La controversia riguarda un importo complessivo di 225.953 euro. L’appello arriva dopo che la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado aveva respinto il ricorso dell’ATER con sentenza del 15 dicembre 2025.
L’ente pubblico chiede ora la riforma di quella sentenza presentando appello davanti alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado.
In via preliminare, l’ATER ha chiesto la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato, puntando a dichiararne l’illegittimità totale o parziale.
Le ragioni del ricorso dell’ATER contro il Comune di Nettuno
L’ATER contesta diversi aspetti dell’avviso emesso dal Comune di Nettuno il 7 febbraio 2024 e notificato il 9 dello stesso mese.
Tra le principali censure: l’insussistenza dei presupposti del tributo, presunte illegittimità relative ad esenzioni per alcuni immobili, inclusi quelli occupati abusivamente, e la contestazione degli interessi e delle sanzioni applicate.
Con il ricorso, l’ATER ha chiesto in via preliminare di sospendere l’esecuzione dell’atto, mentre nel merito punta a ottenere l’annullamento totale o parziale, chiedendo anche il riconoscimento delle spese di giudizio.
La difesa del Comune di Nettuno
Il Comune di Nettuno si è costituito in giudizio il 17 luglio 2024. Ha presentato controdeduzioni e documentazione a supporto della propria posizione.
In udienza, ha chiesto di dichiarare inammissibile la domanda cautelare e di rigettare il ricorso nel merito.
La Corte, con ordinanza del 19 luglio 2024, ha rigettato l’istanza cautelare dell’ATER.
Successivamente, nel novembre 2025, il Comune ha depositato ulteriori memorie e documenti per ribadire le proprie ragioni, consolidando la difesa rispetto all’avviso di accertamento relativo alla TASI 2019.
La sentenza di primo grado
Il 5 dicembre 2025, il ricorso è stato discusso davanti alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Roma.
Il collegio ha rilevato che l’ATER non aveva depositato la prova della tempestiva notifica del ricorso alla controparte.
In particolare, mancavano ricevute PEC, avvisi di ricevimento o relazioni di notifica che dimostrassero la corretta comunicazione dell’atto al Comune.
Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che anche la costituzione in giudizio del Comune non poteva rimediare alla mancanza della prova della notifica.
Le spese di giudizio sono state liquidate a favore del Comune per 5.000 euro, oltre agli oneri di legge.
L’iter dell’appello
Ora il Comune di Nettuno ha deciso di costituirsi anche nel giudizio di appello presso la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado. L’amministrazione ha autorizzato il Dirigente del Servizio Legale a individuare un avvocato esterno per rappresentare l’ente.
Il costo dell’incarico sarà presumibilmente di circa 7.000 euro, in base al preventivo di parcella del professionista incaricato.
Il Comune di Nettuno intende tutelare i propri interessi sia in sede giudiziale che stragiudiziale, per difendere la correttezza dell’avviso di accertamento e garantire il rispetto delle normative fiscali.
Per il Comune, la posta in gioco è duplice: garantire la riscossione di una cifra consistente e confermare la correttezza amministrativa nella gestione della TASI 2019.
Gli importi coinvolti, 225.953 euro di tributo e 5.000 euro di spese legali già sostenute, rendono il contenzioso particolarmente rilevante.
L’appello sarà discusso nei prossimi giorni davanti alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado.
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