Lo stadio Fiore di Marino, conosciuto in precedenza anche come “Ferentum”, è divenuto famoso a livello nazionale perché fu usato come quartiere generale dalla nazionale di calcio azzurra, guidata da Azelio Vicini, durante i Mondiali di Italia ’90.
La progettazione dei lavori è stata affidata ad una società in provincia di Venezia. Il Comune di Merino punta ora all’apertura del cantiere entro l’anno in corso.
Il via libera che sblocca la partita
Per mesi si è parlato della riqualificazione dello stadio e del rischio di collasso della curva. Ora, però, c’è il primo vero sì formale.
La Giunta comunale guidata dal sindaco Stefano Cecchi ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica.
Tradotto in termini semplici: il Comune di Marino ha dato il via libera al piano che definisce costi, tempi, impostazione dell’intervento e quadro complessivo dei lavori.
Senza questo passaggio il restyling dello stadio sarebbe rimasto una promessa. Con questa approvazione, invece, il percorso entra in una fase più concreta e più vicina al cantiere.
Un investimento da 600 mila euro
La cifra stanziata per l’operazione è di 600mila euro.
È questa la somma complessiva prevista per riportare al centro dell’attenzione uno stadio che per Marino ha un valore sportivo, cittadino e anche simbolico.
La parte più consistente delle risorse, poco più di 447mila euro, è destinata ai lavori veri e propri. Il resto servirà per coprire spese tecniche, IVA, sicurezza, allacci, incentivi e imprevisti.
Da dove arrivano i soldi
Un altro elemento centrale è la provenienza dei fondi. Le risorse non arrivano da un aumento della pressione sui conti comunali, ma da un finanziamento statale destinato al Comune di Marino attraverso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Si tratta di fondi pensati per interventi di riqualificazione e ammodernamento di strutture pubbliche, con l’obiettivo di sostenere i territori e rafforzarne la crescita.
Uno stadio che parla alla città
Lo stadio “Domenico Fiore” Italia ’90 non è un impianto qualsiasi. È un luogo che richiama una memoria sportiva conosciuta ben oltre i confini cittadini. E allo stesso tempo resta uno spazio quotidiano, vicino alle famiglie, ai ragazzi, alle società sportive, alla vita concreta del territorio.

Il progetto ha già superato i passaggi necessari per poter proseguire, compreso il parere richiesto nell’ambito sportivo.
Ora l’attesa si sposta sulla fase operativa. L’obiettivo è far partire il cantiere entro il 2026, in modo da trasformare un’approvazione formale in un cambiamento visibile.
Dall’annuncio del 2024 all’ok del 2026
C’è poi un elemento politico che accompagna questa vicenda.
Nel dicembre 2024 il sindaco Stefano Cecchi aveva annunciato sui social lo stanziamento delle risorse con parole molto nette:
“Stanziati 600 mila euro per lo stadio Domenico Fiore Italia ’90.
Il contributo previsto è fondamentale per avviare i lavori di un impianto conosciuto a livello nazionale, grazie ai mondiali di calcio del 1990, e che oggi con la scuola calcio guidata dal campione Giuseppe Giannini vede allenarsi i nostri ragazzi.
Un segnale di attenzione che va oltre lo sport e che offre nuove opportunità al territorio per portare sempre più in alto il nome della Città di Marino”.
Da allora è passato circa un anno. Un tempo non breve, soprattutto agli occhi di chi aspettava segnali concreti.
Oggi, però, quel primo annuncio trova finalmente un approdo amministrativo preciso. L’approvazione del progetto non chiude la storia, ma le dà una direzione chiara.
Dopo le parole, è arrivato l’atto. E adesso Marino aspetta il passaggio più importante di tutti: vedere partire davvero i lavori nello stadio Italia ’90.
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