Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha infatti annullato gli atti con cui il Comune di Aprilia aveva deciso di costruire una nuova scuola su un terreno privato di via Tiberio, senza informare i proprietari.
Una violazione procedurale che, secondo i giudici, rende illegittimo l’intero procedimento.
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Il progetto della nuova scuola Gramsci di Aprilia su un terreno privato
Nel febbraio 2017, il Comune di Aprilia approvò con una Delibera di Giunta il progetto preliminare per la realizzazione del nuovo plesso della scuola Gramsci.
Pochi giorni dopo, il 9 marzo 2017, con la Delibera del Consiglio Comunale n. 11, venne modificata la destinazione urbanistica dell’area, in Via Tiberio, trasformandola da zona di verde pubblico a zona F1, servizi collettivi, per consentire la costruzione della scuola.
Il terreno, di circa 15.630 metri quadrati, non apparteneva però al Comune. Era di proprietà di due cittadini, che lo avevano ereditato dal loro familiare, il quale a sua volta aveva ottenuto la titolarità per usucapione con sentenza del Tribunale di Latina del 2015.
Nonostante ciò, il Comune procedette con il progetto senza informare i legittimi proprietari.
La posizione dei proprietari
I proprietari hanno contestato le delibere, sottolineando che la mancata comunicazione dell’avvio del procedimento rappresentava una violazione grave.
L’intervento, infatti, aveva carattere sostanzialmente espropriativo: il vincolo imposto al terreno lo destinava a un uso pubblico senza alcuna partecipazione dei proprietari.
Secondo i ricorrenti, l’amministrazione avrebbe dovuto informare formalmente la proprietà almeno venti giorni prima dell’approvazione delle delibere, garantendo la possibilità di discutere la localizzazione della scuola e di far valere eventuali obiezioni.
Inoltre, il terreno non era mai stato trasferito al Comune, nonostante vecchi accordi urbanistici con la Canebi srl risalenti al 1976. Al momento delle delibere del 2017, il contenzioso sulla proprietà era ancora aperto, e l’ente locale era a conoscenza della sentenza di usucapione.
La difesa del Comune di Aprilia
Il Comune di Aprilia si è costituito in giudizio, ma senza fornire prove che i proprietari fossero stati informati nei termini previsti.
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Dalla documentazione comunale emergeva, inoltre, che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico non era mai stata completata e che il contenzioso sulla proprietà era tuttora pendente.
La decisione dei giudici
Il TAR di Latina ha accolto il ricorso dei proprietari, concentrandosi sulla mancata comunicazione dell’avvio del procedimento.
I giudici hanno sottolineato che gli atti comunali avevano natura espropriativa, perché destinavano un bene privato a un’opera pubblica. Il Comune però non aveva comunicato l’esproprio ai proprietari.
Nel provvedimento si legge: “Al privato proprietario deve essere garantita la possibilità di interloquire con l’amministrazione sulla localizzazione dell’opera”.
Questa formalità non può essere sostituita da una conoscenza generica del progetto, ma richiede una comunicazione precisa e tempestiva.
Vincolo espropriativo e diritti dei cittadini
La sentenza chiarisce la differenza tra vincoli urbanistici generali e vincoli espropriativi.
Nel caso di via Tiberio, il vincolo era specifico e interessava un’area determinata per la costruzione della scuola, incidendo direttamente sul diritto di proprietà.
Il TAR ha ribadito che anche opere di interesse pubblico devono rispettare i diritti dei cittadini: nessun vincolo può essere imposto senza un’interazione formale con chi detiene la proprietà.
Gli effetti della sentenza sulla costruzione della nuova scuola Gramsci di Aprilia
Il Tribunale ha annullato le delibere del 3 febbraio e del 9 marzo 2017 nella parte che riguardava i terreni di via Tiberio.
Il progetto della scuola dovrà quindi ripartire, rispettando le procedure previste e coinvolgendo formalmente i proprietari.























