Basta propaganda”: il bersaglio politico della lettera
Il Comitato per il NOC lega il tema dell’eliporto al clima della campagna elettorale.
Il succo del ragionamento è questo: non si può presentare oggi il rilancio del NOC come una nuova bandiera politica se su questioni essenziali, come l’eliporto notturno, i risultati non si vedono.
Il Comitato vuole distinguere tra immagini, cerimonie e dichiarazioni pubbliche da una parte, e risultati tangibili dall’altra. E nel loro racconto l’eliporto è la prova più concreta di questo divario.
Un simbolo delle attese rimaste aperte
Nella lettera, l’eliporto non compare da solo. Viene affiancato ad altri interventi che, secondo il Comitato, sono ancora incompleti o bloccati.
Se un’opera viene annunciata come importante, se vengono indicati fondi già disponibili, se passano gli anni e se quell’opera non arriva, allora il tema diventa inevitabilmente politico e pubblico.
La domanda di fondo è una sola: al di là delle parole, cosa è stato davvero portato a casa per l’ospedale e per il territorio?
Un lungo elenco di contestazioni
Il documento elenca anche le contestazioni principali rivolte all’amministrazione:
- non aver difeso con sufficiente forza il percorso di crescita del NOC,
- aver lasciato irrisolte opere considerate strategiche,
- non aver sbloccato fondi pubblici già disponibili,
- aver sostenuto una viabilità ritenuta diversa da quella immaginata in origine,
- non aver dato abbastanza spazio alle richieste del comitato
- aver respinto, negli anni, proposte e sollecitazioni portate in sede pubblica.
Il messaggio finale è netto: sul NOC, e in particolare sull’eliporto, i cittadini non vogliono più sentire parlare soltanto di prospettive, vogliono capire se e quando ciò che è stato promesso diventerà finalmente realtà.
La lettera aperta per il sindaco di Ariccia
Egregio Sindaco Staccoli,
come Comitato cittadino (Comitato NOC e per il diritto alla salute) riteniamo doveroso ricordare ai cittadini, a Lei e alla Sua maggioranza l’effettivo impegno svolto in merito all’Accordo di programma per il NOC.
Oggi, nella Sua campagna elettorale per una seconda candidatura a Sindaco di Ariccia, Lei afferma di voler “far crescere il NOC”. Tuttavia, si presenta come un convinto sostenitore solo ora, mentre per tre anni la Sua amministrazione non ha difeso l’Accordo di programma.
Il Comitato nasce proprio per contrastare questa posizione, che riteniamo negazionista rispetto agli impegni previsti per il NOC.
Ricordiamo che:
* Nel novembre 2020 Lei si insedia come Sindaco di Ariccia e diventa Presidente del Collegio di vigilanza sull’Accordo di programma. A due anni dall’inaugurazione, il NOC era ancora lontano dall’essere il policlinico previsto dall’accordo del 2006 tra Comune, ASL RM 6 e Regione Lazio.
* Nel 2021, durante un’assemblea pubblica a Fontana di Papa, Lei dichiarava che l’Accordo fosse “chiuso” e che il NOC sarebbe rimasto invariato, invitando i cittadini a rivolgersi al Campus BioMedico di Trigoria per esigenze sanitarie.
* Da quel momento si è aperto un confronto con il Comitato, mentre Lei, pur avendone il ruolo, non è intervenuto per far rispettare l’Accordo nei confronti di ASL e Regione.
* In questi tre anni è nato ufficialmente il Comitato, a cui è stata a lungo negata l’iscrizione al registro comunale, nonostante la documentazione completa.
* Non sono mai stati concessi spazi pubblici, neppure minimi, per assistere i cittadini nelle richieste di visite intramoenia gratuite.
* Sono state raccolte 1.500 firme, presentate interrogazioni e proposte in Consiglio comunale, tutte respinte dalla maggioranza.
* I nostri manifesti sono stati rimossi e sostituiti con comunicazioni che negavano la possibilità di intervento sul NOC.
* È stata inoltre respinta la mozione per la copertura dei parcheggi del NOC con pannelli solari tramite fondi PNRR.
* Nel 2024 la Sua amministrazione ha infine convocato il Collegio di vigilanza e avviato due iniziative: il bypass del ponte ferroviario in via Ginestreto e il progetto di uno studentato nel Parco della salute del NOC.
* Lo studentato rappresenta un intervento positivo, reso possibile anche grazie a livelli politici regionali e nazionali, nonostante iniziali difficoltà.
* Per la viabilità, invece, l’Accordo prevedeva una strada parallela e non un semplice bypass. Il Comune disponeva da anni di 6 milioni di euro regionali, mai utilizzati, probabilmente per non interferire con interessi edilizi locali.
* Oggi il progetto dello studentato è finanziato con 6,8 milioni di euro del PNRR, ma il bando non è ancora stato pubblicato e la sua realizzazione resta incerta.
Restano infine irrisolte questioni fondamentali: i 13 milioni di euro per l’eliporto notturno del NOC e gli interventi su verde e arredi del Parco, fondi disponibili da anni presso la ASL RM 6 ma non ancora utilizzati.
Lei quanto si è prodigato per stimolare la Asl a sbrigarsi nell’utilizzo di questi fondi pubblici?
Però ricordiamo cerimoniali e foto di rito per la piantumazione di una decina di alberi nel prato incolto dell’Ospedale, come se avessimo vinto la lotteria .. a proposito sono ancora vivi? Supereranno il caldo dell’estate?
Questo era quanto dovuto.
Distinti saluti Comitato NOC e per il diritto alla salute La Presidente Renata Lasic
Leggi anche:
Rivoluzione negli ospedali dei Castelli Romani: nuovi reparti e posti letto potenziati al NOC, a Velletri e Frascati
























