Il provvedimento del Comune di Anzio sulla piscina di Lavinio
L’ordinanza, firmata il 31 marzo 2026, riguarda la piscina dell’A.S.D. Sport Club situato in via Ardeatina 630, a Lavinio.
Il provvedimento impone lo stop a tutte le attività della piscina e dei locali collegati, tra cui spogliatoi, servizi igienici e locali tecnici.
La decisione arriva dopo una serie di verifiche effettuate dalla ASL Roma 6 e da altri enti competenti. Alla base del provvedimento c’è la necessità di tutelare la salute pubblica e la sicurezza di utenti e lavoratori.
Il provvedimento non riguarda l’area riservata al tennis.
I controlli sulla piscina di Lavinio: concentrazioni pericolose di gas endogeni
Il 5 marzo 2026 tecnici del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno effettuato un sopralluogo presso il centro sportivo nell’ambito delle attività di verifica periodiche condotte per il monitoraggio dei fenomeni di emissione di gas endogeni.
Durante le verifiche sono state misurate le concentrazioni di gas endogeni, in particolare anidride carbonica (CO2) e idrogeno solforato (H2S). I risultati hanno evidenziato criticità in più punti della piscina e nelle aree circostanti.
Nella relazione si legge che “sono state rilevate concentrazioni pericolose di gas endogeni in diversi punti della vasca natatoria ed ambienti adiacenti”. Una situazione che riguarda spazi frequentati sia dal personale sia dagli utenti.
Le criticità riscontrate dalla ASL
Oltre alla presenza di gas, la ASL ha evidenziato diverse carenze nelle misure di sicurezza adottate dai gestori dell’impianto.
Tra queste, l’assenza di un sistema efficace di monitoraggio continuo dell’aria e la mancanza di dispositivi di allarme in grado di segnalare tempestivamente eventuali anomalie. Non risultano inoltre installati strumenti adeguati per misurare in modo costante i livelli di CO2 e H2S.
Un altro elemento riguarda la mancanza di informazione per utenti e lavoratori. Nel centro sportivo non è stata trovata cartellonistica che segnali il rischio legato ai gas e le procedure da seguire in caso di emergenza.
Criticità anche sul piano strutturale e organizzativo. Non è stata completata la sigillatura dei pozzi presenti nell’area, già richiesta con precedenti ordinanze del 2025. Inoltre, non risulta presentata la relazione tecnica sulla stabilità delle strutture in legno della piscina.
Il quadro delineato dall’INGV: elevata pericolosità di idrogeno solforato
Un ulteriore elemento arriva dalla relazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il documento conferma la presenza di anomalie, in particolare per quanto riguarda l’idrogeno solforato.
Nel report si legge che “permane nel locale della piscina una leggera anomalia di H2S”, mentre alcune aree come lo spogliatoio esterno e il locale tecnico mostrano “un’elevata pericolosità al gas, con valori di concentrazione di H2S fino a 70 ppm”.
Gli esperti sottolineano anche un aspetto importante: la variabilità del fenomeno. “Poiché l’emissione del gas è variabile nel tempo, non si esclude che si possano raggiungere concentrazioni più elevate immediatamente pericolose per la salute umana”.
Le misure imposte ai gestori
L’ordinanza impone una serie di interventi obbligatori prima di qualsiasi riapertura. Tra questi, la messa in sicurezza dell’area e la completa interdizione degli spazi interessati.
I gestori dovranno intervenire sui pozzi presenti nel sito, procedendo alla sigillatura oppure adottando sistemi alternativi efficaci. È richiesta anche l’installazione di impianti di aerazione adeguati e di dispositivi di rilevazione dei gas con allarme.
Prevista anche l’introduzione di procedure operative per la gestione del rischio e la formazione del personale. Sarà inoltre necessario dotare i lavoratori di strumenti di protezione e rilevatori portatili.
Un passaggio fondamentale riguarda la documentazione tecnica. I gestori dovranno presentare una relazione che attesti la sicurezza strutturale della piscina, con particolare attenzione agli elementi in legno.
Riapertura piscina solo dopo nuove verifiche: altre aree del centro rimangono accessibili
La piscina potrà riaprire solo dopo il completamento di tutti gli interventi richiesti e a seguito di una verifica favorevole da parte della ASL.
Nel frattempo, resta consentito l’utilizzo di altre aree del centro sportivo, come i campi da tennis, dove i controlli non hanno evidenziato criticità nei livelli di gas.
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